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Lucia Bronzetti e una scalata da affrontare con il sorriso

La 22enne riminese, giunta ai quarti a Losanna all’esordio in un main draw WTA, entra tra le prime 200 del ranking con un salto di oltre 150 posizioni da inizio anno: “Sono contentissima, non so spiegare a parole le emozioni che provo in questo momento”. Mamma Denise: “Fondamentale rimanere equilibrati, senza esaltarsi o deprimersi”

di | 17 luglio 2021

Il diiritto di Lucia Bronzetti a Losanna

Il diiritto di Lucia Bronzetti

Io scendo in campo per fare il mio gioco, puntando sempre a vincere, anche se negli ultimi tempi mi trovo davanti avversarie davvero forti. E’ un impegno arduo ma al tempo stesso stimolante”. Sono le parole pronunciate giovedì sera da Lucia Bronzetti, in occasione del ‘Galà del Tennis Romagnolo’, collegata telefonicamente da Losanna dove poche ore prima lasciando appena tre game alla russa Anna Blinkova, n.82 WTA ed ottava favorita del seeding, aveva raggiunto per la prima volta in carriera i quarti di finale in un torneo del circuito maggiore, exploit ottenuto all’esordio in un main draw WTA.

Un atteggiamento, senza soggezione o timori reverenziali, dimostrato dalla 22enne di Villa Verucchio (cittadina poco distante da Rimini, alle prime pendici della Valmarecchia) anche nel match contro Tamara Zidansek, n.50 della classifica mondiale: è riuscita ad esprimere il suo tennis, tenendo testa per due ore e venti alla slovena – qualche settimana fa semifinalista al Roland Garros – capace di spuntarla solo per 64 46 63 così da staccare il pass per le semifinali del torneo svizzero, dove è prima testa di serie.

Un risultato – quello della romagnola - che potrebbe anche rappresentare una svolta, il fatidico clic di cui parlano tanti addetti ai lavori. Salutato con grande soddisfazione dagli appassionati riminesi, sempre attenti nel seguire quasi in tempo reale le vicende della loro beniamina. Tanto che qualcuno ha fotografato con il cellulare la pagina del Televideo Rai con il titolo: “Lucia Bronzetti non finisce di stupire”.

Lucia Bronzetti

Sono contentissima, non so spiegare a parole quello che provo in questo momento. E’ stata un’emozione grandissima”, il commento di Lucia, che per carattere preferisce far parlare i fatti, sul rettangolo di gioco.

Forse, però, alle interviste dovrà cominciare a farci l’abitudine tenuto conto che è il personaggio del momento, in un periodo in cui l’Italtennis al femminile fatica a dare seguito alle imprese delle stelle Schiavone, Pennetta, Errani e Vinci.

Lo dicono i numeri: ha aperto il 2021 al numero 341 WTA e ora è virtualmente al 187° posto, inanellando un best ranking dietro l’altro.

Una scalata cominciata con due titoli ITF in poco più di un mese, a metà febbraio sul cemento di Sharm El Sheikh (la stessa località turistica egiziana dove si era imposta nel novembre 2017, mentre il primo titolo professionistico era arrivato l’anno prima, sulla terra battuta elvetica di Sion) e poi in marzo sulla terra rossa indoor a Le Havre. E proseguita con le finali nel 60.000 dollari di Bellinzona, partendo dalle qualificazioni, e nei 25mila di Jonkoping e Torino la settimana scorsa.

Risultati che hanno corroborato l’autostima e la consapevolezza del livello acquisito della Bronzetti, che si è avvicinata alla racchetta a dieci anni, dopo che gli approcci tentati con ginnastica ritmica, nuoto, pallavolo e basket non avevano fatto scattare la scintilla giusta.

Diane Parry e Lucia Bronzetti con i premi

E’ stata la zia Vannina – come ha raccontato giovedì sera ritirando il premio destinato a Lucia insieme alla madre Denise – “quando faceva la quinta elementare dopo una prima esperienza in paese” a portarla a provare il tennis a Pietracuta, e la ragazzina su quel campo ci è rimasta, grazie anche alla fortuna di poter lavorare da subito con un tecnico preparatissimo come Patricio Remondegui, già al fianco delle sorelle Adriana e Antonella Serra Zanetti.

Con il coach di origini argentine si è allenata fino a circa tre anni fa, quando ha deciso di trasferirsi ad Anzio, dove ha sede il team dei fratelli Francesco e Alessandro Piccari, ai quali recentemente si è unita a tempo pieno pure Karin Knapp, moglie del primo. “E’ splendido il mio rapporto con loro e in particolare con Karin, anche fuori dal campo. La sua figura è molto importante, tutti sappiamo che giocatrice di alto livello è stata e l’esperienza che può avere, in quanto tale può trasmetterci davvero molto. Sono contenta che ci sia anche lei nello staff che ci segue ogni giorno”, ha ribadito più di una volta Lucia.

Lucia Bronzetti con Deborah Chiesa, Karin Knapp e Francesco Piccari

Lucia Bronzetti

Una ragazza che per perseguire il proprio sogno non ha avuto paura di affrontare sacrifici, come la sveglia alle 5.30 durante il liceo (pubblico) per studiare quel che il giorno prima aveva dovuto rimandare perché troppo stanca al termine degli allenamenti.

La voglia di emergere, dentro, era talmente forte da trasformarsi però in un boomerang. “Avevo cominciato il 2020 riponendo su me stessa troppe aspettative, per la voglia di arrivare in fretta – ha raccontato la romagnola, con grande trasparenza – e questo ha voluto dire un carico di responsabilità notevole. In questo modo le cose non sono andate bene ed è stato un momento durissimo dal punto di vista mentale. Ho dovuto in sostanza accettare di essere di fronte a una difficoltà e di lavorare ancora più duramente. Poi è arrivato il coronavirus, che onestamente ha dato la giusta collocazione ai problemi reali. Mi ha fatto capire che cosa è veramente importante: mi sono sforzata di prendere lo stop forzato come un nuovo inizio. E così mi sono ripromessa di entrare in campo finalmente con il sorriso, pensando solo al mio tennis e alla fortuna di riuscire a fare ciò che desidero di più nella mia vita”.

Sono dunque solo un ricordo certe insicurezze dal punto di vista tecnico che si erano palesate lo scorso anno, sicuramente particolare per ragioni extrasportive.

A inizio 2020 ho avuto un problema con il rovescio, che era il mio colpo migliore – aveva spiegato Lucia in un’intervista a SuperTennis - Mi sono proprio ‘incartata’ come si dice, e mi veniva il terrore ogni volta che mi indirizzavano la palla da quella parte del campo e non riuscivo più a giocarlo. E’ stato molto difficile fare i conti con queste paure, accettarle, per poi affrontarle e superarle”.

Il rovescio di Lucia Bronzetti

Lucia Bronzetti collegata al telefono da Losanna mentre la madre Denise ritira il premio al Gala del Tennis Romagnolo a Rimini (foto FB Net-Gen)

Deve esserci riuscita davvero bene se da inizio stagione ad oggi la riminese ha vinto qualcosa come 45 match, mettendo insieme un bagaglio di sicurezze interiori sempre più voluminoso. Fino ad affidare ai social, a metà aprile, un aforisma che rispecchia il suo stato d’animo: “Quello che non ti aspetti arriva all’improvviso e ti regala emozioni uniche”.

Intanto chi l’ha vista crescere si gode questa esplosione, come Pier Sante Guerra, presidente del Tennis Club Valmarecchia, a Pietracuta, dove Lucia ha mosso i primi passi: “Siamo orgogliosi di quel che sta ottenendo, fin dagli inizi ci ha sorpreso per la sua predisposizione per questo sport. Già allora si vedeva quello che sarebbe stato il suo futuro. E siamo certi che non si fermerà qui…”.

Però mamma Denise frena: “Bisogna stare sempre con i piedi per terra, questo è il nostro motto. Andiamo avanti senza esaltarci troppo quando si vince e senza deprimerci quando le cose non vanno bene, mantenere l’equilibrio è fondamentale. Inoltre è vero che il tennis è uno sport individuale, ma dietro c’è un lavoro di squadra: il giocatore, l’allenatore e la famiglia e quando si è tutti uniti, i risultati arrivano”.

Acquisita sempre più solidità, il prossimo step tecnico è legato ai progressi su servizio e gioco di volo, da un lato per raccogliere qualche punto gratuito senza faticare troppo e dall’altro per verticalizzare il gioco e abbreviare gli scambi.

Aspetti tutt’altro che secondari ora che il livello delle rivali si è alzato, per puntare a un ulteriore salto di qualità. Prossima tappa già dietro l’angolo, al “Palermo Ladies Open”, dove Lucia sarà in tabellone con una wild card. Con tanta voglia di ripagare sul campo la fiducia di organizzatori e federazione, ma sempre con la serenità e il sorriso che la stanno accompagnando in questi mesi.

Il diritto di Lucia Bronzetti

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