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2021 da incorniciare, ma baby Leonardo è solo all’inizio

L’undicenne Leonardo Barbero, tesserato per il Tc Saluzzo, ha vissuto un’incredibile seconda parte di 2021, vincendo il Master Nazionale del Tennis Trophy Fit Kinder Joy of Moving, incontrando Rafa Nadal a Manacor e ricevendo la convocazione per due importantissimi tornei internazionali under 12. Sono saltati entrambi, ma il prossimo è già alle porte…

di | 21 febbraio 2022

Nel giro di pochi mesi un’annata tennistica come tante può trasformarsi in una stagione da incorniciare. Così è stato il 2021 di Leonardo Barbero, 12 anni da compiere il prossimo 17 luglio, tesserato per il Tennis Club Saluzzo. Il piemontese ha iniziato l’anno in sordina, disputando pochi tornei importanti anche per via della morsa del Covid. Poi qualcosa è cambiato.

Il primo segnale è arrivato a fine agosto, con il Master Nazionale del Tennis Trophy Fit Kinder Joy of Moving, dove Barbero è partito dal turno preliminare del tabellone principale per arrivare a conquistare il titolo, vincendo sei match senza cedere nemmeno un set.

Un bel segnale, certo, ma che poteva essere un exploit estemporaneo. Invece, poche settimane dopo Leonardo è tornato a stupire, arrivando in finale nei campionati italiani under 11. In quella occasione, il saluzzese (classifica 4.4) ha ceduto soltanto al cospetto della testa di serie numero 1 Stefano Palanza (3.3), diventando vicecampione nazionale.

Leonardo Barbero e papà Marco con Rafael Nadal, a Manacor

A novembre è arrivato un terzo momento da mettere in bacheca. Una foto, più che un risultato: quella scattata con il beniamino di sempre, Rafael Nadal, incontrato presso la Rafa Nadal Academy di Ma­nacor dove Leonardo si trovava per disputare il Master Internazionale del Ten­nis Trophy Kinder-Joy of Mo­ving, nel quale ha raggiunto la semifinale.

Nemmeno il tempo di smaltire la gioia più grande che possa capitare a un ragazzino appassionato di tennis, che appena sceso dall’aereo a Milano Leonardo ha ricevuto la notizia della convocazione nel Team Italia, per partecipare al prestigioso torneo internazionale 33rd Open des 10-12 Boulo­gne Billan­court, previsto dal 26 dicembre al 2 gennaio. Una opportunità che non si è mai tramutata in realtà, perché il peggioramento dell’andamento dei contagi e la conseguente restrizione delle norme anticovid hanno portato all’annullamento del torneo.

Una brutta delusione, con tanto di beffa visto che la notizia della cancellazione dell’appuntamento francese è arrivata all’indomani del termine per l’iscrizione al Lemon Bowl, al quale Leonardo avrebbe certamente preso parte. La reazione è lasciata come sempre al campo. Leonardo si iscrive a due tornei under 14 e under 16 nella vicina Lagnasco e, benché undicenne, arriva in finale in entrambi.

L’appuntamento con i palcoscenici internazionali sembra solo rimandato. Ancora una volta viene convocato, insieme al coetaneo Stefano Palanza, per l’Open Super 12 di Auray in Francia in programma nella seconda metà di febbraio. Dove non può il Covid, incredibilmente, arriva un devastante incendio: le fiamme distruggono parte della struttura, rendendo impraticabili campi e spogliatoi, tanto che le autorità locali vietano l'accesso al tennis club a tempo indeterminato.

Un altro intoppo, ancora più imprevedibile del precedente, che getta Leonardo nello sconforto, come spiega il padre Marco. “Saputa la notizia, ha pianto per due giorni. È il più importante torneo under 12 d’Europa e non ha potuto vivere quell’esperienza per cause che non dipendono da lui, dopo aver atteso a lungo di potersi confrontare con i pari età più forti a livello continentale. Il prossimo torneo di Tennis Europe a cui è iscritto è in programma a fine marzo a Vrsar, in Croazia, per la 37esima edizione del Memorijal Slavoj Greblo. Speriamo bene”, chiosa tra il serio e il faceto il padre.

Leonardo mostra la cover del suo smartphone, dedicata a Rafa

“A nemmeno 12 anni – aggiunge papà Marco, che è anche maestro di tennis presso il Tc Saluzzo – passare una settimana da solo con la squadra fuori dall’Italia sarebbe un’occasione formativa impagabile. La cosa importante, ma difficile, è far capire la differenza che c’è tra pensare di essere forti e lavorare per provare a diventare forti. Il nostro obiettivo è fargli vivere più esperienze possibili. Alla sua età non è importante il tennis che si riesce ad esprimere. È importante che lui giochi per vincere, ma chi gli è vicino deve sapere che vincere conta poco o nulla. Per acquisire quella maturità che da grande farà la differenza serve passare attraverso tante sconfitte”.

"Prima dell’inizio della settimana dei campionati italiani avevo detto che il miglior risultato per Leonardo sarebbe stato arrivare in finale e perdere, come in effetti è stato. A 11 anni sapere di avere qualcuno davanti a te è meglio che pensare di averli tutti dietro. Ti costringe a lavorare ogni giorno per migliorarti, senza sentirti arrivato”.

Papà e figlio con Carlos Moya, ex n.1 del mondo e coach di Rafael Nadal

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