Il giovane tennista romano conquista il titolo in coppia con lo svizzero Dominic Stricker: è il primo successo Slam
di Lorenzo Andreoli | 16 ottobre 2020
Qualche giorno per riflettere, per metabolizzare. Negli occhi le imprese di Jannik Sinner, Martina Trevisan e Lorenzo Sonego, oggi più che mai nuovi alfieri del tennis italiano. Tra i numerosi vanti lasciati in dote dall’ultima edizione del Roland Garros ce n’è uno che arriva direttamente da Roma e che ha il sorriso scintillante di Flavio Cobolli.
Classe 2002, romano e romanista (doveroso sottolinearlo), Flavio ha lasciato il segno nell’ultimo Slam della stagione mettendo le mani sul titolo di doppio in coppia con lo svizzero Dominic Stephan Stricker (quest’ultimo protagonista di una storica doppietta grazie al successo arrivato anche in singolare). Allenato da papà Stefano (ex tennista professionista), dopo un 2019 ricco di progressi a 360 gradi, “Cobo” si è tolto la prima, grande soddisfazione della sua carriera. “Finalmente è arrivato il primo trofeo – le parole del giovane tennista capitolino –, era tanto che lo aspettavo. Sono davvero felice, è un traguardo fantastico che per me rappresenta molto”. Un rapporto unico, quello con lo svizzero, nato quasi all’improvviso e trasformatosi presto in una splendida realtà. “Condividere un successo con Dominic è stato molto divertente, siamo migliorati tanto e si è visto. Tra noi c’è grande affiatamento, andiamo molto d’accordo. La nostra amicizia è nato un po’ per caso, lo scorso anno nessuno dei due aveva un compagno e ci siamo subito trovati”.
Un’esultanza, quella arrivata a fine match, che non poteva passare inosservata. “Ho un breve passato da calciatore ed il mio amore per la Roma va oltre ogni cosa. La sciarpa? Papà ne ha sempre una nel borsone. Finita la partita è corso ad abbracciarmi e me l’ha data, alzarla al cielo è stato un gesto istintivo. La fede calcistica ci lega molto, speriamo di sollevare altre sciarpe in futuro”.
Come spesso accade, ecco una dedica speciale. “Dedico il trofeo alla mia famiglia ed in particolare al mio fratellino, che vedo poco perché sono sempre in viaggio. Questo slam è stato diverso perché fino alla fine non si sapeva se si sarebbe giocato, ma io sono sempre stato fiducioso. A me piace giocare il doppio e voglio vincere, quest’anno ci sono riuscito; ho sfruttato la possibilità al massimo. Il singolo è andato bene, anche se ho migliorato il servizio. Più che un mio demerito, credo sia stato un merito degli avversari. Adesso giocherò due tornei ITF $15.000 in Egitto, poi si vedrà. Sto tornando e mi sto allenando bene, ora spero di riprendere qualche punto e di essere sempre stimolato da chi mi sta vicino. Spero di sfidare giocatori di alto livello”.
Il futuro è tutto dalla sua.