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Il rilancio di Paquito: “con Chingotto puntiamo al massimo”

Chiusa la deludente parentesi a destra, che però gli è servita a togliersi uno sfizio che aveva da un po’ ed è stata utile (parole sue) dal punto di vista dell’apprendimento, Navarro punta a tornare a vincere i tornei a fianco di Federico Chingotto. Gli ingredienti per fare grandi cose ci sono

di | 17 maggio 2023

La scelta di Paquito Navarro di spostarsi da sinistra a destra, per unire il suo percorso sportivo a quello del “Gato” Juan Tello, ha regalato al padel uno degli esperimenti più interessanti degli ultimi anni, ma non tutti si chiamano Lebron (che ha fatto lo stesso in passato, con enorme successo) e così l’idea si è rivelata un buco nell’acqua, convincendo l’istrionico padelista andaluso a tornare sui propri passi.

Eppure, ora che è tornato a sinistra lasciando il lavoro sporco al “Ratòn” Federico Chingotto, il 34enne di Siviglia è convinto che sia stato comunque un test positivo. “Se tornassi indietro – ha raccontato – lo rifarei: era un’idea che avevo in testa da un po’, e ora me la sono tolta. Ho capito che in realtà a destra non sono poi così male, ma per potermi considerare un giocatore veramente competitivo anche da quel lato del campo era necessario un periodo di adattamento che a 34 anni non mi sono sentito di affrontare. Per questo ho deciso di tornare a sinistra e dare il massimo dal lato nel quale mi posso esprimere al meglio, per tutto il periodo che ancora mi rimane da competere”.

Giocare a destra gli è servito anche a capire le difficoltà che il giocatore del “drive” deve affrontare, molte più di quanto sembrino dall’esterno. Anche ai professionisti. “Sembra che chi gioca a destra – ha detto ancora – debba correre solo in verticale e difendere: in realtà fa lo stesso lavoro di chi sta dall’altro lato, se non di più. Non è stato un passaggio produttivo in termini di risultati, ma di apprendimento sì. Mi ha permesso di tornare ad apprezzare cose che avevo iniziato a dare per scontate”.

Nel suo periodo da giocatore di destra, lo spagnolo classe ’89 ha dovuto affrontare tante difficoltà, anche dal punto di vista psicologico, in particolare quando a inizio stagione ha vinto un solo match in quattro tornei. Una dimensione tutta nuova per uno abituato a ben altri standard. “Non è stato facile – ammette –, ma io e Tello abbiamo cercato comunque una soluzione. Oggi il livello sta crescendo tantissimo, quindi per uscire di scena al primo turno non è nemmeno necessario giocare particolarmente male. Tutte le coppie sono competitive e attrezzate per fare grandi cose”.

Nel momento più complicato, l’ha aiutato l’appoggio della sua famiglia e una frase del suo psicologo. “Mi ha guardato – continua – e mi ha detto: ‘ti senti più vicino a vincere un torneo oppure a tornare a giocare le qualificazioni?’. Non ho avuto dubbi nel rispondergli che ero comunque più vicino a vincere un torneo, e questo mi ha dato grande motivazione”.

Ma, dal punto di vista del gioco, perché Navarro a destra non ha funzionato? “Le posizioni in campo cambiano completamente – spiega –, e anche se in termini di colpi ho imparato in fretta come muovermi, non sono mai riuscito a farlo con quel mezzo secondo d’anticipo che fa la differenza. È fondamentale: i giocatori di destra che giocavano contro di me hanno avuto questo vantaggio. Lo stesso che io ho da sinistra: mi viene naturale, perché gioco da trent’anni da quella parte. Questo mi permette di anticipare il gioco quel tanto che basta per risultare molto più efficace”.

Chiusa la parentesi a destra, Navarro ha ripreso da tre tornei a giocare a sinistra, con Federico Chingotto. Hanno raggiunto un quarto, una semifinale e ne hanno sfiorata una seconda. Non sono ancora al top del loro potenziale, e sono convinti di poter fare molto di più. “Chingotto – dice ancora lo spagnolo – sta giocando il miglior padel che gli abbia mai visto esprimere. Abbiamo tutto per poter lottare testa a testa contro qualsiasi coppia. Il mio obiettivo è di riuscire a dargli ciò che gli serve, e penso di essere sulla strada giusta. L’obiettivo è puntare al massimo. E, aggiungiamo noi, senza strani stravolgimenti. “In allenamento – ha detto ancora Navarro – ci capita di giocare qualche punto invertendo le posizioni, ma sono sicuro che per esprimerci al massimo io debba stare a sinistra e Fede a destra”.

Improbabile, quindi, vederlo di nuovo spostarsi dall’altro lato, anche se nel futuro del padel non sarebbe male se i giocatori riuscissero a esprimersi allo stesso livello sia a destra sia a sinistra, anche per una mera questione di comodità nei cambi di coppie. “Secondo me è difficile che un giocatore possa davvero giocare agli stessi standard da una parte o dall’altra: specializzarsi aiuta. Permette di controllare meglio i rimbalzi sulle pareti e anticipare il gioco. Dal punto di vista tecnico, date le tante situazioni che si presentano nell’arco di un incontro, vedo molto difficile che un giocatore possa diventare numero uno sia giocando a destra sia giocando a sinistra. Può essere un buonissimo giocatore, ma non il migliore sia a destra sia a sinistra”. Il suo caso dice che la teoria regge.

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