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Serramazzoni, il tennis si impara giocando: verso il gran finale il centro estivo FITP

Sette settimane di attività, centinaia di ragazzi e giornate scandite da tennis, formazione e condivisione. Il direttore tecnico Massimo Nicolini racconta il lavoro svolto nello storico centro dell’Appennino modenese, riaperto due anni fa

di | 04 agosto 2026

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Podio, premiazioni, spalti pieni e applausi. Nei fine settimana, al centro estivo FITP di Serramazzoni, l’atmosfera ricorda quella di un grande torneo internazionale. A chiudersi, però, è ogni volta una settimana di attività vissuta intensamente da ragazzi e ragazze arrivati sull’Appennino modenese per giocare, migliorare e condividere la propria passione per il tennis.

La stagione si avvia alla conclusione dopo sette settimane e centinaia di presenze sui campi. Le giornate iniziano presto e seguono un programma particolarmente ricco: sveglia alle 7.30, attività sportive dalle 8.45 alle 12.45 e poi ancora dalle 15 alle 19, prima della cena e degli appuntamenti serali.

«Sono giornate piene – racconta il direttore tecnico Massimo Nicolini –. Cerchiamo di far scoprire ai ragazzi tutto quello che può succedere su un campo da tennis, utilizzando racchette e palline differenti e dando al campo anche forme insolite. In questo modo possono conoscere tutte le possibilità offerte dal gioco».

Al centro della proposta non c’è soltanto il perfezionamento del gesto tecnico, ma una metodologia capace di coinvolgere continuamente i partecipanti. «L’aspetto più importante è insegnare senza insegnare – prosegue Nicolini –. I ragazzi imparano attraverso il gioco, senza essere messi in fila ad aspettare il proprio turno per colpire una palla. Vogliamo che siano sempre attivi e protagonisti».

La riapertura del centro, avvenuta due anni fa dopo un lungo periodo di inattività, ha inoltre un significato particolare per il suo direttore tecnico. Nicolini ha infatti trascorso a Serramazzoni otto estati da ragazzo, tornando successivamente anche nel ruolo di maestro.

«Vederlo chiuso per tanti anni è stato davvero triste. Riaprirlo e poterlo dirigere è stata una delle gioie più grandi della mia vita professionale: tornare qui mi emoziona ancora. Con il sostegno dell’amministrazione comunale cerchiamo ogni anno di migliorare la struttura e di riportarla al livello che ha avuto in passato. È stato il secondo centro estivo aperto in Italia, nel 1967, e vogliamo mantenerlo vivo e all’avanguardia».

Un progetto che richiede impegno costante anche da parte di maestri, tecnici ed educatori. Dalla prima all’ultima settimana, l’obiettivo è offrire a ogni gruppo la stessa attenzione e la stessa energia.

«I ragazzi devono sapere che chi entra in campo con loro darà sempre il massimo. È il nostro lavoro, ma soprattutto è un piacere condividere queste giornate. Quando il motore è la passione per il tennis, l’energia non può mancare».



Serramazzoni, il tennis si impara giocando: verso il gran finale il centro estivo FITP

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