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Arnaboldi contro a Como, titolo ad Andrea

Il Trofeo del Novantesimo del Tennis Como, voluto (data la cancellazione del Challenger) per festeggiare i 90 anni dalla fondazione del club, incorona Andrea Arnaboldi. Nella prima sfida ufficiale col cugino Federico, la spunta in due set. Un ricordo per l’ex presidente Giulio Pini, appena scomparso.

14 settembre 2020

Andrea Arnaboldi

Andrea Arnaboldi

Da una parte della rete Andrea, 32 anni; dall’altra Federico, 20, che dal cugino punta a prendere il testimone di miglior tennista comasco, oltre che l'esempio di professionista di tutto rispetto. Un passaggio di consegne atteso ma che per ora deve attendere, come si è visto nella finale in famiglia del “Trofeo del Novantesimo – Banca Intesa Sanpaolo” del Tennis Como: un torneo Open voluto per festeggiare i 90 anni del primo circolo della provincia lariana, specialmente in una stagione che, a causa dell’emergenza sanitaria, ha costretto il club a rinunciare al Challenger Atp dopo 14 edizioni.

L’Open da 2.000 euro di montepremi è diventato un modo per tenere viva l’attività e la fame di tennis, ha portato a Villa Olmo oltre cento giocatori (la metà dei quali di seconda categoria), e dei quattro semifinalisti comaschi – i due Arnaboldi, più i giovani Mattia Bellucci e Federico Lucini – ha premiato il più forte, oggi n.253 del ranking Atp. In finale c’è stata partita fino al 4-4, poi Andrea ha alzato l’asticella e ha vinto otto dei successivi nove game, prendendosi il titolo. “Era la prima sfida ufficiale fra me e Federico – ha detto il vincitore –, e malgrado giocare l’uno contro l’altro non sia così piacevole, è stato un match vero. Nel primo set abbiamo mostrato un buon tennis, poi lui nel secondo è un po’ calato e io ne ho approfittato”.

Le premiazioni sono state l’occasione per ricordare l’ex presidente Giulio Pini, scomparso improvvisamente a Ferragosto. Era stato lui, nel 2006, ad avere avuto l’idea di portare il tennis professionistico sul Lago di Como, dando il la a una tradizione conservata sin qui. A causa della situazione sanitaria ancora incerta, a Como non sono riusciti a onorarne la memoria con l’edizione numero 15 del “suo” Challenger, ma avranno tempo per rimediare. “Non è stato il torneo Challenger cui eravamo abituati in questo periodo dell’anno – ha detto Chiara Sioli, presidente del Tennis Como – ma siamo comunque riusciti a portare sui nostri campi dell’ottimo tennis. È questa la nostra missione”.

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