Il circolo gestito dalla famiglia D’Amico sposa da sempre tennis e sociale
di Fit Sicilia | 14 giugno 2022
Nel cuore del quartiere Brancaccio a due passi da Ficarazzi e da Altavilla possiamo trovare un circolo, il Tc Kalaja, a conduzione familiare nel quale non appena metti piede vieni travolto dalla cordialità e dalla gentilezza della famiglia D’Amico, tutti chiaramente maestri di tennis.
Giuseppe, per gli amici “Peppino” e i suoi due figli Michele ed Ignazio entrambi ottimi giocatori di seconda categoria.
Il circolo palermitano, che a breve si doterà anche di due campi da Padel, oltre alle consuete attività di Sat, agonistica e per la stagione estiva del Campus, è da sempre vicino al sociale, aiutando e togliendo dalla strada diversi ragazzi dei quartieri limitrofi al sodalizio di via Messina Marine e facendoli avvicinare al tennis. Tanti sono i progetti in campo, l’ultimo dei quali partito a febbraio, chiamato Set (Servizio Educativo Territoriale). Ci spiega di cosa si tratta Giuseppe D’Amico.
“Noi siamo in linea d’aria ad un solo km da dove è stato ucciso Padre Pino Puglisi che diceva sempre “Ognuno di noi per fare bene deve fare qualcosa” e noi lo facciamo con gli strumenti a nostra disposizione, lo sport e il tennis – spiega il maestro – basti pensare che da febbraio noi siamo in convenzione con il Comune di Palermo e abbiamo attivato il progetto Set. In sostanza tendiamo a bonificare questa zona di territorio, ospitando al Kalaja tre volte a settimana dei ragazzi meno fortunati di tanti altri. Quasi tutti nemmeno conoscevano il Circolo e il loro sorriso quando sono in campo o sono entrati nella nostra stupenda piscina ci ripaga di tutto. E’ ovvio che ci sono delle difficoltà, c’è tanto lavoro da fare 365 giorni l’anno. Durante la stagione invernale ad esempio andiamo nelle scuole e grazie al Progetto Racchette di Classe proviamo e reclutare quanti più ragazzi possibile”.
Progetto Set che vede oltre ai maestri D’Amico, la psicologa Giulia Inzirillo parte integrante per l’ottima riuscita del progetto stesso.
“Le attività che svolgiamo nel corso del Set – racconta Giulia - sono volte a favorire un miglioramento in questi ragazzi nell’ambito socio - psicologico e cognitivo. Loro praticano non solo tennis, ma anche Ping pong, giochi da tavolo, canto; si divertono molto e spesso ci chiedono di rimanere più del tempo programmato. Siamo felici di questa opportunità e speriamo ce ne siano altre in futuro”.
Parola ai ragazzi del progetto Set.
“Stare qui è davvero magico, il Kalaja mi sta aiutando molto, amo il tennis da quando ho iniziato a praticarlo, dato che da bambino giocavo solo a calcio – spiega Giovanni Sanogo – ma soprattutto ho stretto tante amicizie in particolare con Danadiego Spanò”.
Tanti di questi ragazzi, da quelli del progetto Set, agli iscritti alla Scuola Tennis sono dotati di un potenziale importante. Ne è fermamente convinto il maestro Ignazio D’Amico
“Da tempo interveniamo nei quartieri e nelle scuole. In moltissimi di loro intravedo un bagaglio davvero importante – afferma Ignazio - e parlo anche dal punto di vista atletico, in quanto vivendo “per strada” hanno un potenziale incredibile sul piano fisico rispetto ai ragazzi delle scuole tennis che partono più indietro a livello motorio in confronto a loro. Se gli enti locali o la Federazione riuscissero ad elargire dei contributi economici a questi ragazzi potremmo davvero fare un ottimo lavoro con loro anche perché hanno una voglia davvero notevole di stare in campo”.
Quest’anno il Tc Kalaja a livello di competizioni a squadre si è tolto delle soddisfazioni, come ad esempio il conseguimento dei Play off in serie C maschile, la possibilità, tramite lo spareggio in programma tra qualche giorno, dell’approdo alla macroarea sud under 14 femminile e infine la convocazione del piccolo Pietro Ribaudo nella rappresentativa di Coppa delle Province di cui era capitano Michele D’Amico.