Il circolo senese conquista il suo primo scudetto dopo la promozione in A1. Festa con tutta la comunità, mentre il presidente Bernardini dichiara: "Siamo felicissimi perchè non ha vinto solo Sinalunga ma un modo di fare sport: di passione e sacrificio"
di Vezio Trifoni | 15 dicembre 2022
I sogni in qualche occasione si realizzano e per il Tennis Club Sinalunga l'obiettivo di diventare Campione d’Italia si è materializzato grazie alla vittoria per 4-1 sul Circolo Tennis Palermo, ottenuta nella finale di Serie A1 maschile andata in scena sul veloce indoor del Training Center del Circolo Stampa Sporting di Torino.
Ora il Tennis Club Sinalunga comincia la sua meritata, lunga e grande festa scudetto. "Si faremo una bella festa tutti insieme - spiega il presidente Marzio Bernardini - lo stile sarà il solito le nostre volontarie questa volta al tavolo e noi a preparare e a servire perchè il merito di questa vittoria è anche loro e bisogna festeggiarle. Grazie a tutti per i tanti biglietti di congratulazione che abbiamo ricevuto dai circoli toscani e non solo. Siamo felicissimi perchè non ha vinto solo Sinalunga ma un modo di fare sport: di passione e sacrificio".
Dalla promozione in A1 allo scudetto, un viaggio straordinario ricco di successi e grandi tronfi per il piccolo circolo della provincia di Siena. Si sapeva che sarebbe stata una prima volta, visto che entrambe le squadre erano neo-promosse, e nell’anno in cui la manifestazione festeggia il suo centenario sono i giocatori del Sinalunga ad alzare il trofeo, il primo nella storia del club, al termine di un campionato che li ha visti dominare il proprio girone e superare senza problemi in semifinale un circolo blasonato come il Park Tennis Club Genova.
Questa vittoria va dedicata a tutti i tanti tifosi arrivati in macchina da Sinalunga: una comunità piccola e una famiglia. “È un sogno che si realizza”, ha dichiarato il capitano Giovanni Galuppo, . “Il nostro è un lavoro partito sette o otto anni fa, anche grazie agli sforzi del presidente Marzio Bernardini che ha individuato un gruppo di giocatori giovani e su di loro ha investito. Ma non dimentichiamoci del contributo importante dei giocatori più esperti come Luca Vanni e Daniele Bracciali che hanno portato a questo mix di team vincente. Una frase per descriverci? Siamo una tribù vincente. Tutti ci sentiamo parte del club, dai bambini che iniziano a giocare, ai genitori, ai soci. Ho avuto esperienze in altri circoli anche rinomati ma una passione come questa non l’ho vista da nessun’altra parte” mette in luce l’argentino Diego Alvarez, altro capitano del club.
Come è arrivata questa vittoria ? "Dopo la promozione in A1 abbiamo confermato tutti i nostri giocatori e inserito qualche giovane - spiega il ds del Tc Sinalunga Alessandro Sprugnoli - durante il girone siamo riusciti a conquistare il primo posto pur con qualche partita non facile per incidenti o problemi fisici. In semifinale con il Park Genova la squadra è stata perfetta e vincere a Genova è stato davvero un risultato storico. La finale ci ha visto al massimo e poter alzare la coppa di campioni d'Italia è qualcosa di straoedinario. Grazie al circolo, alla squadra e a tutti gli appassionati che sono stati semrpe vicino".
Ad aprire il programma sono state le sfide tra i numeri 3 e numeri 4 giocate in contemporanea in apertura di programma. Nella sfida tra i numeri 3 dei rispettivi team, il next gen Marcello Serafini si è imposto per 6-3 2-6 6-4, in un’ora e 49 minuti di gioco, su Gabriele Piraino, portando in vantaggio il TC Sinalunga, dopo un match vibrante ed emozionante, con il next gen Sinalunghese bravissimo e freddissimo nei momenti cruciali del match. Immediato il pareggio dei siciliani grazie ad Omar Giacalone che, nel match tra i numeri 4, ha regolato con un doppio 6-4, in un’ora e 50 minuti di partita, Luca Vanni che non è riuscito ad esprimere tutto il potenziale del servizio. A decidere la sfida i due break conquistati da Giacalone nel decimo game di entrambi i set.
Sinalunga di nuovo in vantaggio con il next gen Matteo Gigante che nella sfida tra i numeri 2 ha sconfitto 7-6(5) 6-3, in un’ora e 44 minuti di gioco, Salvatore Caruso. Rammarico nel primo set con Caruso che non sfrutta una palla set concessa da Gigante a causa di un doppio fallo, tuttavia, si affida al servizio e porta a casa il primo parziale. Nel secondo set gli errori di Caruso portano Gigante avanti di un break. Il siciliano ha l’opportunità di rimettere il match in equilibrio, ma Gigante annulla quattro palle del contro break con il suo marchio di fabbrica, il rovescio lungo linea e chiude la contesa per 6-3 al termine di un match spettacolare.
Vantaggio incrementato dallo slovacco Jozef Kovalik che ha battuto a sorpresa 6-3 6-4, in un’ora e dieci minuti di partita, lo spagnolo Albert Ramos Vinolas nel match tra i numeri 1. Una sfida perfetta giocata dal giocatore slovacco nonostante la differenza di ranking, 139 ATP lo slovacco, 39 Ramos Vinolas. Il nativo di Bratislava tira fuori una prestazione solida al servizio e gli sono sufficienti un break per set per chiudere la contesa contro il fortissimo Ramos Vinolas.
Nel primo doppio Sinalunga ha chiuso il discorso grazie a Matteo Gigante e Jozef Kovalik. Il duo Sinalunghese ha superato in rimonta 2-6 7-6(6) 10-5, in un’ora e quaranta minuti, Omar Giacalone/Albert Ramos Vinolas. La sfida ha visto i siciliani partire meglio. Il primo set è stato un monologo dei siciliani con il mancino romano e il tennista slovacco che sembrano in balia degli avversari. Giacalone e Ramos si trovano avanti di un break anche nel secondo set. Da quel momento il duo toscano cambia marcia, piazza il contro break e sfrutta l’inerzia ed il gran tifo per portare a casa il tie-break. Nel match tie-break, l’equilibro regna sovrano sino al 4-4 poi il duo Kovalik-Gigante non lascia nessuna speranza al duo siciliano e con una volée a rete Kovalik consegna il primo storico ed incredibile tricolore al TC Sinalunga.
"Questa vittoria va dedicata a tutta la gente venuta da Sinalunga: siamo una comunità piccola ma siamo come una famiglia. È un sogno che si realizza" ha dichiarato il capitano Giovanni Galuppo. "Il nostro è un lavoro partito sette o otto anni fa, anche grazie agli sforzi del presidente Marzio Bernardini che ha individuato un gruppo di giocatori giovani e su di loro ha investito. Una frase per descriverci? Siamo una tribù vincente. Tutti ci sentiamo parte del club, dai bambini che iniziano a giocare, ai genitori, ai soci. Ho avuto esperienze in altri circoli anche rinomati ma una passione come questa non l’ho vista da nessun’altra parte" ha chiosato l'argentino Diego Alvarez altro capitano.
“Volevo vincere per la squadra, perché è bello far parte di un team - dice entusiasta il 30enne di Bratislava Kovalik-. E sono molto soddisfatto per come ho giocato: l’infortunio di quest’anno oramai è archiviato. Siamo neo-promossi ed è incredibile essere qui a giocarci il titolo”.
Sfida correttissima, solo un battibecco tra Gigante e il pubblico ha infiammato la contesa: “Innanzitutto volevo chiedere scusa per un gesto che ho fatto durante la partita nei confronti dei tifosi avversari, non è da me – ha dichiarato Gigante – ed ero un po’ teso perché una gara a squadre con tutto questo tifo non l’avevo mai giocata. Alla fine con la bravura frutto del lavoro e con un po’ di fortuna sono riuscito a vincere. Il club è stato molto bravo a prendermi cinque anni fa quando ero più sconosciuto rispetto ad ora, quindi spero di ripagarli regalandogli altre soddisfazioni”.