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Infrastrutture, inclusione e cultura educativa: "Il futuro del tennis parte dal basso"

Lunga intervista rilasciata dal presidente della Fitp, Angelo Binaghi, all'organo del CSI: "Il risultato più importante è avere oggi un sistema che funziona"

20 maggio 2026

Presentazione IBI26: il Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi (foto FITP)

Presentazione IBI26: il Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi (foto FITP)

Cambiare una cultura. Costruire e fare in modo che qualcosa resti e duri oltre il singolo campione. Sono le due direttrici attraverso cui, oltre ai successi e ai record, si valuta "la grandezza di una gestione sportiva". Lo scrive Stadium, organo del CSI (Centro Sportivo Italiano) nel corso di una lunga intervista al Presidente della Fitp, Angelo Binaghi, in cui oltre a ripercorrere i 25 anni della sua presidenza, tesi a costruire un modello Italia che vede oggi in Jannik Sinner non un'anomalia, bensì il "prodotto di un sistema che funziona" e che ha portato il nostro paese ad imporsi tanto in Coppa Davis quando in BJK Cup, e ad ospitare alcuni degli eventi più prestigiosi della stagione tennistica. 

"Il risultato più importante - racconta Binaghi nell'intervista rilasciata ad Alessio Franchina - non è una coppa ma un sistema che oggi funziona in modo stabile. Abbiamo costruito una filiera completa: dalla promozione nelle scuole alla formazione tecnica fino all'alto livello. Questo significa che i risultati non sono episodici ma replicabili". 

Adesso l'opera di promozione prosegue. E dopo aver portato il tennis nelle scuole il prossimo obiettivo sono gli oratori, "un presidio straordinario sul territorio" come definiti dal numero uno della Fitp: "Portare lì il tennis e il padel - riflette Binaghi - significa abbattere barriere culturali ed economiche"

Una sfida che, dopo la costante crescita nel numero dei praticanti e dei tesserati, oggi deve rispondere a una sempre più crescente esigenza infrastrutturale per poter accogliere e dar seguito a un entusiasmo che non accenna a calare. Anzi. "La sfida è duplice - sottolinea ancora Binaghi - Da un lato adeguare gli impianti esistenti a una domanda in crescita; dall'altro portare il tennis dove oggi non c'è. Scuole e periferie sono la priorità. Servono strutture leggere, sostenibili, integrate con il territorio. E serve continuità: non eventi spot, ma programmi strutturati. E' lì che si gioca la vera partita dei prossimi anni". La sfida è già partita.

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