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A contorno delle Finals per l'Insalatiera, nel 2026, tutta una serie di iniziative collaterali che non saranno solo parte dell'evento, ne definiranno la sua essenza. Per raccontarci il senso di quanto accadrà in Emilia, niente di meglio delle parole di Michelangelo Dell'Edera, direttore dell'Istituto Superiore di Formazione "Roberto Lombardi" e team manager delle Nazionali italiane
06 luglio 2026
Manca ancora qualche mese alle Finals di Coppa Davis di Bologna (24-29 novembre), ma il percorso verso l'appuntamento di fine novembre, in fondo, è già iniziato. A contorno, tutta una serie di iniziative collaterali che non saranno solo parte dell'evento, ne definiranno la sua essenza. Per raccontarci il senso di quanto accadrà in Emilia, niente di meglio delle parole di Michelangelo Dell'Edera, direttore dell'Istituto Superiore di Formazione "Roberto Lombardi" e team manager delle Nazionali italiane.
“L'obiettivo – spiega Dell'Edera – è creare un ambiente, all'interno di questa meravigliosa manifestazione, tale da mettere nelle migliori condizioni possibili i giocatori italiani per conquistare la quarta Insalatiera consecutiva. Però la Davis in realtà comincia già molto prima, perché sono numerose le attività proiettate verso questo evento”.
ROAD TO BOLOGNA
La prima novità riguarda il settore giovanile, con il circuito Road to Bologna, quello che negli anni scorsi era stato il Road to Torino. “Si tratta del circuito nazionale riservato ai bambini di 9, 11 e 13 anni, cioè ai ragazzi al primo anno della propria categoria. L'idea nasce da un principio molto semplice: chi gioca nel primo anno della categoria affronta avversari più grandi e, di conseguenza, disputa spesso un numero di partite inferiore rispetto a quello che riteniamo necessario per una corretta formazione competitiva. Un Under 9 dovrebbe giocare almeno una trentina di singolari e una ventina di doppi nell'arco dell'anno, un Under 11 una quarantina di singolari e una trentina di doppi, mentre un Under 13 dovrebbe arrivare a 50-60 singolari e 40-50 doppi. In questa fascia d'età la competizione è strettamente collegata alla formazione: la partita non serve per vincere o perdere, ma per mettere in pratica quello che i ragazzi imparano ogni giorno nei circoli e nelle scuole tennis con i loro insegnanti”.
Un circuito che guarda anche al modello di gioco. “L'indirizzo è quello di disputare prevalentemente incontri su superfici dure. Non tutte le regioni hanno ancora un numero sufficiente di campi, ma la direzione dell'Istituto e del Settore tecnico giovanile è quella di ricercare un tennis proattivo, fatto di tanti winner e tanti ace. Le superfici dure aiutano a sviluppare proprio questo tipo di gioco”. Il Master finale, dopo le prime due edizioni disputate a Torino, si trasferirà proprio a Bologna. “Abbiamo deciso di spostarlo perché ci sono presupposti organizzativi migliori per accogliere bambini e famiglie, ma soprattutto per offrire loro l'opportunità di assistere agli incontri dell'Italia e delle migliori otto nazioni del mondo impegnate nelle Finals di Coppa Davis”.
IL VIVAIO OVER
Le iniziative, però, non riguardano soltanto il vivaio giovanile. “Per la prima volta parleremo anche di 'vivaio Over'. Il tennis sta vivendo una popolarità straordinaria e sono tantissimi gli adulti che si avvicinano a questo sport. Oltre a una didattica adeguata, abbiamo creato una formula competitiva semplice che permetta loro di vivere l'emozione della partita. È nata così la Coppa delle Regioni, costruita sulla formula della Coppa Davis, con due singolari e un doppio, sia maschile che femminile. Si partirà dalle fasi provinciali e regionali per arrivare alla fase nazionale di Bologna. Se la Coppa Davis assegna il titolo mondiale alle nazioni, noi proponiamo la stessa formula agli amatori, favorendo anche un fortissimo aspetto sociale e di fidelizzazione”.
Le novità coinvolgono anche il pickleball. “Fino allo scorso anno, per questa disciplina, esisteva il Road to Torino, mentre quest'anno sfrutteremo gli spazi più ampi offerti dalla Fiera di Bologna. Ci sarà un intero padiglione dedicato agli sport di racchetta con quattro campi da pickleball che ospiteranno le finali dei migliori giocatori qualificati attraverso le tappe provinciali e regionali. Di fatto sarà una sorta di Campionato italiano, suddiviso per età, sesso, singolare e doppio, con l'obiettivo di coinvolgere un numero sempre maggiore di appassionati”.
RACCHETTE IN CLASSE
Grande attenzione anche al progetto 'Racchette in Classe'. “A Bologna – continua il direttore dell'ISF – organizzeremo la festa regionale, coinvolgendo anche le regioni limitrofe, proprio come abbiamo fatto agli Internazionali d'Italia e come faremo alle Nitto ATP Finals. I bambini potranno giocare, incrociare i propri campioni preferiti e assistere agli incontri. Lo stesso vale per le nostre scuole tennis: da settembre partirà una comunicazione per consentire agli Under 18 che frequentano le scuole federali di assistere alle Finals con prezzi agevolati”.
Infine, Michelangelo Dell'Edera lascia intendere che a Bologna ci sarà spazio anche per un'importante novità legata agli sport di racchetta. “Ci sarà una sorpresa che sarà presentata ufficialmente dal presidente della FITP Angelo Binaghi. Posso solo dire che riguarderà tutti, ma proprio tutti gli sport di racchetta: un progetto molto importante sul quale si sta lavorando. Sarà il presidente a illustrarne tutti i dettagli”.
La scelta di trasferire molte attività da Torino a Bologna, conclude Dell'Edera, non è certo casuale. “Uno degli ingredienti chiave del nostro sistema è aver trattato uno sport individuale come se fosse uno sport di squadra. Ogni atleta oggi lavora con un team composto da tecnico, preparatore, psicologo e altre figure professionali. La maglia azzurra attira tantissimo e tifare per l'Italia accelera ulteriormente questo processo di fidelizzazione verso il nostro movimento. Bologna, inoltre, offre grandi opportunità dal punto di vista organizzativo, con un'ampia disponibilità di hotel e strutture ricettive: il luogo ideale per permetterci di fare squadra”.
Michelangelo Dell'Edera (Foto Fitp)