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“L’intelligenza artificiale ormai gioca un ruolo fondamentale nello studio dei nostri sport di racchetta”, spiega Simone Bertino. “ATP, WTA e la stessa Federazione Italiana Tennis e Padel ormai da diversi anni stanno studiando, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, alcuni dati molto importanti"
11 maggio 2026
L’intelligenza artificiale applicata allo sport non è più un concetto futuristico. Nel tennis, ormai, è uno strumento quotidiano. La si vede a bordo campo nei grandi tornei, nei tablet consultati dai team durante i cambi campo, nei sistemi che tracciano traiettorie e velocità, ma anche nei circoli, nelle scuole tennis e nei centri federali dove viene utilizzata per studiare l’evoluzione del gioco e aggiornare la didattica. Un cambiamento profondo, che riguarda sia il professionismo, sia la formazione dei più giovani.
A raccontarlo sono due tecnici dell'Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi, diretto da Michelangelo Dell'Edera: Simone Bertino e Rocco Marinuzzi. Sono loro che spiegano come l’AI stia modificando il modo di insegnare, analizzare e persino interpretare il tennis moderno.
“L’intelligenza artificiale ormai gioca un ruolo fondamentale nello studio dei nostri sport di racchetta”, spiega Bertino. “ATP, WTA e la stessa Federazione Italiana Tennis e Padel ormai da diversi anni stanno studiando, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, alcuni dati molto importanti. Dati fondamentali non solo per il modello di prestazione dell’alto livello, ma anche per quanto riguarda le nuove didattiche del futuro. Studiando il modello di prestazione ATP e WTA, studiando i modelli di prestazione Under, dall’Under 10 fino all’Under 18, possiamo capire come si sta evolvendo il nostro sport. E questo è fondamentale, perché il tennis come il padel cambiano continuamente e bisogna essere al passo coi tempi”.
ACCELERARE I PROCESSI
Il punto centrale è che l’AI non serve soltanto a raccogliere informazioni, ma soprattutto ad accelerare i processi di apprendimento. “Se pensiamo agli studi di cinque o sei anni fa e a come abbiano cambiato la didattica della nostra federazione, capiamo che dobbiamo sempre guardare avanti e studiare i dati attuali per velocizzare alcuni processi di apprendimento. Soprattutto nelle fasi del perfezionamento e della specializzazione, l'analisi di questi dati può aiutare veramente tanto l’atleta sia dal punto di vista tattico-strategico, sia dal punto di vista tecnico-biomeccanico”.
Il professionismo rappresenta oggi il laboratorio più avanzato. Le immagini televisive mostrano sempre più spesso allenatori e giocatori che consultano tablet e statistiche in tempo reale durante i match. Dietro quelle schermate, però, c’è un lavoro enorme di raccolta ed elaborazione dati.
“Nei tornei professionistici sono presenti a bordo campo dei tablet che forniscono statistiche in tempo reale ai giocatori, alle giocatrici e ai team”, racconta ancora Bertino. “Lo vediamo anche durante la Coppa Davis o la Billie Jean King Cup. È un supporto molto importante. Ma è altrettanto importante studiare l’avversario dopo le partite e soprattutto in maniera preventiva. Analizzare cinque, sei o anche dieci partite del prossimo rivale permette di capire quali pattern utilizza di più e quali strategie soffre maggiormente”.
L'ANALISI DEI COLPI
L’analisi dei dati, però, non riguarda soltanto la match analysis tradizionale. Oggi i sistemi di AI permettono di monitorare dettagli sempre più raffinati del gioco: profondità dei colpi, traiettorie, velocità, tempi tra un punto e l’altro, gestione dei momenti di pressione. “Anche a livello junior, grazie ad applicazioni abbastanza semplici, possiamo ottenere dati molto interessanti sulla profondità, sulla velocità, sulle traiettorie, sul tempo che intercorre tra il tempo attivo e il tempo passivo”, spiega Bertino. “Questo è un dato fondamentale anche dal punto di vista mentale: capire come i giocatori affrontano i cosiddetti 'pressure points', oppure se velocizzano i tempi morti tra un punto e l’altro. La tecnologia ormai sta aiutando tantissimo a tutti i livelli, dal settore Under fino al professionismo”. Tra gli aspetti più studiati ci sono oggi i colpi di inizio gioco: servizio, risposta e terzo colpo. È qui che il tennis moderno si sta evolvendo più rapidamente. “Sul servizio possiamo analizzare direzioni, rotazioni e velocità senza problemi. Ma sulla risposta è molto importante capire sia la tipologia di risposta, quindi se bloccata o in spinta, sia soprattutto la posizione in risposta. Questo è uno dei dati che sta cambiando di più nel tennis moderno. A livello ATP vediamo sempre più giocatori che modificano la propria posizione durante la partita tra prima e seconda di servizio. Jannik Sinner è un esempio incredibile di questa evoluzione. Ma anche nel circuito WTA diverse giocatrici stanno iniziando a cambiare maggiormente la profondità della posizione in risposta sulla seconda dell’avversaria”.
Rocco Marinuzzi e Simone Bertino
LA PREPARAZIONE ATLETICA
L’AI, però, non si limita alla componente tattico-tecniche. Sempre più importante è il collegamento con la preparazione atletica e con i dispositivi indossabili. “Tutti questi strumenti tecnologici ci danno informazioni utilissime. Le telecamere e l’intelligenza artificiale tracciano il giocatore e ci forniscono dati anche sulla performance atletica e fisica: numero di passi, numero di spostamenti. Poi ci sono i device 'wearable', gli strumenti indossabili, che danno dati ancora più precisi sul battito cardiaco, sugli accelerometri e molto altro”. Una quantità enorme di informazioni che, però, va interpretata correttamente. Ed è qui che entra in gioco la competenza dell’allenatore. “Ormai c’è quasi un eccesso di dati. L’intelligenza artificiale è assolutamente un bene, ma bisogna essere bravi a capire quali siano davvero gli indicatori di performance. Se alleno un giocatore o una giocatrice devo sapere esattamente quali dati mi interessano di quella persona”.
I DEVICE E L'ATTREZZATURA
La tecnologia può persino influenzare la scelta dell’attrezzatura. “I nuovi device possono fornirci dati fondamentali per capire se una racchetta sia più indicata rispetto a un’altra. Ormai la tecnologia fa parte della nostra società e dei nostri sport di racchetta. Un allenatore, dalla scuola tennis fino all’alto livello, deve iniziare a utilizzare questi strumenti, anche semplicemente facendo riprese video dei propri atleti, per poi arrivare gradualmente ad applicazioni più complesse”. Un concetto condiviso anche da Rocco Marinuzzi, che sottolinea come l’AI abbia ormai un ruolo trasversale, dalle prime fasi dell’apprendimento fino all’élite mondiale. “L’intelligenza artificiale oggi ci aiuta in tutte le fasi didattiche”, spiega Marinuzzi. “Quando parliamo di alto livello vediamo giocatori che durante gli allenamenti utilizzano device come pettorine con GPS integrati per raccogliere informazioni sull’allenamento. Questi dati aiutano sia l’allenatore, sia il preparatore fisico, a pianificare meglio il lavoro successivo”. Ma il passaggio più interessante riguarda il settore giovanile e la costruzione dei modelli formativi federali. “L’intelligenza artificiale è utile anche nelle prime fasi didattiche”, conclude Marinuzzi. “L’Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi utilizza l’AI per costruire il modello di prestazione delle prime fasi didattiche. Per esempio utilizziamo competizioni come la Coppa delle Province Under 10 e la Coppa Belardinelli Under 12 per raccogliere informazioni importanti. In base a questi dati andiamo poi a stabilire le linee della didattica che proponiamo nei corsi di formazione”. Il tennis del futuro, insomma, non sarà fatto soltanto di talento, sensibilità e tecnica. Sempre di più sarà anche una questione di dati, interpretazione e capacità di trasformare numeri e informazioni in strumenti concreti per migliorare il gioco.
Il Tecnico Federale FITP Luigi Bertino insieme allo staff dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi” hanno accolto i bambini under 7 al Kid's Village (Foto Fitp)