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Junior Next Gen nel segno della formazione: così la FITP fa crescere i giovani

Il Master dello Junior Next Gen, a Torino, sarà l’ennesima occasione di lavoro per il settore tecnico giovanile e l’ISF: dal valore formativo del doppio ai test attitudinali, è tutto parte del percorso che mette al centro la crescita dei giovani, dentro e fuori dal campo

20 ottobre 2026

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Per tutte le attività del settore tecnico federale e dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”, le parole formazione e competizione camminano di pari passo, da sempre. L’ennesima dimostrazione sarà presto a Torino, nel Master del circuito giovanile Junior Next Gen, riservato alle categorie under 10, under 12 e under 14. Si giocherà dal 14 al 22 novembre, in contemporanea con le Nitto ATP Finals, precisamente al CS Beppe Viola, al Cus Torino e allo Sporting Monviso.

“Il Master – dice Michelangelo Dell’Edera – va a completare quel percorso formativo annuale di 60-70 partite che un giovane delle categorie under 10, 12 e 14 dovrebbe disputare all’interno di una stagione agonistica. L’evento enfatizzerà particolarmente la disciplina del doppio, che in determinate età risulta ancora più formativa rispetto al singolare. Pertanto, tutti i Master nazionali inizieranno dai tornei di doppio, con una particolare formula che stiamo studiando. I ragazzi si affronteranno con dei tie-break e cambieranno costantemente compagno: il tutto per favorire ulteriormente il percorso formativo”.

Un altro dettaglio straordinario della presenza dei giovani a Torino nei giorni delle Nitto ATP Finals sarà la possibilità, data a tutti, di frequentare il Fan Village dell’Inalpi Arena, oltre che di partecipare a una sperimentazione fatta attraverso dei test attitudinali, sia dal punto di vista tattico-tecnico, sia da quello psicofisico. “Li abbiamo sviluppati in questi anni – continua Dell’Edera – insieme al professor Riccardo Ceccarelli di Formula Medicine, punto di riferimento per l’area mentale di numerosi atleti di altissimo livello, di varie discipline differenti. Ceccarelli ha costruito a Viareggio la sua Mental Gym, mentre noi utilizzeremo gli spazi a nostra disposizione, sui campi d’allenamento delle Nitto ATP Finals, per creare una sorta di centro studi work in progress, in costante evoluzione proprio come il nostro settore giovanile, che continua a produrre ragazzi di valore”.

Ludovica Casalino (sinistra) e Camila Olga Castracani, campionesse europee under 16 di doppio (foto FITP)

Ludovica Casalino (sinistra) e Camila Olga Castracani, campionesse europee under 16 di doppio (foto FITP)

“La formazione continua relativa alla disciplina del doppio – dice Germano Di Mauro, coordinatore del settore tecnico femminile under 10, 12, 14 e 16, impegnato in questi giorni a Formia nei raduni per tutte le fasce d’età – punta a dare ai ragazzi la possibilità di giocare in maniera spensierata, senza essere legati al risultato. Questo li aiuta a crescere e ad acquisire nuove competenze. Gli ottimi riscontri ricevuti negli ultimi tempi ci dicono che siamo sulla strada giusta. Infatti, proprio quel doppio che in passato si era spesso rivelato un tallone d’Achille per le nostre giovani, ha iniziato a fare la differenza a nostro favore”.

I risultati lo confermano: è proprio grazie al doppio che quest’anno l’Italia ha vinto per la prima volta il titolo mondiale under 14 nelle World Tennis Junior Team Finals, con Olivia Serena Conticello, Giorgia Lanza, Giulia Luchetti. E sono stati azzurri anche i titoli europei di doppio under 14 (a Most, con Olivia Serena Conticello e Giulia Luchetti) e under 16 (a Parma, con Ludovica Casalino e Camilla Olga Castracani). “Abbiamo costruito una sorta di dominio nella specialità – dice ancora Di Mauro –, che non è affatto casuale bensì figlio del percorso intrapreso da qualche anno. Inoltre, manifestazioni come il Master dello Junior Next Gen danno anche a noi tecnici la possibilità di vedere in azione le migliori ragazze del panorama nazionale, in un clima competitivo di alto livello, ma anche di confronto e crescita comune”.

La nazionale italiana vincitrice del titolo mondiale under 14 nelle World Tennis Junior Team Finals (foto World Tennis)

La nazionale italiana vincitrice del titolo mondiale under 14 nelle World Tennis Junior Team Finals (foto World Tennis)

“Quando diciamo che la nostra area competitiva è assolutamente formativa – spiega invece Luca Sbrascini, coordinatore del settore tecnico maschile under 10, 12, 14 e 16 – intendiamo che la nostra attenzione, nelle competizioni giovanili, non è concentrata sul risultato, quanto sulla crescita degli atleti e sull’acquisizione da parte loro di quelle competenze che diventeranno fondamentali in futuro, nel mondo dei professionisti. È anche per questo che abbiamo costruito una serie di tornei adeguati a tutte le competenze e a tutti i livelli di gioco, accompagnando i ragazzi sin da piccolissimi”.

L’allusione è al FITP Junior Program, che ha carattere assolutamente promozionale, ma anche allo Junior Next Gen e al Road to Bologna per le categorie under 9, 11 e 13. “Mettiamo a disposizione di tutti – continua Sbrascini, impegnato in questi giorni a Tirrenia nei raduni per tutte le fasce d’età – un percorso monitorato, cercando di trasmettere leggerezza. A nessuno piace perdere, dunque il risultato è sempre nei pensieri dei ragazzi, ma ciò sul quale ci impegniamo è cercare di far comprendere ai giovani che questa è solo una fase di passaggio, necessaria, dedicata a crescita personale e miglioramento”.

“Come settore tecnico, insieme a tutti i consulenti dell’ISF, stiamo portando avanti un percorso competitivo che ci sta dando grandi soddisfazioni. Lavoriamo per monitorare sempre di più e sempre meglio ogni aspetto del progetto, per migliorare ulteriormente l’attività proposta, sia ai ragazzi sia ai loro insegnanti e genitori”. Proprio quello dei genitori è un aspetto fondamentale, sempre più curato. “I genitori – dice ancora Sbrascini – devono essere formati e informati, perché sono a tutti gli effetti parte di un processo che li vede coinvolti in toto. Anche da questo punto di vista siamo soddisfatti: negli ultimi anni la crescita è stata notevole”.

Dopotutto, l’obiettivo finale è comune a tutti: genitori, tecnici federali e maestri, ed è quello di aiutare i giovani di talento a esprimere al meglio il proprio potenziale. “Nelle due fasi didattiche di minitennis (under 10, ndr) e perfezionamento (under 12 e 14, ndr) – conclude Dell’Edera – il settore tecnico giovanile e l’ISF si occupano di costruire dei giocatori universali, dentro e fuori dal campo. Dentro al campo perché le attività proposte sono studiate per cercare di arricchire le conoscenze dei ragazzi, dal punto di vista tattico e psicofisico. Fuori dal campo, invece, perché l’universalità tocca anche la pianificazione degli insegnanti e tutte le componenti che devono mettere i ragazzi nella condizione di esprimere il proprio talento: quindi i genitori, gli insegnanti, i dirigenti dei circoli, i club stessi e anche il mondo scolastico, tramite i progetti studente-atleta. Si tratta di un processo universale, dentro e fuori dal campo, che deve dare ai ragazzi quella formazione che in seguito consentirà ai settori successivi di specializzarli e proiettarli nell’alto livello. È una sorta di pianificazione a 360 gradi, che deve favorire l’espressione di tutti i giovani talenti”.

Michelangelo Dell'Edera (al centro) con Germano Di Mauro (sinistra) e Luca Sbrascini (destra) (foto FITP)

Michelangelo Dell'Edera (al centro) con Germano Di Mauro (sinistra) e Luca Sbrascini (destra) (foto FITP)

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