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Il Direttore dell’ISF Roberto Lombardi ha ricevuto a Lecce il prestigioso “Sport Soft Skills”, riconoscimento indetto dal corso di laurea in Diritto e management dello sport all’UniSalento: “Abbiamo costruito un ambiente formativo virtuoso”
23 aprile 2026
L’Italia del tennis, che lo scorso anno vincendo la Coppa Davis e la BJK Cup, è salita - ancora una volta - sul tetto del mondo, è stata premiata a Lecce durante un incontro andato in scena all’Università del Salento dal titolo “Il successo non è un miracolo. Tennis e volley italiani: programmare, attuare, vincere".
A ritirare il prestigioso premio “Sport Soft Skills” (riconoscimento indetto dal corso di laurea in Diritto e management dello sport all'UniSalento, presieduto Luigi Melica) è stato Michelangelo Dell'Edera, pugliese, direttore dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi” oltre che Team Manager delle nazionali italiane di tennis.
Il tecnico barese ha ricevuto il premio dalle mani del commissario tecnico dell'Ital-volley Ferdinando De Giorgi. “Che Fefè De Giorgi - ha commentato con un pizzico di emozione Dell’Edera -, che rappresenta uno sport di squadra come la pallavolo, possa premiare me, che vengo dal tennis e quindi da uno sport individuale, la dice lunga su come la FITP abbia saputo trasformare il tennis in uno sport di squadra. Sono tante le componenti che hanno lavorato per raggiungere questi risultati. Abbiamo costruito un ambiente formativo virtuoso con un'idea precisa, quella di decentrare. Bisogna avere la capacità di sognare ed emozionarsi. Io sognavo di diventare un giocatore di tennis: non ci sono riuscito ma ho lavorato affinché altri bimbi potessero raggiungere quel sogno”.
Figura chiave del "Sistema Italia", Dell’Edera per l’occasione ha ricostruito, in breve, il percorso che ha portato all’esplosione del movimento della racchetta: “Sono risultati costruiti con 25 anni di lavoro a livello nazionale, partiti proprio dalla nostra Puglia. Tra il 1992 e il 2000 avevamo un centro tecnico che ci ha permesso di sperimentare e formare giocatrici come Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Da lì abbiamo esteso un modello basato sul decentramento e sulla formazione. Abbiamo, poi, costruito una squadra di dirigenti qualificati, tecnici sempre più preparati, genitori con obiettivi a lungo termine e circoli più strutturati. Così il tennis, pur essendo uno sport individuale, è diventato uno sport di squadra”.
“Ma attenzione - conclude il direttore dell’ISF Roberto Lombardi - non tutto del modello è esportabile all'estero, perché è costruito dalle persone. Il nostro valore è umano. Quando gli italiani lavorano insieme, riescono a costruire squadre eccellenti. Girando il mondo e guardando straordinarie strutture sportive altrove, che noi in Italia non abbiamo, ho capito che il nostro modello è costruito soprattutto da persone, da grandi persone. E abbiamo ancora un margine di miglioramento del 40%. Stiamo investendo nella scuola con progetti come "Racchette in classe" e con borse di studio per permettere anche a i ragazzi meno fortunati di continuare a giocare”.
L'incontro è stato moderato dal docente di Diritto internazionale dello sport Giuseppe Gioffredi e dal direttore del Dipartimento di scienze giuridiche, Luigi Melica. Prima dell’inizio, anche i saluti di Francesco Mantegazza, presidente del Comitato regionale FITP Puglia, mentre le conclusioni sono state affidate a Isidoro Alvisi, vicepresidente del Consiglio Federale FITP.