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Per la prima volta la Federazione Italiana Giuoco Calcio non è più quella con il maggior numero di tesserati. Lo rivela Il Sole 24 Ore attraverso i dati del report "Monitoraggio Coni-FnsDsa"
27 ottobre 2026
Per la prima volta la Federazione Italiana Giuoco Calcio non è più quella con il maggior numero di tesserati, ma è stata superata dalla Federazione Italiana Tennis e Padel. È il Sole 24 Ore a rivelare il sorpasso attraverso i dati del report «Monitoraggio Coni-FnsDsa», il censimento delle associazioni affiliate e dei soggetti aderenti alle 48 Federazioni sportive , alle 15 Discipline associate e ai 14 Enti di promozione sportiva. I dati del report, che il Sole 24 ore ha visionato in anteprima, si riferiscono al 2024.
"In un quadro generale estremamente positivo per l'Italia, in cui per il terzo anno consecutivo il volume dei tesserati cresce e ha raggiunto il record storico di 6.069.891 (+7,7% tra il 2023 e il 2024), la FITP è arrivata ad annoverarne 1.162.477, il 20,2% del totale delle iscrizioni federali, contro 1.123.054 di atleti tesserati dalla Federcalcio (19,5%), mentre restano distanziati volley (359.797), basket (320.769) e atletica leggera (292.599). Il distacco certificato dal Coni tra le prime due Federazioni è limitato a circa 40 mila unità ma nel 2025 la FITP è ulteriormente salita a 1.254.153 tesserati" scrive Marco Bellinazzo.
"Il valore simbolico del sorpasso è enorme: per oltre un secolo il calcio è stato il riferimento assoluto dello sport organizzato nella Penisola. Oggi la leadership federale appartiene agli sport della racchetta. E non si tratta solo di una fotografia statistica. È il punto di arrivo di una trasformazione iniziata un quarto di secolo fa e accelerata da una combinazione rara di risultati sportivi, investimenti infrastrutturali e capacità gestionale. In questo periodo si è ampliata l'intera filiera del movimento: i circoli affiliati hanno superato le 4 mila unità, le scuole tennis e padel sono diventate più di 2.500, i tecnici hanno raggiunto quota 14 mila e gli ufficiali di gara le 10 mila unità" si legge ancora nell'articolo de Il Sole 24 Ore.
Numeri che dimostrano come i successi sul campo degli azzurri siano "il prodotto e non la causa", scrive Bellinazzo, di un cambiamento profondo. "Il modello "ingegnerizzato" dalla federazione guidata dal 2001 da Angelo Binaghi (e che allora contava 130 mila iscritti) nasce da una scelta precisa: trasformare i grandi eventi internazionali in generatori di ricavi da reinvestire sistematicamente nella base e nella formazione. Gli Internazionali BNL d'Italia, che all'inizio degli anni Duemila rappresentavano un torneo in declino, sono diventati una delle principali piattaforme economiche dello sport nazionale".
Agli Internazionali BNL d'Italia si sono poi aggiunte le Nitto ATP Finals a Torino e le Finals della Davis Cup by Generali a Bologna, creando un sistema di eventi che produce complessivamente circa 1,6 miliardi di impatto economico. In più quest'anno l'Italia per la prima volta ospiterà tutti e tre gli eventi conclusivi di maggior prestigio del tennis maschile: oltre alle finali del circuito ATP e alle sfide per il titolo della Davis, il campionato a squadre per nazioni, dal 9 al 13 dicembre sono in programma a Reggio Calabria le Next Gen ATP Finals a cui partecipano gli otto migliori Under 20 della stagione.
"I bilanci federali riflettono questo sviluppo" prosegue Bellinazzo. "Nel 2024 la FITP aveva già sfiorato il primato federale con ricavi per 209 milioni contro i 224 milioni della FIGC. Nel 2025 il sorpasso delle entrate è diventato realtà: il valore della produzione della Federazione Tennis ha superato i 240 milioni, mentre quello della Federcalcio si è attestato a 214 milioni, complice l'assenza di una grande competizione internazionale. E la proiezione per il 2026 per la FITP è di superare i 280 milioni di proventi, un livello mai raggiunto da nessuna federazione".
Oltre il 70% dei ricavi deriva dall'organizzazione degli eventi internazionali, spiega l'articolo de Il Sole 24 Ore, e "gran parte di queste risorse viene reinvestita nell'attività sportiva, dai contributi ai circoli alla promozione territoriale, dalla formazione al sostegno dei tornei professionistici e giovanili. Nel 2025 i costi per sostenere l'attività sportiva hanno superato i 200 milioni, a fronte di spese di struttura di soli 16 milioni".
Strategico l'investimento nei tornei di livello intermedio. Venticinque anni fa in Italia si disputavano appena 8 Challenger e 16 Futures maschili. Oggi il calendario conta una novantina di appuntamenti internazionali tra circuito maschile e femminile in Italia.
"La FITP sostiene queste manifestazioni con circa 10 milioni l'anno, consentendo ai giovani italiani di competere ad alto livello senza sopportare integralmente i costi delle trasferte internazionali" sottolinea ancora Il Sole 24 Ore.
"Il risultato è la costruzione di un ecosistema che va oltre l'élite professionistica e che secondo le stime della FITP coinvolge circa 6,5 milioni di praticanti e genera un impatto economico complessivo superiore agli 8,7 miliardi (con 1,5 miliardi di gettito fiscale). Ogni euro investito nel settore produce mediamente 4,6 euro di benefici per la collettività, tra salute, produttività e ricadute economiche indirette".
Il calcio, conclude Bellinazzo "resta il primo sport del Paese per seguito popolare e tradizione. Tuttavia il sorpasso della FITP certifica che il monopolio sportivo del pallone non esiste più. Per la prima volta emerge un concorrente strutturato, con conti solidi, grandi eventi internazionali e una diffusione territoriale capillare. Più che una semplice rivalità tra discipline, si tratta della dimostrazione che nel mondo sportivo italiano è possibile costruire modelli di sviluppo alternativi. Il tennis ci è riuscito partendo da una posizione marginale, trasformandosi, nel giro di due decenni, nel caso di studio più interessante dello sport europeo".