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Il piccolo Lorenzo Frigo ha scelto il Centro Estivo federale di Paderno del Grappa per trascorrere una vacanza all’insegna del divertimento e dello sport. Continua lo sforzo della FITP per l’inclusione, affinché il tennis (e gli altri sport di racchetta) siano davvero per tutti
13 luglio 2026
Tra gli obiettivi formativi della Federazione Italiana Tennis e Padel e dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”, c’è una parola che torna spesso: inclusione. Un sostantivo importante, certo, ma soprattutto una volontà precisa di tradurre in fatti concreti questa parola. Come testimonia la storia del piccolo Lorenzo Frigo, 12enne trevigiano che quest’estate ha deciso di frequentare il Centro Estivo federale di Paderno del Grappa, una struttura all’avanguardia immersa nella magia di un convitto con oltre 90 anni di storia, sette campi da tennis e un complesso di qualità che permette ai ragazzi di vivere una vacanza all’insegna dello sport e della natura.
Quella di Lorenzo è una piccola grande storia che merita la ribalta perché ci racconta come il concetto di “Non vogliamo lasciare indietro nessuno” più volte espresso dai dirigenti FITP, e in particolar modo dal Direttore dell’ISF Michelangelo Dell’Edera, si traduce in fatti concreti con la volontà precisa che il tennis, e gli altri sport di racchetta, siano davvero accessibili a tutti. Proprio Dell’Edera ha più volte evidenziato l'impegno della Federazione nel sostenere tutti i settori del movimento sportivo, garantendo investimenti, formazione anche agli ambiti meno mediatici, con un'attenzione speciale proprio all'inclusione e al tennis in carrozzina.
Lorenzo, classe 2013, tesserato per il TC Castelfranco Veneto dove si allena con la maestra federale Margherita Mondin, è un ragazzino disabile che, senza essere accompagnato dai genitori, ha voluto partecipare, in totale autonomia, a questa esperienza.
Nel Centro Estivo di Paderno, Lorenzo condivide la stanza con altri due ragazzini normodotati. Già abile schermidore e giocatore di wheelchair basket, il 12enne di Rossano Veneto, ha lo sport nelle vene. A tennis in carrozzina ha iniziato a giocare lo scorso anno dopo aver conosciuto la disciplina in un campus di avviamento allo sport paralimpico.
Amputato sopra il ginocchio alla gamba sinistra dall’età di quattro anni, Lorenzo ha però un’autonomia totale, anche grazie alla protesi sportiva. La passione per il wheelchair tennis è scoppiata anche grazie alla sua competitività e alla possibilità di essere protagonista anche in uno sport individuale senza l’ausilio di una squadra. Centro Estivo a parte, Lorenzo si allena regolarmente con compagni normodotati ed ha già partecipato al Trofeo Kinder “Joy of Moving” così come alle attività proposte dal settore TPRA.
Nel corso della settimana, la sua esperienza ha arricchito anche i compagni di Centro: “Quello che sta succedendo - racconta il fiduciario regionale Alice Zapolla - è che Lorenzo sfida sistematicamente i compagni in moltissime attività. Si è creato un bellissimo clima. Ha partecipato, uscendo al primo turno, anche al torneo del circuito “Road to Bologna”, contro un ragazzino classificato che durante il match ha voluto prolungare gli scambi nonostante proprio Lorenzo lo esortasse a giocare per vincere. Dopo la tradizionale stretta di mano al net però, il vincitore ha chiesto a Lorenzo di poter provare a giocare sulla carrozzina e si sono invertiti i ruoli con Lorenzo che ha indossato la protesi”.
Insomma, Lorenzo ha finito per essere uno dei ragazzi più gettonati nelle attività anche perché vive perfettamente la quotidianità del centro. Anzi, dopo le prime ore di imbarazzo, i compagni hanno cominciato a fargli domande personali del tipo: “Quanto pesa la protesi?” oppure “Posso vedere come funziona la carrozzina?”. C’è, insomma, curiosità negli altri ragazzini che provano a mettersi nei suoi panni senza nessun episodio di esclusione ma anzi con la voglia di conoscere una realtà diversa, ma comunque molto interessante per tutti.
Viste le qualità atletiche del 12enne, non sarà facile “strappare” il suo talento alla scherma o al basket e portarlo stabilmente sui campi da tennis, ma questo poco importa. Quello che conta è che le strutture federali, anche grazie alla disponibilità dei direttori tecnici del centro di Paderno del Grappa Alberto Tirelli e Massimo Grazioli, hanno dimostrato la bontà di un progetto di inclusione a cui la FITP tiene particolarmente. Una visione che il Presidente Angelo Binaghi porta avanti da anni, basata sull'ampliamento della base di praticanti e sull'integrazione dello sport nelle scuole.