Il n.1 e il n.2 del mondo sono stati in campo insieme per quasi due ore alla Inalpi Arena
di Enzo Anderloni, da Torino | 07 novembre 2025
La sfida tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz a Torino? Si è già giocata, stamattina, alle 12.00 di venerdì 7 novembre, anche se ufficialmente il torneo non è ancora iniziato (si parte domenica 9 novembre). C’era una coda lunghissima infatti fuori dall’Inalpi Arena già alle 10.30 per questo faccia a faccia annunciato. Chi il biglietto ce l’aveva già, chi cercava di accaparrarsi gli ultimi tagliandi per la Galleria Filadelfia Est, a 20 euro. La Tribuna Filadelfia Est, quasi 2000 posti, era esaurita.
Il n.1 e il n.2 del tennis, intanto, lontano dagli sguardi dei non addetti avevano cominciato a scaldarsi un’ora prima, sul campo n.1. A presenziare solo i team, al completo però, pronti a ritoccare con la limetta qualsiasi dettaglio cercasse di deviare dalla perfezione.
Calm Before the Storm ??
— Tennis TV (@TennisTV) November 7, 2025
Highlights from Sinner & Alcaraz’s practice session in Turin ??#NittoATPFinals @janniksin @carlosalcaraz pic.twitter.com/VFZ046pScC
Gli spagnoli per primi, con Juan Carlos Ferrero e Samuel Lopez che si muovevano sempre appaiati. Il fisioterapista che cura il riscaldamento trattando i muscoli del fenomeno di El Palmar come maneggiasse un vaso Ming, era stato pronto a togliergli due consistenti protezioni di neoprene da sotto i calzoncini, per liberare tricipiti e quadricipiti al momento di guizzare in campo.
Carlos sfoggia questa nuova pettinatura, biondo platino al centro della testa, scuro-rasata ai lati, e una t-shirt nera, con la sua caricatura disegnata sulla schiena.
Dall’altro lato del campo Sebastopoli, Sinner è, come sempre, la sua antitesi: più filiforme e classico, t-shirt verde bottiglia, pantaloncini e cappellino di un bel blu, a contenere quel ciuffo rosso che lo precede nel mondo e lo fa riconoscere anche senza racchetta.
Tutto intorno la premiata ditta: i coach Darren Cahill e Simone Vagnozzi, il preparatore Umberto Ferrara, con il nuovo fisio argentino Alejandro Resnicoff e l’osteopata Andrea Cipolla, a creare i tempi e ritmi e gli spazi giusti per questo primo impatto con il rivale alle Nitto ATP Finals.
Si parte con gli scambi sulla direttrice centrale del campo, quelli classici nel riscaldamento che salgono presto di intensità fino a generare schiocchi di palla da brivido, diritti o rovesci che siano. Dopo qualche minuto, la prima sfida, come due ragazzini: parte uno scambio di soli rovesci tagliati, in back, e nessuno vuole sbagliare. La palla fa la barba al nastro, più e più volte. Intorno al ventesimo colpo Alcaraz va lungo e gli scappa una smorfia. A Sinner un risolino.
L’oretta sul campo 1 se ne va nel provare un po’ tutte le soluzioni: diagonali, volée, servizi e risposte. In sottofondo sale il rumore delle tribune del Centrale che si sono rimepite (solo il lato Est è disponbile per gli allenamenti). Alle 11.53 il riscaldamento su quel terreno di gioco laterale si ferma e tutti si avviano verso l’arena per il match. Certo, è solo un set di allenamento, però se in campo scendono Jannik Sinner e Carlos Alcaraz vale. Vale tantissimo. In fondo, il 6-2 6-4 con cui Jannik aveva spazzato via Carlos nella milionaria esibizione dei Six Kings Slam non era sembrato un allenamento?
Alle 11.57 il boato della tribuna Filadelfia est, esaurita, segnala a Ben Shelton e Felix Auger Aliassime che l’ora di allenamento che hanno prenotato sul Centrale sta finendo. Sinner e Alcaraz si sono affacciati dal sottopassaggio come due soci al circolo, quelli che ti guardano dal cancelletto del campo e, anche senza dir niente, ti fan capire che... è ora.
Le star entrano in campo e sembra una finale. Sinner si è messo una maglietta bianca e contrasta ancor di più con quella nera di Carlos. Qualche minuto di adattamento alla nuova atmosfera e elle 12.10 il primo game. Lo vince Jannik, recuperando da 0-40.
Dopo quei tre errori, il 24enne di Sesto Pusteria non fa altro che applicare anche nella parte di simulazione agonistica il ritmo e il peso degli scambi messi a punto nei precedenti 50 minuti. Il campo Centrale sembra abbastanza veloce e lo spagnolo sbaglia spesso, di sicuro non volentieri. Sinner prende subito il largo, un break di vantaggio per la gioia di tutti ma soprattutto dei giovanissimi, che sono tantissimi e pendono dalla sua racchetta rumorosi ed estasiati.
I coach fanno da arbitri, giudici di linea, raccattapalle e tutto il resto. Due omini per parte, vicini vicini a fondocampo, pronti a passare palline con dentro un consiglio, un suggerimento tecnico/tattico. Vagnozzi e Cahill da una parte JC Ferrero e Samuel Lopez dall’altra.
Sono da poco passate le 12.40 quando Jannik chiude un game di servizio facile e incamera questo set (6-3) che non andrà negli annali ma rimarrà nella memoria felice di tutti coloro che si sono goduti uno spettacolo magnifico con soli 35 euro (20 euro in Galleria). C’è ancora tempo per provare un tie-break. Salomonicamente lo intasca Carlos, con un Sinner appagato e, in quest'ultimo frangente, troppo falloso.
La conclusione più bella è però il grande abbraccio tra i due e il successivo selfie che lo spagnolo si scatta con Sinner sul campo, con la folla alle spalle. In fondo è poco più di un ragazzo anche lui, il grande Carlos.
Scoccano le 12.55: mentre lo spagnolo lancia le ultime palline sugli spalti, tra mille urletti di richiamo, entrano Zverev e De Minaur. Il tempo per il team spagnolo di farsi una foto di gruppo e parte un altro giro di giostra. Che spettacolo, questi allenamenti!
Nitto ATP Finals, Sinner-Alcaraz in allenamento è un successo: le foto