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Winter Cup: le radici del successo sono nel Sistema Italia

Enrico Sesti, Manuel Peregalli e Ascanio Andrea Castellana hanno vinto la Winter Cup Under 12. Ma come va accolto, un successo continentale, a questa età? Come bisogna approcciare vittorie e sconfitte a livello giovanile?

21 febbraio 2026

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L'Italia ha vinto il titolo nella Winter Cup Under 12, sui campi di Sunderland, Gran Bretagna. Protagonisti, Enrico Sesti, Manuel Peregalli e Ascanio Andrea Castellana (con Andrea Della Giovanna capitano e uno staff composto dal preparatore fisico Walter Brandoni e dal preparatore mentale Daniele Ramazzotti). Ma come va accolto, un successo continentale, a questa età? Come bisogna approcciare vittorie e sconfitte a livello giovanile? Ne abbiamo parlato con il capitano della formazione capace di finire sul gradino più alto del podio, Andrea Della Giovanna, ma anche con il tecnico ISF Luca Sbrascini. Perché nel Sistema Italia ogni successo (o insuccesso) va pesato nel modo corretto, con un obiettivo ben più lontano e ben più complesso: formare la persona, prima del giocatore.

“Il nostro scopo primario – sottolinea il capitano degli azzurrini, che dopo il trionfo hanno raggiunto il raduno della categoria al Piatti Tennis Center di Bordighera – è orientare ogni singolo dettaglio al percorso formativo, al progresso su più fronti dei ragazzi. Sia prima di partire in un pre raduno, sia durante e dopo la competizione giocata in Gran Bretagna, sono stato in contatto diretto coi genitori, per tenere le aspettative coerenti con il momento della crescita dei figli. L'idea è trasmettere il valore delle manifestazioni cui partecipiamo, rimanendo costantemente orientati al miglioramento".

Winter Cup: le radici del successo sono nel Sistema Italia

Decisivo l'apporto dello staff: "Con il preparatore fisico e quello mentale, costruiamo un lavoro a 360 gradi definito in base al percorso e all'età degli atleti. I risultati sono stati solo una conseguenza. Ciò che ci interessava molto era la gestione dei momenti e della giornata: e loro si sono dimostrati tutti curiosi, capaci di organizzarsi bene, con maggiore ordine su compiti strutturati rispetto alla media della loro età. Nel momento in cui vincevano e andava bene ci chiedevamo tutti insieme il perché, facendo un'analisi condivisa del successo. E programmando per l'indomani una nuova giornata, nella quale entrare in campo per dare il massimo. Non si tratta di vincere o perdere, l'unico obiettivo è godersi il percorso, ma allo stesso tempo mettendo all'interno tanti contenuti”.

Winter Cup: le radici del successo sono nel Sistema Italia

Ma c'è dell'altro, da sottolineare, nel bel percorso che ha condotto gli Under 12 tricolori alla conquista della Winter Cup. “Il risultato finale – prosegue Della Giovanna – è stato il prodotto del fatto che i ragazzi ogni volta sono entrati in campo con un cuore immenso, si sono compensati a vicenda e si sono supportati, senza nemmeno bisogno di spiegare loro quanto questo fosse importante. I presupposti sono stati creati da noi, ma avendo conosciuto le famiglie mi sono dato molte risposte: si tratta di famiglie molto serene, capaci di creare un processo naturale. In queste manifestazioni incide molto anche il fisico: e noi stessi abbiamo giocato contro ragazzini che erano già strutturati e pure orientati al risultato, con una certa fatica a gestire lo stress. A me piace sottolineare il cuore e i valori di tutto il nostro gruppo. Senza questo, non ce l'avremmo fatta. Non dover mai parlare di 'aiutarsi a vicenda' perché lo facevano già loro spontaneamente: si tratta di un valore aggiunto fondamentale”.

Luca Sbrascini rafforza il concetto: “Siamo tutti felici ma non dobbiamo dare eccessiva importanza a questo risultato. E dobbiamo farli sentire parte di un gruppo più allargato, come in effetti è. Al loro ritorno in Italia, da Sunderland a Bordighera, hanno trovato una torta celebrativa per loro, da gustare facendo festa insieme a tutti gli altri convocati. Abbiamo evidenziato che gli atleti vittoriosi in Gran Bretagna erano stati scelti solo perché un po' più pronti in quel momento. Ma allo stesso tempo abbiamo chiarito che chiunque può essere convocato, può percorrere questa strada. Non lavoriamo solo sui più forti: è un concetto molto importante, ancorché non una novità assoluta, considerare un grande numero di ragazzi in prospettiva futura. Non possiamo certo dare giudizi definitivi a 12 anni. E tutto questo è ovviamente merito anche dei maestri dei ragazzi: dopo Sunderland, ripartiamo da capo e nel prossimo step giocherà chi sarà pronto in quel periodo. Niente giudizi definitivi”.

Winter Cup: le radici del successo sono nel Sistema Italia

Winter Cup: le radici del successo sono nel Sistema Italia

È ancora il capitano Della Giovanna a definire il rapporto tra singoli e squadra: “Enrico Sesti, Manuel Peregalli e Ascanio Andrea Castellana rappresentavano tutto il gruppo, tutto il Sistema Italia. E a tutti gli altri che non c'erano, questo trionfo deve stimolare l'ambizione di provare a essere partecipi già dalla prossima Summer Cup”.

Rispetto al passato, il Sistema è cresciuto a tal punto da rendere naturale un approccio sano, da parte delle famiglie e dei ragazzi. “Determinante – chiude Sbrascini – è il concetto di team, perché altrimenti la maglia azzurra può pesare, mentre così si fanno decantare serenamente ansia e stress, anche grazie alla presenza di preparatore fisico e preparatore mentale. I ragazzi sono felicissimi e hanno vissuto un'esperienza bellissima, ma tecnici e staff li hanno tenuti sereni e non hanno esaltato troppo questo aspetto. Ci siamo goduti il momento e vogliamo da subito guardare avanti. L'ultima vittoria con gli Under 12 era giunta 6 anni fa e l'emozione per tutti è comunque sempre forte. L'idea di Michelangelo Dell'Edera si puntare su uno staff allargato è fondamentale e si sta sviluppando anche negli altri team. Così come puntiamo forte sui doppi, tanto che nella Winter Cup li abbiamo vinti tutti, evidentemente non un caso”.

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