L'Italia avrà per la prima volta due giocatori tra i primi 5 del mondo. Un successo sportivo che, sottolinea su Tuttosport Xavier Jacobelli, rispecchia quello organizzativo e gestionale testimoniato dal sorpasso in termini di ricavi della FITP sulla Federcalcio. Due traguardi non episodici, ma frutto di un lavoro di lungo periodo
11 gennaio 2026
Il 2026 si annuncia come un anno di gloria e successi per l'Italia del tennis. Da lunedì, infatti, per la prima volta nella sua storia ci saranno due azzurri tra i primi 5 giocatori del mondo. A Jannik Sinner, primo italiano numero 1 ATP e oggi numero 2, si aggiungerà infatti Lorenzo Musetti, nonostante la finale persa a Hong Kong.
Non è un caso, scrive su Tuttosport Xavier Jacobelli, editorialista ed ex direttore del quotidiano, "che negli ultimi due anni l'Effetto Sinner, mescolato agli emuli e alle emule tricolori, sia stato il propellente dell'epocale sorpasso tennistico ai danni del calcio".
L'ascesa di Musetti, quarto miglior italiano di sempre in classifica dietro Sinner (numero 1 per 66 settimane), Nicola Pietrangeli (considerato numero 3 nel 1959 e 1960 quando le classifiche venivano stilate dai giornalisti) e Adriano Panatta (arrivato al massimo alla posizione numero 4) rispecchia in campo il successo organizzativo e gestionale di lungo periodo della Federazione Italiana Tennis e Padel.
"L'analisi del Sole 24 Ore è stata precisa: nel 2025, per la prima volta nella storia dello sport italiano, i ricavi della Federazione Tennis e Padel (oltre 230 milioni) hanno superato il valore della produzione registrati dalla Federcalcio (poco più di 200 milioni). Lo straordinario traguardo dalla Fitp non è un risultato episodico, ma la sublimazione di un lavoro di lungo periodo: ha trasformato il tennis italiano in un sistema sportivo ed economico capace di coniugare le strepitose imprese agonistiche con la sostenibilità finanziaria, la capacità organizzativa, la promozione dell'attività di base. Dice bene Angelo Binaghi, autentico deus ex machina della racchetta: «L'italiana è una leadership mondiale costruita da vent'anni di investimenti. Siamo molto più vicini al calcio, in termini di praticanti e appassionati, di quanto non lo fossimo dieci anni fa. E poi noi vinciamo e il calcio no»".
Il mondo del calcio italiano, scrive Jacobelli, resta "prigioniero di un Palazzo dove abbarbicarsi alle poltrone è pratica conclamata; dove le riforme si annunciano sempre e non si fanno mai; la VARaonda genera confusione e intacca la credibilità; del Sistema dove brillano progetti assurdi (la genialata di Milano-Como a Perth, demolita dagli stessi, mancati anfitrioni australiani) e la forsennata ricerca di nuovi introiti".
Al contrario, il tennis vola alto: "6,2 milioni di praticanti contro i 6,5 milioni del calcio; 1,2 milioni di tesserati (oltre il 200% rispetto al 2020); 4.465 circoli affiliati (+47% sul 2004); 2.553 scuola di tennis e padel; 15 mila tecnici; 10mila ufficiali di gara (+200% in 10 anni)".
Secondo la Nielsen, conclude Jacobelli citando i dati resi noti durante la conferenza stampa conclusiva delle Nitto ATP Finals 2025, "gli sport della racchetta (tennis, padel pickleball, squash, badminton) contano circa 20 milioni di appassionati, appena dietro al calcio. Per rigenerarlo, ci vorrebbe il Sinner che non ha".