Carla Suarez Navarro, capitana della nazionale spagnola di Billie Jean King Cup, ha identificato nell'Italia il modello per la crescita del movimento tennistico: "La FITP offre enorme supporto ai giocatori, e con gli Internazionali BNL d'Italia può continuamente investire nei giovani. SuperTennis, canale in chiaro, fa la differenza"
di Samuele Diodato | 11 dicembre 2025
Dai successi sul campo, a quelli che non si vedono ma testimoniano il lavoro impeccabile degli ultimi anni. L’Italia vince sul campo, con i singoli e con le squadre di Coppa Davis e Billie Jean King Cup. Vince a ripetizione e diventa un esempio da seguire anche per gli altri paesi, anche per chi con lei rivaleggia.
Già qualche mese fa, dalla Spagna era arrivato l’elogio di Roberto Bautista Agut, ma ora uno sguardo di ammirazione ed un plauso arriva direttamente da Carla Suarez Navarro, capitana della “Roja” in Billie Jean King Cup. L’ex n.6 WTA ha parlato dell’Italia come un vero e proprio modello per gli sforzi che la Real Federacion Espanola de Tenis (RFET) sta facendo “per la promozione di tornei in Spagna in modo che i giovani non debbano spostarsi in altri paesi”.

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“In Italia hanno gli Internazionali BNL d’Italia, un torneo gestito dalla Federazione Italiana Tennis e Padel, quindi tutti i fondi che generano possono essere destinati allo sviluppo dei giovani giocatori a livello base”, ha fatto notare.
Un lavoro fondamentale, al quale contribuisce secondo la spagnola anche la presenza di un canale come SuperTennis: “Forniscono molto supporto ai giocatori professionisti e hanno un canale di tennis in chiaro che, piaccia o no, fa la differenza ed è molto coinvolgente”. A testimoniarlo, evidentemente, anche gli ascolti da record del canale durante l’ultima Coppa Davis, vinta proprio in finale contro la Spagna.
“Hanno un sistema diverso che non possiamo copiare completamente, ma la RFET – ha aggiunto – dovrebbe valutare le possibilità. Da lì, vedremo se otterremo risultati in futuro o meno. Il tennis richiede tempo e non vedremo risultati settimana dopo settimana; è un progetto a lungo termine”. Così come lo è stato per l’Italia, che non siede sugli allori ma continua a lavorare per il futuro pur essendo oggi il parametro sul quale la concorrenza si misura.