L'analisi di Francesco Ghirelli, ex presidente della Lega Pro e vice-presidente della FIGC, ospite a Tennis Talk nella puntata speciale dedicata al sorpasso del tennis sul calcio in termini di ricavi
27 gennaio 2026
"L'Italia del calcio non va ai Mondiali, l'Italia del tennis è campione del mondo maschile e femminile. Il calcio in Italia deve uscire dal suo atteggiamento di supponenza". E' chiaro l'invito di Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro dal 2018 al 2022, vice-presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ospite della puntata speciale di Tennis Talk andata in onda su SuperTennis sul sorpasso in termini di ricavi del tennis sul calcio in Italia.
Già in un'intervista del 2023 al Corriere della Sera Ghirelli diceva che il tennis avrebbe superato il calcio che in dieci anni sarebbe diventato uno sport per anziani. "Gli indicatori erano abbastanza evidenti se si guardava al pubblico giovanile. Il calcio non ha solo un problema economico-finanziario, ma in prospettiva ne ha uno ancora più serio" ha sottolineato Ghirelli, in passato direttore generale del Perugia, con cui ha vissuto le promozioni dalla Serie C alla Serie A negli anni della presidenza Gaucci, e amministratore generale del Bari.
"I giovani hanno un'attenzione di 40 secondi verso l'evento televisivo. Il calcio offre un prodotto di 90 minuti ed oltre, difficilmente comprimibile e in più non ha l'interattività. Quando nel 2010-2011 in Serie C lavorammo sugli highlights, ci prendevano da matti" spiega Ghirelli che allora, da direttore generale della Lega Pro, coinvolse il regista Popi Bonnici nella realizzazione degli highlights del campionato.
Il calcio, prosegue, "può rispondere se è capace di innovare altrimenti rischia di diventare un'enclave dei capelli bianchi, in prospettiva. Nel calcio, che pure ha nel centro di Coverciano un punto di riferimento, siamo arrivati a mettere in piedi un corso di formazione per i responsabili dei settori giovanili ci siamo arrivati nel 2022 con Albertini responsabile".

Anche Paolo Rossi, per oltre 35 anni firma di Repubblica e oggi apprezzato opinionista per SuperTennis, ospite della trasmissione, ha sottolineato il valore della formazione nell'insieme di fattori che hanno portato ai successi della Federazione Italiana Tennis e Padel.
“Tutto è stato seminato affinché arrivasse Sinner e trovasse un terreno fertile – ha detto – Il Presidente di questa federazione, Angelo Binaghi, ha dovuto fare una tabula rasa, ha dovuto ricostruire dalle ceneri un movimento che era in bancarotta. E l'ha fatto con una visione e un grande gruppo dirigente. Binaghi è riuscito a convincere le componenti del tennis e a portarle su quel terreno comune che serviva. [Ha messo a posto] la situazione sportiva, la formazione e l'approccio dei bambini al tennis” e ridato slancio agli Internazionali BNL d'Italia che, ha detto, “erano in condizioni pietose”.
Da quel successo è maturata una credibilità che si è tradotta nell'ottenimento delle Next Gen ATP Finals a Milano, poi delle Nitto ATP Finals a Torino, della fase a gironi della Coppa Davis prima e della Final 8 poi.
Per quanto riguarda i grandi eventi, l'ex presidente della Lega Pro Ghirelli ha evidenziato anche una significativa diversità nel coinvolgimento dei tifosi nei grandi eventi tra il tennis e il calcio, partendo da una sua esperienza personale. "Quando sono andato alle [Nitto ATP] Finals a Torino, non solo ho seguito le partite di quella giornata, ma ho visto anche tutti gli allenamenti. Nel calcio non sarebbe certo possibile vedere gli allenamenti dei calciatori un'ora prima della partita".
Non manca, da parte di Ghirelli, un'importante sottolineatura del valore di SuperTennis. "Se vuoi aprire al mondo più ampio, hai bisogno di un'offerta in chiaro. Fermo restando che il criptato può avere un suo spazio, oggi hai un mondo variegato al quale devi presentare un'offerta complessiva di contenuti" ha detto a Tennis Talk.
Il calcio, sottolinea, dovrebbe seguire l'evoluzione, assecondare i cambiamenti, "perché c'è un'evoluzione negli sport, perché cambiano gli interessi. Nel tennis, che ha una tempistica diversa, prevale l'emozione. E il tennis pone al calcio il problema di misurarsi con queste formule. A me il calcio continua a piacere, ma ho i capelli bianchi; i miei nipoti guardano al massimo gli highlights".
L'ex presidente della Lega Pro tocca anche la questione dei contributi erogati da Sport e Salute agli organismi sportivi. Nel 2026, su un totale di 344,4 milioni di euro, poco più di 35 andranno alla Federcalcio, che resta al primo posto in questa classifica, mentre la FITP sarà la quarta con oltre 16 milioni (due in più rispetto al 2025), nonostante i successi nelle competizioni a squadre e nei grandi eventi, prendendo il massimale in questa tornata.
"Fino al 2004 lo sport si auto-finanziava attraverso il Totocalcio, poi si è scelta la via pubblica. Da quel momento è iniziato un problema di autonomia dello sport - ha detto Ghirelli - Ma io farei più una partita, da parte di tutte le federazioni sportive, sull'impiantistica sportiva e sulla formazione, per avere risorse che vadano in questa direzione".
Per quanto riguarda la formazione, l'educazione alla pratica sportiva, conclude Ghirelli, "oggi i genitori fanno praticare uno sport ai ragazzi che spesso dai 12 ai 16 anni lo lasciano. Bisognerebbe che collaborino le diverse discipline sportive, in modo che i ragazzi possano provarne diversi e che a una certa età arrivassero a fare una scelta. Sarebbe una cosa positiva per il Paese. Poi bisognerebbe fare cose concrete sul piano dell'impiantistica. Oggi in Svizzera gli stadi sono a norma. Andate a vedere come sono oggi gli stadi in Turchia, che organizzerà con l'Italia l'Europeo del 2032, o in Ungheria. C'è bisogno di un intervento reale per trasformare gli stadi in infrastrutture per la città, utilizzando un meccanismo che dia risposte anche al tessuto urbano".