Il direttore dell'Istituto Superiore di Formazione "Roberto Lombardi", Michelangelo Dell'Edera, e una delegazione della Federazione Italiana Tennis e Padel hanno raccontato il sistema Italia ai coach australiani, alla vigilia dell'Australian Open 2026.
15 gennaio 2026
Il direttore dell'Istituto Superiore di Formazione "Roberto Lombardi", Michelangelo Dell'Edera, e una delegazione della Federazione Italiana Tennis e Padel hanno raccontato il sistema Italia ai coach australiani, alla vigilia dell'Australian Open 2026.
"Il sistema Italia oramai fa scuola nel mondo, ma la nostra scuola, come tutte, ha bisogno di crescere e per farlo bisogna confrontarsi a livello internazionale. Il confronto è sinonimo di crescita e ci consentirà di continuare a migliorare metodologie e organizzazione" ha detto Dell'Edera a SuperTennis.
"In tanti ci chiedono qual è il segreto del sistema Italia, ma il segreto non si può raccontare, perché in realtà sono 25 anni di lavoro. Il sistema Italia è nato il 18 dicembre del 2000 quando è stato eletto il nostro presidente Angelo Binaghi. Da lì si è sviluppata una progettualità continua in ambito organizzativo, sportivo e politico, in cui rientra anche la creazione di Super Tennis che ha dato l'opportunità a tutti gli italiani di vedere questo meraviglioso sport. Tutto questo ha portato oggi a costruire un sistema vincente, quindi non riproducibile in qualsiasi altro contesto" ha aggiunto.

I risultati sportivi dei giocatori italiani, il vertice di un movimento che è oggi, soprattutto nel tennis maschile, un punto di riferimento mondiale, poggiano su un sistema di base che funziona, spiega il direttore dell'ISF. "Oggi abbiamo duemila scuole tennis, duemila vivai rispetto al migliaio di una quindicina di anni fa. In più il Settore tecnico nazionale ha utilizzato la strategia del decentramento, per creare presupposti affinché in tutti i club italiani si possano creare le opportunità per costruire un ambiente virtuoso per i ragazzini talentuosi. Tutto questo di fatto ci ha portato oggi a consolidare ancora di più il rapporto che c'è tra il tennis di vertice e la base".
I successi di Sinner e Musetti, Cobolli e Darderi, Errani e Paolini, Vavassori e Bolelli, delle nazionali di Coppa Davis e Billie Jean King Cup, dichiara Dell'Edera, rappresentano il successo "di sedicimila insegnanti, di duemila scuole, di quattromila circoli affiliati alla federazione. Il successo è dell'intero sistema". E' su queste basi che poggia lo storico sorpasso in termini di ricavi del tennis sul calcio in Italia, figlio di organizzazione e programmazione di lungo periori.
Il sistema Italia, aggiunge Dell'Edera, "non replicabile, perché figlio di specificità tutte italiane e soprattutto di una continuità dirigenziale che ha consentito a noi tecnici di poter portare avanti e far crescere alcune progettualità. Pertanto aver avuto e avere il nostro presidente da venticinque anni e un Consiglio federale che ci supporta continuamente con strategie visionarie. Il sistema Italia non è assolutamente riproducibile ma oggi sicuramente dobbiamo essere consapevoli della nostra forza e continuare a lavorare ancora di più per rendere questo sistema continuativo nel tempo".
I risultati, sottolinea Dell'Edera, si raggiungono attraverso "la formazione a 360 gradi, non lavorando per il risultato ma per il miglioramento".
E soprattutto non dando niente per scontato. "Ho imparato che la verità didattica non esiste, che in continua evoluzione così come il modlelo di presrazione. i nostri campioni ci insegnano che di colpo in colpo, di punto in punto, bisogna continuare a studiare" ha concluso. Occasioni come questa sono preziose, infine, "anche per poter promuovere il nostro ottavo simposio internazionale che si svolgerà proprio a Roma durante gli Internazionali BNL d'Italia nel 2027, l'1 e il 2 di maggio".