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L’occhio bendato di Alcaraz? ''Per allenare i riflessi''. Un metodo che la FITP ha introdotto dal 2012

L’Istituto Superiore di Formazione della FITP ha integrato la Sports Vision già 15 anni fa anche per i più piccoli. Consente di migliorare la risposta ottica di entrambi gli occhi

di | 04 agosto 2026

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Carlos Alcaraz si preparara per l'allenamento dedicato alla Sports Vision (foto dal profilo IG di Alcaraz)

Quattro mesi di stop non sono facili da digerire, nemmeno per una superstar come Carlos Alcaraz. E, nel vederlo in numerose immagini allenarsi quasi alla cieca, con un occhio bendato, i suoi tifosi più distratti avranno pensato: ‘Ma che succede? Il problema non era l’infiammazione al polso destro?’.

Il 23enne spagnolo, questa settimana tornato al n.2 del ranking mondiale, ha infatti recentemente fatto parlare di sé per essersi lasciato riprendere in un allenamento a El Palmar, dove è nato, con un cono di plastica morbida verde montato sull’occhio dominante (nel suo caso, il destro) e bucherellato perché non si crei condensa.

Alla vigilia del rientro nel Masters 1000 di Cincinnati (dal 13 agosto), Carlitos ha certamente approfittato del riposo forzato per provare nuove soluzioni e per migliorarsi in ogni aspetto in modo da poter continuare a dominare a lungo - insieme a Jannik naturalmente - il circuito.

Ma questa pratica non è né una bizzarria (come le sue nuove treccine alla Hamilton...) né una dichiarazione d’amore al mondo picaresco, bensì un metodo accreditato dagli studi scientifici come un intervento fondamentale per l'atleta moderno per aumentare le prestazioni, migliorandone non solo i tempi di reazione, ma anche la postura e la biomeccanica del gesto. Sports Vision (questo il suo nome) si occupa della capacità del sistema nervoso centrale di ricevere, processare e fornire un feedback motorio in tempo reale basato sulle informazioni trasmesse dagli occhi. È chiaro che, in sport in cui la palla viaggia a oltre 200 km orari, l'atleta deve eccellere in abilità come la percezione della profondità, la visione periferica e il tracciamento di oggetti ad alta velocità. Ed è proprio questo l'obiettivo: allenare queste funzioni per far sì che l'input visivo si traduca in una risposta efficiente. 

“Non c’è top player al mondo che non alleni l’analizzatore ottico - a parlare è Michelangelo Dell’Edera, Direttore dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi” - e, in uno sport di situazione come il tennis (ma questo vale anche per le altre discipline di racchetta come padel, beach-tennis e pickleball), è noto che è proprio l’occhio a ricevere l'80% delle informazioni che l'avversario ti propone all'interno del rettangolo di gioco. Stiamo parlando di una percentuale straordinariamente importante. Ora, se dovessimo chiedere a una persona quale braccio o quale gamba è dominante, chiunque saprebbe rispondere con facilità, ma la stessa cosa non accadrebbe se chiedessimo qual è l’occhio dominante. Ma anche gli occhi hanno le dominanze, nonostante lavorino insieme. L’analizzatore ottico, proprio considerando il famoso 80% di cui sopra, ha dunque un ruolo straordinariamente importante negli sport di racchetta". 

L’occhio bendato di Alcaraz? ''Per allenare i riflessi''. Un metodo che la FITP ha introdotto dal 2012

L’occhio bendato di Alcaraz? ''Per allenare i riflessi''. Un metodo che la FITP ha introdotto dal 2012

Ma quale differenza c’è tra l'occhio dominante e quello non dominante? “L'occhio dominante - continua il team manager dell’Italia, tre volte vincitrice della Coppa Davis -, che noi chiamiamo tecnico, ha il compito di mettere a fuoco il bersaglio che, nell'ambito della propria percezione corporea, è l'impatto della pallina, in qualsiasi emisfero esso si trovi, sia sopra il piano delle spalle che sotto i fianchi. L'occhio non dominante, detto anche tattico, invece ha il compito di fornire al nostro sistema nervoso centrale le informazioni dell'azione periferica, cioè di quello che succede nell'altra metà campo. I due occhi lavorano insieme in questi processi ma hanno entrambi un compito ben preciso”.

Ma quali sono i vantaggi di questa tecnica? È cosa nota che, il tennis moderno è un gioco sempre più veloce e di conseguenza c'è sempre meno tempo per i giocatori per organizzarsi. Una volta rimossa la benda, il sistema visivo elabora gli input con maggiore efficienza e l'atleta ha la percezione soggettiva che la palla si muova più lentamente e il campo visivo risulta più reattivo.

“Questo allenamento - riprende Michelangelo Dell’Edera - impone di selezionare le informazioni corrette per avere una risposta rapida. In questo momento Alcaraz sta cercando di rivedere le sue tecniche per pulire ancora di più i suoi colpi e cercare di ottimizzare la performance. Ma non solo lui: lo fanno tutti i giocatori di vertice. Quando Novak Diokovic va a rispondere al servizio e muove le sopracciglia, sgrana gli occhi, li rotea, non è, come potrebbe sembrare, un tic... sta attivando il cervello per avere le informazioni giuste in fatto di velocità, direzione e angolo del servizio dell’avversario. Quelle selezioni di immagini dell’occhio tattico sono straordinariamente importanti perché danno le informazioni al nostro sistema nervoso centrale quando l'avversario impatta la palla. Dopodiché l'occhio tattico dice a quello tecnico: ‘ok ho fatto il mio lavoro, ora tocca a te’ e l'occhio tattico guarda l'impatto della propria azione. Contestualmente però osserva anche cosa succede nell'altra metà campo. I due occhi lavorano insieme ma hanno compiti ben precisi, e quindi coprire un occhio piuttosto che un altro significa limitarne le informazioni, stimolare entrambi gli occhi a lavorare meglio insieme e quindi potenziarli per renderli più performanti”

L’occhio bendato di Alcaraz? ''Per allenare i riflessi''. Un metodo che la FITP ha introdotto dal 2012

La società moderna - puntualizza il tecnico pugliese - regala pochi stimoli al nostro analizzatore ottico, ne limita lo sviluppo costringendoci a fissare con l’occhio tecnico il telefonino o il computer, cioè un bersaglio fisso, da molto vicino. E l’occhio tattico, non utilizzato, inevitabilmente si impigrisce. Già a partire dal 2012, con l’Istituto Superiore di Formazione, abbiamo deciso di attivare un settore che abbiamo chiamato “Sport Vision” dove sono inserite tecniche di allenamento per entrambi gli occhi, occhi che possono essere, e vanno, allenati. Quando un insegnante dice al proprio allievo: ‘impatta più avanti’ ma non conosce qual è l'occhio tecnico e quello tattico, gli dice qualcosa di astratto. Nel 2011 ho partecipato a un simposio internazionale dove era presente il grande Nick Bollettieri. Il maestro di un ragazzino, durante un esercitazione, continuava a gridare al suo allievo neutral stance, no open stance, neutral stance, senza risultati positivi. Bollettieri entrò in campo, fece un esercizio per stabilire l'occhio tecnico e l'occhio tattico, quindi le dominanze, gli coprì l'occhio tecnico e il ragazzino, giocando, in tre minuti e con un occhio bendato si mise in neutral stance così come l'insegnante gli chiedeva. Questo significa che le competenze di un insegnante sull’analizzatore ottico, consentono anche di utilizzare strategie di comunicazione affinché si possa insegnare senza insegnare”.

Michelangelo Dell’Edera (Foto FITP)

Michelangelo Dell’Edera (Foto FITP)

"Questo intervento di Nick Bollettieri - ricorda Dell'Edera - mi creò un bel po' di domande che abbiamo approfondito con i nostri tecnici optometristi (attraverso Sport Vision, appunto, ndr.) per elaborare metodologie di allenamento per l'occhio tattico e per l'occhio tecnico andando a stabilire la stance (cioè la posizione e l'allineamento dei piedi e del corpo del giocatore rispetto alla rete un attimo prima di colpire la palla, ndr.) e gli impatti corretti in base proprio alle dominanze visive”. 

In questo momento Alcaraz sta cercando di rivedere le sue tecniche per pulire ancora di più i suoi colpi e cercare di ottimizzare la performance. Ma non solo lui: lo fanno tutti i giocatori di vertice. Quando Novak Diokovic va a rispondere al servizio e muove le sopracciglia, sgrana gli occhi, li rotea, non è, come potrebbe sembrare, un tic... sta attivando il cervello per avere le informazioni giuste in fatto di velocità, direzione e angolo del servizio dell’avversario.

MICHELANGELO DELL'EDERA, Direttore ISF R. Lomba

Non a caso, nel progetto ludico-motorio promosso dalla Federazione Italiana Tennis e Padel “Racchette in Classe” viene regalato a tutti i bimbi coinvolti un quaderno che è intitolato: ‘Vedo, elaboro e mi muovo, per un'ottima educazione visiva e viso-posturale’ perché lo studio delle dominanze può essere portato anche tra i banchi di scuola.

“Stimare l'occhio tecnico e l'occhio tattico - conclude Dell’Edera - è importante per una corretta postura: se il tuo occhio tecnico è a destra, tenderai a flettere il capo verso sinistra perché la mano copre il bersaglio, che in questo caso è quello che stai scrivendo. Quindi, per poter vedere, devi flettere il capo verso sinistra assumendo una postura errata. In FITP, negli ultimi quindici anni, abbiamo costruito una progressione di esercitazioni molto semplice che aiuta praticamente ad allenare meglio l'occhio tecnico e l'occhio tattico ma soprattutto abbiamo trasmesso questo messaggio agli insegnanti per dare informazioni corrette agli allievi. Lo dico spesso: oggi noi abbiamo sempre più insegnanti che insegnano e meno che lanciano semplicemente palline”.

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