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La BBC celebra il boom del tennis italiano: l'intervista a Paolo Lorenzi

Il direttore degli Internazionali BNL d'Italia Paolo Lorenzi racconta al podcast della BBC "More than the score" gli ingredienti del successo che hanno reso l'Italia un modello tennistico oggi invidiato nel mondo

di | 13 luglio 2026

Billie Jean King Cup, un primo piano di Paolo Lorenzi (Foto FITP)

Billie Jean King Cup, Sara Errani in allenamento: sullo sfondo la capitana Tatiana Garbin (Foto FITP)

Il lavoro della Federazione Italiana Tennis e Padel, la creazione di SuperTennis, l'aumento dei tornei di tutti i livelli, il successo delle grandi competizioni. In un'intervista alla BBC per il podcast sportivo "More than the score", il direttore degli Internazionali BNL d'Italia Paolo Lorenzi racconta gli ingredienti del successo che hanno reso l'Italia un modello tennistico oggi invidiato nel mondo, esaltato dal secondo trionfo consecutivo di Jannik Sinner a Wimbledon.

"Questo processo è iniziato molti anni fa, direi circa 15 o 20 anni fa. Quello che vediamo oggi, tutti questi risultati, arriva da un lavoro partito da lontano. Abbiamo anche un canale televisivo che, secondo me, è stato davvero fondamentale: SuperTennis. È un canale gratuito e permette alle persone di guardare tennis tutto il giorno. Per noi, come Federazione, è molto importante. Poi organizziamo tantissimi eventi e tornei. Non abbiamo soltanto i tornei più prestigiosi, ma anche Future, Challenger e tornei WTA 125, e naturalmente sosteniamo anche i circoli italiani che li organizzano. Inoltre utilizziamo tutte le wild card disponibili per i giocatori italiani. Credo che anche questo sia stato un passo molto importante perché, alla fine, li aiutiamo a crescere, a disputare molti tornei, a confrontarsi con giocatori provenienti da altri Paesi. In più non devono spendere grandi somme per viaggiare" ha spiegato Lorenzi.

Ne derivano benefici, ha spiegato Lorenzi, sia per i giocatori sia per i loro coach. "Se devi giocare un Future o un Challenger fuori dall'Italia, devi pagare voli e spese di viaggio, e naturalmente tutto diventa un po' più complicato. Se invece giochi in Italia, magari il tuo allenatore può venire a vederti, stare con te qualche giorno, osservare le partite, capire meglio come stanno andando le cose" ha detto.

I grandi eventi, come gli Internazionali BNL d'Italia, le Nitto ATP Finals o le finali di Coppa Davis che si svolgeranno per il secondo anno consecutivo a Bologna, sono un catalizzatore di passione per il tennis. Lo dimostra il record di presenze nell'ultima edizione del Masters 1000 al Foro Italico e delle Finals a Torino. Sono anche l'occasione per trasmettere l'amore per il tennis alle nuove generazioni. "Portiamo tantissimi bambini ai nostri eventi. Quest'anno, a Roma, sono arrivati oltre 70.000 bambini durante le due settimane del torneo. Non vogliamo tenere i soldi per noi, ma investirli nei ragazzi e permettere loro di giocare a tennis - ha detto Lorenzi - Oggi siamo molto fortunati, perché in Italia tutti vogliono seguire il tennis, vogliono giocarlo. A Roma dobbiamo trovare sempre più spazio per il pubblico, e direi che questo è un bellissimo problema da avere. Siamo pronti a continuare su questa strada ancora per tanti anni".

Jannik è di nuovo Re: il trionfo a Wimbledon in 10 scatti

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La passione si alimenta chiaramente con i risultati. Jannik Sinner ha vinto il suo secondo Wimbledon consecutivo e tutti i primi cinque Masters 1000 del 2026, come mai nessuno aveva fatto in una singola stagione. Ma alle spalle del numero 1 del mondo c'è Flavio Cobolli, finalista al Roland Garros che ha debuttato in Top 10. A Parigi hanno brillato Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini, rientrati in Top 50. Complessivamente, negli ultimi sette Slam l'Italia ha sempre portato almeno due giocatori nei quarti in singolare maschile. All'ultimo Roland Garros sono arrivati in tre, un record, e due di loro, Cobolli e Arnaldi, avrebbero dovuto affrontarsi nella prima semifinale tutta italiana in un major. I successi in doppio di Simone Bolelli e Andrea Vavassori, in doppio misto di Vavassori con Sara Errani, di Jasmine Paolini e della stessa Errani in doppio femminile non fanno altro che esaltare il lavoro di squadra. E sono proprio le squadre azzurre il manifesto ulteriore di questo periodo d'oro: la nazionale maschile ha vinto le ultime tre Coppe Davis e quella femminile le ultime due Billie Jean King Cup. 

"Non so se sia possibile vincere ogni anno. Naturalmente sarà il nostro obiettivo. Se guardiamo ai nostri giocatori, sono tutti molto giovani. Abbiamo Sinner, Cobolli, Musetti, Tyra Grant. Sono tutti ragazzi giovanissimi. Poi ci sono Berrettini e Paolini, che possono trasmettere esperienza ai più giovani. Credo che questo mix sia davvero fondamentale" ha detto Lorenzi.

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E già si affaccia la nuova generazione: la 18enne Tyra Grant ha vinto a Wimbledon la sua prima partita in uno Slam. "Ci sono molte aspettative, ma credo che la Federazione possa aiutarla tantissimo. L'anno scorso faceva già parte della squadra che ha vinto la Billie Jean King Cup. Ha quindi avuto la possibilità di stare accanto a Jasmine, Sara Errani e a tutte queste campionesse. Questo le permetterà di crescere molto più rapidamente" ha detto. "Credo che questo gruppo e questi esempi aiutino enormemente i giovani. Lo stesso vale per gli uomini. Matteo Berrettini ha raggiunto la finale qui a Wimbledon qualche anno fa. Poi c'è Jannik, poi Musetti che ha disputato una semifinale. Anche Cobolli ha ottenuto un ottimo risultato al Roland Garros. Per molti giocatori un traguardo del genere rappresenterebbe il massimo della carriera, mentre lui sta già pensando: "Come posso vincere uno Slam?" Negli ultimi anni la mentalità in Italia è cambiata profondamente".

E' cambiata anche l'attenzione popolare, la passione dei tifosi per il tennis. "Credo che oggi tennis e calcio siano allo stesso livello - ha detto Lorenzi - Naturalmente noi vogliamo crescere ancora, ma non penso che le difficoltà della Nazionale di calcio siano il motivo del nostro successo. pero quindi che anche il calcio torni a fare ancora meglio, così potremo crescere insieme. Ma una cosa è certa: il tennis in Italia sta vivendo un vero boom. Quando vai al lavoro, oppure entri in un bar a prendere un caffè, la gente ti chiede: "Come sta andando Sinner? Che cosa ha fatto Musetti?" Significa che tutti parlano di tennis, ed è una cosa che fino a quattro o cinque anni fa semplicemente non accadeva".

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