Chiudi
Le parole del presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, a SuperTennis dopo la vittoria di Sinner in semifinale su Djokovic a Wimbledon. "Oggi abbiamo visto il Sinner che conosciamo. Quando entra in campo questo Jannik sembra di vedere un altro sport" ha detto. "La qualità e la quantità di giocatori di alto livello ci permette di essere protagonisti fino in fondo in tutti i più grandi tornei del mondo
10 luglio 2026
"Oggi abbiamo visto il Sinner che conosciamo. Quando entra in campo questo Jannik sembra di vedere un altro sport. La sua è un'altra dimensione, gioca con un'altra sicurezza, un altro approccio e anche un'altra professionalità complessivamente nella gestione del match" ha detto il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, commentando a SuperTennis il successo di Jannik Sinner in semifinale a Wimbledon contro Novak Djokovic.
"Avevo paura che il match diventasse molto più complicato. Tra l'altro secondo me Djokovic ha iniziato alla grande con l'approccio giusto, lo stato d'animo giusto, era ben centrato in palla, ma Jannik riesce sempre ad alzare il livello nei momenti giusti, tanto che non so se nei primi turni al momento buono, anziché chiudere il match, indugi un po' a cercare di rifinire gli ultimi aspetti che magari gli possano servire per i match più importanti. Credo che i grandi campioni debbano amministrarsi, e lui lo fa molto bene" ha sottolineato.

Jannik batte Nole: è rivincita
A Wimbledon non ha brillato solo Jannik Sinner. Abbiamo visto il debutto vittorioso in uno Slam di Tyra Grant, una Jasmine Paolini di nuovo protagonista dopo mesi non semplici, Flavio Cobolli capace di raggiungere il secondo quarto di finale Slam consecutivo e il terzo in carriera. In più abbiamo ritrovato Matteo Berrettini. "Ha confermato di esserci, di amare questa superficie, di essere un giocatore vincente, ancora di grandi prospettive che può servire molto al tennis italiano e alla squadra di Copa Davis che a Bologna dovrà difendere per la terza volta il titolo mondiale - ha detto Binaghi - Credo che se non avesse perso quel primo set con Dimitrov, visto anche come si era aperto il tabellone, magari oggi staremo parlando anche di storie differenti, però non si può avere tutto. La qualità e la quantità di giocatori di alto livello ci permette di essere protagonisti fino in fondo in tutti i tornei dello Slam, in tutti i più grandi tornei del mondo e ci permette anche di dimenticarci che abbiamo dei grandissimi giocatori che hanno delle defaillance fisiche come Lorenzo Musetti, che è uno dei nostri giocatori più forti e facciamo il tifo perché rientri più forti di prima nel più breve tempo possibile, o Mattia Bellucci che sull'erba avrebbe potuto fare un grande torneo. Pensate che dramma che sarebbe stato dieci o quindici anni fa se un italiano numero 15 del mondo italiano non avesse potuto giocare uno Slam. Oggi non ce ne accorgiamo neanche, perché siamo un grandissimo squadrone, abbiamo una generazione di ragazzi e ragazze irripetibili dentro e fuori dal campo".
Quello del tennis italiano, che ha festeggiato la presenza di almeno due giocatori nei quarti di finale in singolare maschile per il settimo Slam di fila, e un finalista per il secondo major consecutivo, non è un exploit casuale, spiega il presidente Binaghi. "La nostra è sttata una crescita graduale, e questo la rende più forte. Ci dà anche molte più prospettive perché significa che è una conquista strutturale e ci fa ben sperare che in un periodo ancora più lungo il tennis italiano possa mantenere un livello altissimo al quale non siamo stati abituati in tutta la storia del nostro tennis".
Per raggiungere questo livello ed essere oggi un punto di riferimento mondiale, ha detto Binaghi, "il primo step è stato avere coraggio di cacciare i mercanti dal tempio e diventare la casa di tutti. Questo vale anche per l'Istituto Superiore di Formazione che è diventato molto più inclusiva, un laboratorio di idee e di proposte continue e rappresenta oggi uno dei nostri più importanti obiettivi. Il secondo credo sia stata la creazione di SuperTennis, una grande piazza nella quale oramai milioni di appassionati del nostro sport si ritrovano ogni giorno, un punto di riferimento continuo, costante per tutti gli appassionati che fa crescere la nostra passione. Il terzo indubbiamente credo sia la gestione dei grandi eventi sportivi che da una parte sono diventati una grande cassa di risonanza per il tennis italiano e per i nostri giocatori, dall'altra ci danno le risorse che ci permettono di fare in modo che le società sportive del tennis per la prima volta nella storia, quelle virtuose, non paghino più tasse. Questo rende il tennis sempre più economico".
SuperTennis e gli investimenti per incentivare la pratica nelle scuole nelle scuole, sottolinea Binaghi, "rendono il tennis sempre più popolare. D'altro canto con i proventi delle grandi manifestazioni, come abbiamo iniziato già lo scorso anno a fare, cercheremo sempre di più di andare incontro alle società sportive, agli insegnanti di tennis e ai giocatori. Cercheremo di trasferire questo benessere che riusciamo a creare a tutte le categorie della nostra Federazione per far sì che il tennis costi sempre meno e che possa essere praticato da un numero sempre maggiore di persone perché il nostro unico obiettivo deve essere rendere il tennis meno costoso possibile. In questi anni ci stiamo riuscendo abbastanza bene, bisogna continuare su questa strada".