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È una realtà sempre più importante nel panorama federale e agonistico nazionale. Una passione senza data di scadenza. Mentre è in corso di svolgimento la 72ª edizione dei Campionati italiani assoluti Ladies e Over abbiamo incontrato il Vicepresidente Vicario FITP Gianni Milan per fare il punto sul movimento. E per gli appassionati, sarà possibile assistere in diretta alle ultime tre giornate, 11, 12 e 13 settembre, sulla piattaforma SuperTennis+
Max Grassi | 10 settembre 2026
C'è un tennis che spesso rimane lontano dai riflettori, ma che in Italia continua a crescere, a coinvolgere e soprattutto a dimostrare che la passione per la racchetta non ha una data di scadenza. È il tennis dei Veterani, una realtà sempre più importante nel panorama federale e agonistico nazionale.
Per fare il punto della situazione abbiamo raggiunto il Vicepresidente Vicario della FITP Gianni Milan. Classe 1958, Milan è il prototipo del dirigente costruito sul campo, visto che è stato agonista - con esperienze anche in Serie A - e tuttora è protagonista nei campionati veterani. “Tutti gli asset importanti del nostro movimento - mi riferisco a giovani, agonisti, scuole e veterani - stanno andando bene. È un trend di crescita importante in tutti questi settori ed evidentemente anche il settore dei veterani sta confermando questo momento molto positivo. Se i giovani sono il nostro futuro e il settore tecnico agonistico ha un’importanza cruciale per la nostra crescita, è chiaro che anche un movimento come quello degli Over e delle Ladies merita attenzione. La nostra Federazione ha sempre dimostrato di lavorare a 360 gradi per gestire al meglio, dal punto di vista organizzativo, tutta le nostre realtà. Sappiamo come una nazione come la nostra sia presa oggi ad esempio in tutto il mondo e quindi anche l'attività dei veterani gode dei benefici di essere gestita da una Federazione di qualità come la nostra”.
E in questo senso, i numeri dell'edizione 2026 dei Campionati Italiani Veterani parlano chiaro. A Cervia-Milano Marittima, dal 30 agosto al 13 settembre, sono coinvolti ben 603 giocatori, con 540 iscritti alle gare di singolare e 63 alle competizioni di doppio e doppio misto (per gli appassionati sarà possibile assistere in diretta alle ultime tre giornate di gare, l'11, 12 e 13 settembre, sulla piattaforma SupetTennis+).
Un record (quello dei partecipanti agli "italiani") che racconta meglio di qualsiasi slogan la vitalità del movimento. Ma il dato forse più significativo è un altro: l'età non rappresenta più un limite, bensì una delle caratteristiche distintive di questo movimento. I Campionati comprendono infatti categorie che partono dagli Over 35 e arrivano agli Over 85 e, in questa edizione, sono stati introdotti per la prima volta anche i tabelloni Ladies 80 e Over 85, ad ulteriore testimonianza di una longevità sportiva che, fino a pochi anni fa, non avremmo esitato a definire eccezionale.
“Vero, e questo fa molto piacere - commenta il 68enne dirigente sportivo che, nonostante un’importante operazione al ginocchio affrontata ai primi di marzo, è già in campo proprio a Cervia nel torneo di doppio -. Evidentemente queste persone hanno una passione infinita. Il fatto di arrivare a competere ancora a questa età, al di là di quello che può essere il risultato finale, penso sia uno stimolo unico. A livello mondiale vedo che ci sono campionati mondiali fino agli Over 90, a conferma di una straordinarietà del tennis che, davvero, si può giocare dai 4 anni fino al secolo di età. La cultura sportiva, di questi tempi - e parlo anche dal punto di vista nutrizionale - ha messo in evidenza come si può arrivare ad allungare la propria vita e il tennis, in maniera particolare, è uno sport che, anche secondo gli ultimi studi scientifici, offre molti benefici, soprattutto dal punto di vista cardiaco”.
In questi anni, il tennis dei Veterani è cambiato profondamente. Non è più soltanto il territorio degli ex agonisti che, terminata la carriera, decidono di continuare a giocare per divertimento. Oggi il circuito propone un'attività agonistica strutturata, con giocatori capaci di mantenere livelli tecnici e atletici notevoli anche ben oltre i cinquant'anni. Per molti di loro il torneo non è una semplice occasione di incontro: è una competizione vera, con classifiche, obiettivi, preparazione e la voglia di conquistare uno scudetto. A rendere particolare questo mondo è proprio la sua trasversalità: sullo stesso campo si incontrano giocatori che hanno alle spalle esperienze agonistiche di alto livello e appassionati che hanno scoperto, o riscoperto, il tennis in età adulta. Il risultato è una comunità sportiva nella quale competizione e socialità convivono continuamente.
“Se si scorrono i tabelloni dei campionati Over - riprende Milan - si scopre che ci sono molti Seconda categoria ed ex professionisti ATP e WTA. Questo vuol dire che anche questi atleti - che noi chiamiamo scherzosamente ‘ragazzi’ - nel momento in cui hanno concluso un percorso agonistico, vogliono entrare in un contesto magari meno professionale, più divertente, ma che continua ad essere stimolante. Questo fa bene non solamente al fisico ma soprattutto alla mente, perché hai un obiettivo: quello di essere ancora protagonista in Italia o di vincere un titolo internazionale anche a livello Master”.
La crescita non riguarda soltanto l'attività individuale. Anche i Campionati Italiani Veterani a squadre rappresentano un appuntamento ormai consolidato. Nel giugno 2026, alla Canottieri Padova, le Final Four hanno coinvolto 16 squadre nelle categorie Over 35, Over 60, Over 65 e Lady 65 (a conquistare i titoli sono stati Tc Parioli, Ct Etruria, Next Gen e Tennis Roma). “L'aspetto del team - aggiunge Milan - è fondamentale per la nostra Federazione. Già da giovanissimi insegniamo quanto la maglia azzurra sia per noi un simbolo e un valore imprescindibile. Poi è chiaro che, quando si arriva ad una certa età, dopo aver fatto questo tipo di percorso, il torneo a squadre viene vissuto in maniera molto più ludica e diventa un momento di divertimento sportivo. Anche dal punto di vista sociale, quando fai parte di una squadra, non c'è quella differenza che può essere manifestata in altri ambienti: qui siamo tutti uguali, siamo persone che hanno l’obiettivo di andare a giocare - vincere o perdere importa relativamente - per poi, dopo la stretta di mano, andare insieme a bere una birra o mangiare un buon piatto”.
Va detto poi che il tennis dei Veterani svolge una funzione importante all'interno dei circoli. Gli atleti più esperti sono spesso una presenza stabile nella vita quotidiana dei club: giocano, organizzano tornei, partecipano alle competizioni a squadre e contribuiscono a mantenere vivo quel senso di appartenenza che rappresenta uno degli elementi fondamentali della cultura tennistica. “L’esperienza dei veterani - sottolinea il Vicepresidente Vicario che da 26 anni è nel consiglio direttivo della FITP - può essere un esempio per i più giovani che vedono persone di una certa età che ancora si allenano in palestra e che giocano anche col caldo, che sudano, soffrono e però, tutto sommato, si divertono. Andare in campo con gioia, con il sorriso è fondamentale, invece, purtroppo tanti giovani oggi vivono lo sport come un momento di verifica e, si caricano di tensioni eccessive, e si divertono poco. E quando ci si diverte poco si gioca anche peggio”.
C'è poi un aspetto che merita particolare attenzione: la longevità sportiva. Come detto, in un'epoca nella quale si parla sempre più di prevenzione, attività fisica e qualità della vita, il tennis è uno strumento straordinario per rimanere attivi anche in età avanzata. La possibilità di competere contro avversari della stessa fascia d'età permette di mantenere un obiettivo agonistico senza rinunciare alla componente sociale.
“Noi abbiamo la fortuna di essere appassionati di uno sport meraviglioso che ti accompagna fino a quando la salute te lo consente. Per questo per noi, come Federazione, resta fondamentale l’attività amatoriale. La nostra società spesso ci porta ad isolarci mentre noi, attraverso i circoli o il movimento TPRA con i vari rodei, vogliamo cercare di far giocare sempre più persone all’interno di attività organizzate”.
Tra le tante domande che abbiamo rivolto al Vicepresidente FITP, una sola ha messo in difficoltà Gianni Milan: quella sul numero di titoli italiani Over conquistati in carriera: “Proprio non saprei dire, ma si va dai 15 ai 20 - risponde divertito -. A parte questo nella mia vita professionale ho avuto la fortuna di attraversare tutte le figure professionali del tennis. Vado orgoglioso dei miei inizi come raccattapalle, perché ho imparato a giocare a tennis guardando gli altri. Non avevo i soldi per poter permettermi un maestro o di fare una scuola tennis. Quando ero ragazzo, in vacanza non si andava e così i miei genitori mi mandavano a raccogliere palline. Poi sono diventato giocatore e, nel mentre, ho fatto la mia carriera professionale, come dirigente di circolo, poi di Comitato e anche come capitano di squadra. Ma in tutti questi anni non ho mai abbandonato l'attività agonistica, perché dentro di me c'è sempre quello spirito di voler competere, un modo essenziale per tenermi vivo. A me piace allenarmi in palestra ma è fondamentale avere un obiettivo, che magari può essere anche una sola partita. L'anno scorso, ad esempio, ho giocato e vinto il titolo a squadre a Merano Over 65. Per me era un appuntamento importante e mi sono allenato un anno solo per quel match”.
Dopo sei mesi di stop per una protesi resasi necessaria per gestire un ginocchio malandato, Milan però è pronto per tornare in campo a Milano Marittima: “Ma giocherò tranquillo e sciolto, senza ambizioni di vittoria. La cosa importante, dopo l’operazione che è avvenuta il 4 marzo, è essere lì e giocare. Il fatto di non avere più dolore e di poter giocare un po' a tennis, per me è già un grande traguardo. Perché, se i successi di questa Federazione sono incredibili - conclude il dirigente vicentino - e riempiono di soddisfazione, una soddisfazione però dilatata nel tempo, un passante di diritto ben giocato resta un’esplosione di gioia senza tempo”.
Insomma, la categoria Veterani non è un'appendice del tennis italiano: è un movimento autonomo, maturo e in espansione. E forse il suo messaggio più importante va oltre il risultato di una partita. Perché nel tennis, quando si supera una certa età, vincere non significa necessariamente soltanto sollevare una coppa. Significa continuare ad allenarsi, tornare in campo dopo un infortunio, affrontare un avversario, giocare ancora un'altra partita, ritrovare gli amici del circolo o, semplicemente, avere ancora un motivo per preparare la borsa e prendere la racchetta.
Il record di iscritti ai Campionati Italiani 2026 dice dunque qualcosa di molto semplice: in Italia il tennis non finisce con l'età. Cambia ritmo, cambia prospettiva, ma continua a essere una sfida. E per tantissimi giocatori quella sfida è ancora terribilmente seria.