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Sardegna, viaggio nei borghi dove il tempo rallenta

Lo sport professionistico vive di tempi sempre più congestionati, sempre più veloci ma nella Rete dei borghi caratteristici della Sardegna si può recuperare il gusto per la lentezza

11 marzo 2026

Il Borgo di Posada e il Castello della Fava (Foto Valentino Selis)

Il Borgo di Posada e il Castello della Fava (Foto Valentino Selis)

Lo sport professionistico vive di tempi sempre più congestionati, sempre più veloci. Ma non bisogna perdere il gusto per il tempo lento e per la profondità, il tempo di godersi tutti i profumi dell'esistenza. Recuperare modelli sostenibili è possibile nella ‘Rete dei Borghi caratteristici della Sardegna’, un patrimonio paesaggistico, culturale e identitario, diffuso da secoli in tutta la regione.

Caratteristico il borgo medievale di Aggius, in Gallura, dove ci si può perdere lungo stradine in pietra granitica, in particolar modo nel corso della Settimana Santa. Nel suo patrimonio identitario spicca il caratteristico tappeto a dati, composto da fasce di differenti elementi geometrici. L'intreccio di fili di lana racconta come la pazienza e la precisione riescano a dare colori diversi a un gesto ripetuto, sempre uguale e sempre diverso; e come la concentrazione diventi prezioso alleato, come nell'allenamento dei campioni del tennis che forgiano il colpo perfetto.

I colori dei tappeti brillano anche ad Atzara, borgo d'arte e vini: qui si può viaggiare alla scoperta di Domus de Janas, ammirare il museo d'arte moderna e contemporanea, osservare gli ettari di vigne che connotano il paesaggio.

Donne in costume a Aggius (Andrea Altea)

Donne in costume a Aggius (Andrea Altea)

In Gallura colpisce anche Tempio Pausania, la “città di granito” circondata da fonti e foreste verdi. Celebre per la lavorazione di granito e sughero, per i vini (vermentino, karana e moscato) e per lu Carrasciali Timpiesu, carnevale allegorico per eccellenza, lascia un segno negli sguardi dei turisti che si fermano a contemplare Piazza Faber, intitolata a Fabrizio De André e l'installazione progettata in collaborazione con Renzo Piano.

Il filo rosso che unisce Genova e la Sardegna coinvolge anche la fondazione di Castelsardo, nella punta opposta del golfo dell’Asinara, creazione della casata genovese dei Doria nel 1100.

E ancor di più a Carloforte, enclave ligure nel sud dell'isola, che conserva lingua e cultura dei fondatori, le famiglie di pescatori originarie di Pegli ma provenienti da Tabarka, isola tunisina, dove erano stati esiliati e poi riabilitati dal re Carlo Felice, che concesse loro di colonizzare l’isola di San Pietro, dove fondarono Carloforte; non a caso il dialetto parlato qui è il tabarchino.

Uno scorcio di Carloforte (Foto Antonio Saba)

Uno scorcio di Carloforte (Foto Antonio Saba)

La bellezza del paesaggio trionfa a La Maddalena, perla del Mediterraneo. È l'unica isola abitata nell'arcipelago gallurese a cui dà il nome, cuore di un'area marina protetta e di un parco nazionale, che oggi cattura i desideri di chi sogna una vacanza immerso in una natura senza pari.

Breve il tragitto dalla Gallura alle Baronie, dove in vista della Pasqua si fa ancora più affascinante l'aura mistica che circonda Galtellì. Qui la devozione incontra il mito letterario, perché proprio in questo borgo Grazia Deledda ambientò ‘Canne al Vento’: a lei è dedicato il bellissimo parco letterario del paese. Un luogo per pensare, per contemplare, per riscoprire la magia della lettura. Un luogo per guardarsi dentro, qualità che caratterizza i grandi campioni del tennis.

Centro di La Maddalena (Foto Sergio Boccardo)

Centro di La Maddalena (Foto Sergio Boccardo)

La storia emoziona a Posada, un vero e proprio labirinto di pietra in cui sorprendersi tra scalinate e piazzette: dalla cima del castello della Fava, poi, si ammira un paesaggio mozzafiato. Siamo infatti nel parco di Tepilora, una delle aree verdi più grandi della Sardegna, dove ci si può riappropriare del proprio tempo percorrendo sentieri che si snodano tra foreste, sorgenti, lagune e dune di sabbia, osservando i fenicotteri rosa nello stagno di San Giovanni o semplicemente godendosi sole e mare nell'omonima spiaggia.

Il Medio Evo rivive a Bosa, con il suo indimenticabile quartiere storico di sa Costa con le sue case colorate sulle pendici del colle di Serravalle, dominato dal castello dei Malaspina, da cui si ammira il panorama della città. I più romantici non potranno negarsi una passeggiata sul Ponte Vecchio che cavalca il Temo, l'unico fiume navigabile in Sardegna.

Bosa, il borgo e il castello (Foto Ivoha)

Bosa, il borgo e il castello (Foto Ivoha)

Il tempo sembra essersi proprio fermato a Lollove, piccolo villaggio medievale ormai semideserto, frazione di Nuoro, nel quale sembra aleggiare ancora l'eco dell'antica maledizione lanciata, secondo la leggenda, da monache costrette ad abbandonarlo per uno scandalo. In questo viaggio dentro un'epoca lontana, vie strette e ripide salgono lungo una collina e permettono di godere di un panorama dal fascino misterioso.

Nel Nuorese,  incastonato fra montagne, boschi e sorgenti, Oliena riassume tutta l'essenza della Barbagia: un monumento alla natura, alle tradizioni artigiane, alle produzioni locali come l'olio o il vino Nepente, il celebre cannonau venerato da Gabriele D’Annunzio. Da qui si può partire per esplorare la Valle di Lanaitto, il villaggio di Tiscali, la fonte Su Gologone.

Lollove (Foto Club dei Borghi più belli d'Italia)

Lollove (Foto Club dei Borghi più belli d'Italia)

Le bellezze naturali a Oliena (Foto Ettore Cavalli)

Le bellezze naturali a Oliena (Foto Ettore Cavalli)

Nella Barbagia di Ollolai sorge Gavoi, famoso per i balconi fioriti, che diventano protagonisti assoluti in occasione del festival “L'isola delle storie” in programma a luglio. In quella di Seulo è tutto da scoprire, invece, Sadali, per la cascata di San Valentino, il “santo che sposa” per i sadalesi, in pieno centro storico. Paesi dove l’identità si costruisce giorno dopo giorno, con la stessa pazienza con cui si tratteggia uno scambio dalle geometrie fuggevoli, dagli equilibri variabili, sulla terra rossa.

Nel cuore della Sardegna, nel Sarcidano, natura, archeologia e spiritualità convivono a Laconi, luogo per eccellenza dei menhir, dove nacque Sant’Ignazio, venerato da migliaia di pellegrini. Di notevole impatto anche il parco Aymerich, un’oasi di 22 ettari che prende il nome dal creatore di questa autentica riserva naturale, don Ignazio Aymerich Ripoll, appassionato di botanica, che importò piante rare sull'isola dalla metà dell'Ottocento.

Gavoi durante L'Isola delle Storie

Gavoi durante L'Isola delle Storie

Una vista di Laconi

Una vista di Laconi

Storia e natura raccontano anche l'identità profonda di Sardara, nel Medio Campidano, legata alle sorgenti termali, dalle Aquae Neapolitanae, sfruttate dai romani, ai moderni centri wellness, l'ideale del corpo sano e della mente in salute assume tangibile concretezza, visibile forza.

In questi borghi il viaggio diventa un’esperienza di ritmo e respiro: non il ritmo frenetico dei calendari sportivi, ma quello più umano di una partita dal sapore antico, con l'intelligenza e la sagacia predominanti sulla forza. Perché, come sanno bene i grandi interpreti del tennis e del padel, a volte per vincere il punto decisivo non serve accelerare: basta trovare il tempo giusto.

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