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Primi allenamenti sui campi del Khalifa International Complex per i 16 atleti della Nazionale azzurra convocati da Marcela Ferrari, Filippo Scala e Saverio Palmieri
Francesca Paoletti, da Doha | 01 novembre 2026
36 gradi, afa, integratori e profumo di crema solare. Tutto intorno una struttura moderna e bandiere che raccontano un evento speciale, che vede impegnate tutte le realtà padelistiche del mondo. Doha accoglie così le 32 squadre che, fino a sabato 7 novembre, si affronteranno per la FIP World Cup Padel 2026.
Per i 16 azzurri convocati per questa occasione, è stata una giornata di allenamenti al Khalifa International Complex; bisogna provare i campi, testare le condizioni, la luce e, soprattutto, il caldo... sotto gli occhi di Marcela Ferrari e di Saverio Palmieri e Filippo Scala, che sono al suo fianco rispettivamente per la Nazionale femminile e per la Nazionale maschile.
C’è l’emozione per il prestigio di indossare ancora una volta la maglia azzurra, e la tensione che accompagna la vigilia di ogni grande evento sportivo. “Quando si gioca con la maglia dell’Italia, quando siamo in squadra sappiamo di poter lottare per ottenere le cose più belle – spiega la Capitana Marcela Ferrari - . Questi ragazzi in gruppo hanno una energia particolare e riescono sempre a dare di più. Però dobbiamo restare con i piedi per terra, perché sappiamo che tanti Paesi stanno lavorando bene come noi. Vogliamo arrivare sul podio: questo è il nostro obiettivo. Ma gli altri Paesi non ce lo renderanno facile. Dieci anni fa il Mondiale era diverso; oggi non si possono indicare soltanto due Paesi forti, ci sono tante Nazionali competitive, sia nel maschile sia nel femminile. Noi stiamo lavorando per ottenere il massimo ma una cosa posso dirla con assoluta certezza: in questa settimana lasceremo il cuore e l’anima sul campo”.
C’è l’emozione per il prestigio di indossare ancora una volta la maglia azzurra, e la tensione che accompagna la vigilia di ogni grande evento sportivo. “Quando si gioca con la maglia dell’Italia, quando siamo in squadra sappiamo di poter lottare per ottenere le cose più belle – spiega la Capitana Marcela Ferrari - . Questi ragazzi in gruppo hanno una energia particolare e riescono sempre a dare di più. Però dobbiamo restare con i piedi per terra, perché sappiamo che tanti Paesi stanno lavorando bene come noi. Vogliamo arrivare sul podio: questo è il nostro obiettivo. Ma gli altri Paesi non ce lo renderanno facile. Dieci anni fa il Mondiale era diverso; oggi non si possono indicare soltanto due Paesi forti, ci sono tante Nazionali competitive, sia nel maschile sia nel femminile. Noi stiamo lavorando per ottenere il massimo ma una cosa posso dirla con assoluta certezza: in questa settimana lasceremo il cuore e l’anima sul campo”.
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Il Mondiale è la conclusione di lusso di una stagione 2026 particolarmente impegnativa: “È stato un anno molto positivo per il padel italiano – prosegue la Ferrari - , stiamo crescendo tantissimo e lo vediamo sia in campo maschile sia in campo femminile. Sono arrivati risultati di rilievo nei tornei più importanti, e i nostri giocatori sono in posizioni rilevanti del ranking Premier. Per noi è un momento molto positivo e il segnale che stiamo lavorando nel modo giusto; abbiamo ottenuto medaglie con i più giovani alle Universiadi, e abbiamo vissuto giornate indimenticabili a Taranto, dove il padel è stato inserito per la prima volta nei Giochi del Mediterraneo. Il Mondiale è la ciliegina su questa stagione; siamo a Doha con molte aspettative, con ansia e nervosismo, perché vogliamo portare la maglia italiana dove merita di stare”.
Nell’immenso Media Centre della struttura è in corso il sorteggio dei gironi (l’Italia ha pescato Svezia, Egitto e Indonesia nel femminile; Brasile, USA e Messico in quello maschile, ndr) quando gli azzurri tornano in campo per la seconda sessione di allenamento di giornata; ci sono i veterani, i volti che hanno portato il padel italiano ad un grado di assoluto prestigio a livello internazionale - da Cracovia 2023 ai recenti Giochi del Mediterraneo di Taranto, sudore, passione e una pioggia di medaglie – e al loro fianco i tre volti nuovi della spedizione azzurra - Clarissa Aima, Caterina Baldi e Michele Brambilla – che giocano, osservano, studiano: “La forza di questa squadra? – chiediamo a Saverio Palmieri - Prima di tutto il gruppo, sono molto affiatati tra loro; poi c’è l’attaccamento alla maglia, che ti permette sempre di dare sempre qualcosa in più; infine, anche una forma di riconoscenza per ciò che la Federazione sta facendo. Sapere di avere una struttura alle spalle che ti sostiene fa sì che, quando giocano per la maglia azzurra, giochino per sé stessi, per i compagni e anche per tutte quelle figure che li sostengono durante l’anno. Vediamo una grande crescita dei ragazzi e delle ragazze sotto tutti i punti di vista: nella professionalità, nel modo in cui si comportano anche fuori dal campo, la cura dei dettagli negli allenamenti, nell’alimentazione e nell’utilizzo della palestra. Sono tutte cose che in passato si vedevano meno. Ora nel padel, anche a livello mondiale, l’età si sta abbassando sempre di più; una volta c’erano atleti di grande esperienza, ed erano competitivi perché conoscere il gioco e le situazioni rappresentava un piccolo vantaggio; oggi invece il padel si sta velocizzando, sta diventando sempre più fisico e di potenza. C’è un passaggio evolutivo e, dato che lo sport sta diventando più fisico, più si è giovani più si possono avere vantaggi”.
Nella storia della competizione, la Nazionale femminile ha conquistato tre medaglie di bronzo consecutive nelle ultime tre edizioni; la Nazionale maschile nel 2024, sempre a Doha, chiuse con uno storico quarto posto.
“Penso che sarà un Mondiale difficile – spiega Filippo Scala - , perché il livello generale è cresciuto in tutto il mondo. Non ci sono più soltanto Spagna e Argentina, anche se restano ovviamente le grandi favorite; dietro di loro, ogni partita è da giocare e ogni incontro sarà una battaglia, perché il livello di tutte le Nazionali si è alzato molto. Questa continua crescita è una cosa bella per lo sport e per il padel. E’ stato un anno impegnativo, i Mondiali rappresentano il terzo grande evento dopo le Universiadi e i Giochi del Mediterraneo. Alle Universiadi abbiamo portato un gruppo di giovani, tutti under 25 e nonostante molti fossero alla prima convocazione con la maglia azzurra, si è rivelata una bellissima sorpresa: un grande gruppo, che ha dato tutto per la maglia portando a casa due medaglie d’oro e un argento a squadre. Anche i Giochi del Mediterraneo sono stati molto positivi e abbiamo conquistato quattro medaglie. Ogni volta che si avvicina un grande evento questo gruppo riesce sempre a metterci qualcosa in più, una forza difficile da spiegare a parole. Sarà difficile, ma sarà anche divertente mettersi alla prova”.