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Mondiali Universitari: è medaglia d’oro per Bonnefoy e Brambilla

Colpaccio dei due giovani azzurri a Malaga, nella prima volta del padel ai FISU World University Championship: dopo aver eliminato in semifinale i favoriti Jerez/Ferran, si prendono la medaglia d’oro vincendo in rimonta la finale tricolore con Platania/Iacovino. Nel femminile sfuma il bronzo per Ligotti/Rosi

di | 11 luglio 2026

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Noa Bonnefoy (sinistra) e Michele Brambilla (foto FISU)

Prima volta del padel ai Giochi Europei, tre anni fa a Cracovia? Italia protagonista. Prima volta del padel ai FISU World University Championship, questa settimana a Malaga? Italia protagonista, ancora una volta. Quando c’è la possibilità di metterci lo zampino, i nostri padelisti si fanno sfuggire di rado l’occasione, come confermato nell’edizione inaugurale del Mondiale universitario, riconosciuto dall’International Padel Federation. Così, dopo cinque giorni di battaglie sui campi indoor del Fantasy Padel di Malaga, a sorridere con la medaglia d’oro al collo ci sono due azzurri, i giovani Noa Bonnefoy e Michele Brambilla, campioni a sorpresa in un tabellone nel quale partivano come terza coppia del seeding.

Vuol dire che i favoriti erano altri, in particolare i due spagnoli Alejandro Jerez Carnero e Ferran Gonzalez Zamorano, che i nostri hanno sconfitto per 7-6 6-3 nella semifinale di venerdì, oppure gli altri azzurri Simone Iacovino e Matteo Platania, accreditati della seconda testa di serie e giunti a loro volta in finale, con tre ottime vittorie. Hanno assaporato il titolo aggiudicandosi il primo set, ma poi alla lunga è emersa la superiorità dei due connazionali, entrambi classe 2005, fra i giovani più in vista (e più in crescita) del nostro movimento.

Piacentino Brambilla, milanese il compagno Bonnefoy, hanno costruito la rimonta punto dopo punto, fino a chiudere con il punteggio di 4-6 6-3 6-4 e aggiudicarsi la prima medaglia d’oro di una competizione subito capace di attirare protagonisti da una ventina di nazioni diverse, ma destinata a crescere ancora e ancora. Per i due campioni, che da oltre un anno hanno deciso di giocare insieme a tempo pieno, è un’iniezione di fiducia importantissima, verso traguardi ancora più importanti nel circuito “pro”.

Simone Iacovino (sinistra) e Matteo Platania (foto FISU)

Simone Iacovino (sinistra) e Matteo Platania (foto FISU)

Nel tabellone femminile è invece sfumato il sogno di Giorgia Rosi e Francesca Ligotti di mettersi al collo la medaglia di bronzo. Dopo la sconfitta in semifinale contro le spagnole Dominguez/Sanchez (6-4 6-2), la ternana e la piemontese hanno avuto un’ulteriore chance di medaglia nella finale per il terzo posto, di fronte alle francesi Bahurel/Mansart. In mattinata se la sono giocata alla pari per due set, ma hanno avuto la meglio le transalpine, a segno col punteggio di 6-4 7-6.

Hanno invece chiuso il loro Mondiale universitario con una vittoria le altre due azzurre in gara nel tabellone femminile, Camilla Livioni e Flavia Coppola. Eliminate nei quarti da Dominguez/Sanchez, le italiane hanno vinto il tabellone di consolazione per il quinto posto finale, battendo prima le austriache Schmid/Schondorfer e quindi le olandesi Bernard/Lomans (6-4 6-1).

Nel tabellone del misto, invece, l’Italia ha chiuso con un nono e un diciassettesimo posto. A chiudere nella top-10 sono stati Matteo Viviano e Francesca Candelieri, fuori agli ottavi del main draw (6-3 6-2 dagli spagnoli Fernandez/Candelo) ma poi capaci di aggiudicarsi tre partite nel tabellone per il nono posto, battendo prima i libanesi Breiny/Boustany, poi i polacchi Olech/Fratczak e quindi in finale gli olandesi Lomans/Hermus, dominati con un doppio 6-1.

Addirittura quattro di fila le vittorie che hanno garantito il 17° posto a Giulia Pisano/Filippo Necchi, eliminati all’esordio nel main draw, causa sorteggio complesso contro i francesi Deknuydt/Mansart. Ma dopo la sconfitta i due azzurri hanno ottenuto il massimo risultato possibile, battendo – sempre in due set – gli argentini Mazzolini/Fidelibus, gli ungheresi Haddad/Schmidt-Bohn, gli arabi Aljuzayri/Alabdullatif e in finale gli austriaci Felber/Schondorfer.

Giorgia Rosi (sinistra) e Francesca Ligotti (foto FISU)

Giorgia Rosi (sinistra) e Francesca Ligotti (foto FISU)

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