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Carlotta Casali: “Ero una di quelle che snobbava il padel, poi a Madrid…”

E sul Team Italia: “Con noi potrebbero fare un reality… anche se qualche parte andrebbe censurata!”

di | 25 ottobre 2025

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Gli Europei di padel di Cadice sono appena andati in archivio; Carlotta Casali al centro del campo è in cerca della posa migliore, per una foto che rimarrà impressa nel cuore.
 
E pensare che la tua avventura in azzurro era iniziata in un modo un po’ rocambolesco…
“Vero, la mia prima convocazione fu per l’Europeo di Roma. Puoi immaginare l’orgoglio di ricevere quella chiamata e cosa è accaduto…? Il giorno prima mi sono fatta una distorsione alla caviglia. Andai comunque per fare il tifo per la squadra, però mi è sempre rimasta addosso un po’ la delusione di quel mancato esordio”.
 
Qual è la tua qualità migliore?
Penso di avere molta grinta. Ci sono giornate in cui sento meglio la palla e sono più pericolosa, però anche nelle giornate no io sono sempre lì a lottare. La mia miglior qualità è che mentalmente non mollo mai”.
 
Il gruppo azzurro è formato da un nucleo storico e da un nuovo innesto (Giulia Dal Pozzo, ndr). Com’è questo gruppo visto dall’interno?
“Si potrebbe fare un reality. Anche se qualche parte forse la dovremmo censurare.... Ognuna ha le sue caratteristiche di gioco e anche personali. Giulia, al suo primo anno, è entrata con delicatezza, però anche con molta personalità. È divertente, quando si scioglie chiacchiera molto. Carolina ha una grande personalità, è molto estroversa, chiacchiera, fa domande a tutti, tiene banco. Emily è molto esperta, sta qui da tanti anni. Giorgia ci fa ridere tanto. Hanno tutte tantissime qualità”.
 
Nella scelta della tua compagna di squadra, quanto è importante essere amiche?
Passiamo tanti giorni fuori casa, tante ore con una persona che scegli principalmente per come gioca. È bello quando c’è una bella relazione, quelle ore si fanno divertenti, piacevoli e non diventano un peso. È bello quando c’è sintonia ma è anche capitato di giocare a lungo con una compagna solo perché arrivavano risultati, una persona che non sarebbe stata la mia migliore amica. La priorità è giocare bene insieme, se poi ci si trova anche bene di persona è meglio”.
Qual è il sogno della tua vita, della tua carriera?
In questo momento sono molto concentrata su un miglioramento interiore. Aspiro a riuscire a rendere in campo, a tirare fuori tutto quello che ho. Migliorare e parallelamente riuscire a esprimerlo. A volte la competizione è una trappola, è un gioco molto mentale e forse mi sono mancati alcuni aspetti. La parte più stimolante è riuscire a esprimersi al meglio e questo è il mio obiettivo adesso.
 
E' vero che all’inizio snobbavi il padel?
Devo essere sincera, io ero una di quelle tenniste snob che dicevano che il padel era per quelli scarsi. Poi però sono finita in Spagna, a Madrid, per scrivere parte della mia tesi di laurea in giurisprudenza e ho visto il padel da tutt'altra prospettiva. E’ stata una esperienza cruciale, mi ha cambiato la vita”.
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