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Classe 2005, alle Universiadi dello scorso luglio ha vinto una storica medaglia d’oro al fianco di Noa Bonnefoy. Ora la prima convocazione in Nazionale maggiore
Francesca Paoletti, da Doha | 04 novembre 2026
Gli sono bastati pochi minuti per innamorarsi di questo sport, e solo pochi mesi per trasformare l’azzurro nel colore del suo cuore. Piacentino, classe 2005. Michele Brambilla è la ‘new entry’ della Nazionale italiana di padel. Già protagonista alle Universiadi di Malaga, sta vivendo a Doha la prima esperienza in Nazionale maggiore.
Possiamo definirli i mesi più belli della sua giovane carriera?"
Sì, assolutamente. Tutto è partito con l’esperienza di Malaga delle Universiadi, dove abbiamo vinto l’oro, io e Noa. Da lì è stato tutto un crescendo, con la convocazione prima al raduno e poi in Nazionale, che è stato probabilmente uno dei momenti più belli della mia vita e sicuramente il momento più bello a livello padelistico. Sono felicissimo. Ringrazio la Federazione, Marcela, Saverio e Filo per la fiducia che hanno riposto in me. Siamo pronti, io e tutta la squadra, a dare il meglio in questa esperienza”.
Qual è la cosa più importante, bella, e soprattutto formativa di questi giorni al fianco di questi ragazzi?
"Sto cercando di apprendere più cose possibili da loro. Tutti i ragazzi hanno molta esperienza e io sto cercando di prendere più consigli possibili da tutti loro su come gestire la settimana, perché le giornate sono molto lunghe e bisogna dosare bene le energie. Bisogna capire quando riposarsi, quando invece stare insieme, fare gruppo: secondo me è fondamentale. Siamo un’ottima squadra, dentro e fuori dal campo, e questa cosa ci sta aiutando anche a livello di energie. Poi sicuramente il fatto di potermi allenare con loro mi sta facendo capire tantissime cose a livello di gioco e di strategia. Sono fortunato a poter condividere questa esperienza con loro”.
Come è iniziata la sua avventura in questo sport?
“Ho iniziato grazie ad Andrea Marchi e Matteo Repetti, che a novembre 2022 hanno aperto un circolo a Piacenza. A seguito di un torneo amatoriale, mi hanno proposto di iniziare a giocare a padel una volta a settimana, il sabato mattina, perché allora giocavo ancora a tennis. Ho accettato per provare ed è stato subito amore a prima vista”.
Quali sono i suoi punti di riferimento, i giocatori che le piacciono di più?
"Il mio giocatore preferito è sicuramente Ale Galán. Per me è il giocatore perfetto: non sbaglia niente, è perfetto in tutto. Come fonte di ispirazione prendo sicuramente lui”.
La medaglia d’oro delle Universiadi dove la tiene?
"In cameretta, sopra la scrivania dove studio, così la vedo tutti i giorni. Sicuramente è il traguardo più prestigioso della mia giovane carriera e speriamo di raggiungerne tanti altri di questo livello”.
Cosa ha provato ieri sera, sul Campo Centrale, durante l’inno di Mameli?
"Un’emozione incredibile. Avevo un sorriso che non finiva più e soprattutto pelle d’oca altissima. Una grandissima emozione. Mi ritengo veramente fortunato a poter condividere un’esperienza del genere con la squadra, a poter provare un’emozione del genere. Speriamo che finisca per il meglio”.