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Quattro giornate di ottimo tennis, sfide combattute e uno sguardo rivolto al futuro. I Campionati Italiani a Squadre Maschili di Wheelchair Tennis confermano la crescita del movimento e il valore di un'attività sportiva sempre più orientata alla partecipazione, alla condivisione e alla valorizzazione dei giovani
Gianluca Vignali | 08 ottobre 2026
Dal 1° al 4 settembre 2026, Verona ha ospitato i Campionati Italiani a Squadre Maschili di Wheelchair Tennis, quattro giornate di competizione che hanno regalato incontri di buon livello tecnico, grande equilibrio e momenti di autentica intensità agonistica. A conquistare il titolo tricolore è stato, per la terza volta nella propria storia, il Circolo Tennis Terranova di Olbia, che ha confermato la propria posizione ai vertici del wheelchair tennis nazionale.
Per il secondo anno consecutivo, la formazione sarda, formata da Luca Arca, Marco Pincella e capitanata da Gioele Tedde, ha affrontato nell'atto conclusivo il Circolo Tennis Giotto di Arezzo, dando vita a una finale che ha rinnovato una rivalità sportiva ormai consolidata.
Nonostante il risultato finale possa far pensare a una vittoria agevole, la sfida per il titolo tricolore ha regalato momenti di grande equilibrio e intensità agonistica, soprattutto nel primo singolare, che ha visto affrontarsi Pasquale Greco e Marco Pincella. Greco è riuscito a mettere seriamente in difficoltà il proprio avversario, dando vita a un incontro avvincente, caratterizzato da scambi combattuti e da un equilibrio che ha reso incerto l'esito della sfida.
Alla fine, è stato Pincella ad avere la meglio, ma non senza aver dovuto affrontare una prova particolarmente impegnativa. Più agevole, invece, il successo ottenuto nel secondo singolare da Luca Arca, attuale numero uno del wheelchair tennis italiano e numero 40 della classifica mondiale, che ha superato Lorenzo Degl'Innocenti, completando così il successo del CT Terranova.
Un plauso particolare va comunque al Circolo Tennis Giotto di Arezzo, che, sotto la guida del maestro Giacomo Grazi, si presenta ogni anno a questo appuntamento con grande determinazione, spirito competitivo e una preparazione che si traduce costantemente in risultati di assoluto rilievo. La continuità dimostrata dalla formazione aretina testimonia la qualità del lavoro svolto dal circolo e la passione con cui viene portato avanti il progetto sportivo. Due finali consecutive rappresentano un risultato importante, ma anche uno stimolo per continuare a crescere.
Il percorso verso la finale ha offerto incontri particolarmente combattuti, alcuni dei quali decisi soltanto al doppio di spareggio. Tra questi, merita una menzione speciale la semifinale tra il CT Giotto di Arezzo e la Canottieri Baldesio, una sfida equilibrata e avvincente, risolta proprio nell'incontro decisivo di doppio, a testimonianza dell'elevato livello competitivo raggiunto dalle squadre partecipanti.
Un movimento in crescita, tra qualità tecnica e nuove prospettive
Al di là dei risultati, l'edizione 2026 ha evidenziato un dato particolarmente incoraggiante: la crescita generale del livello tecnico della manifestazione. Una crescita che riflette il lavoro svolto quotidianamente dagli atleti, dai tecnici e dai circoli, sempre più impegnati nel promuovere e sviluppare il wheelchair tennis. Proprio alla luce di questa evoluzione, sono già allo studio nuove formule di svolgimento del campionato per la prossima stagione, con l'obiettivo di ampliare la partecipazione e coinvolgere un numero maggiore di società sportive.
La volontà è quella di avvicinare alla competizione nazionale anche quei circoli che, pur avendo al proprio interno atleti in carrozzina regolarmente tesserati, non hanno ancora intrapreso un percorso nell'attività a squadre. Rendere il campionato più accessibile e favorire nuove adesioni rappresenta un passaggio importante per costruire un movimento sempre più diffuso e competitivo.
L'auspicio di un pronto ritorno del campionato femminile
Rispetto alla passata stagione, l'edizione veronese non ha purtroppo potuto ospitare il Campionato Italiano a Squadre Femminile. La contemporanea indisponibilità per infortunio di alcune giocatrici non ha infatti consentito lo svolgimento della competizione.
Si tratta di un'assenza che evidenzia quanto sia ancora importante lavorare sull'ampliamento della base delle atlete, affinché il settore femminile possa consolidarsi e trovare continuità anche nell'attività a squadre. L'auspicio è che già dalle prossime stagioni si possa tornare ad assegnare il titolo italiano femminile, coinvolgendo progressivamente nuove giocatrici e nuovi circoli in un percorso di crescita che deve necessariamente riguardare tutte le componenti del movimento.
I giovani protagonisti: il raduno junior accanto alla finale tricolore
Uno dei momenti più significativi dell'intera manifestazione si è svolto proprio nella giornata conclusiva, quando, contemporaneamente alla finale per l'assegnazione del titolo italiano, è stato organizzato un raduno dedicato alla categoria junior. Nove giovani atleti del Veneto hanno avuto l'opportunità di allenarsi sul campo adiacente a quello centrale, sotto lo sguardo attento dei tecnici federali presenti alla manifestazione.
Un'iniziativa dal valore particolarmente importante, non soltanto dal punto di vista tecnico, ma soprattutto sotto il profilo formativo e motivazionale. I giovani partecipanti hanno infatti potuto vivere da vicino l'atmosfera di un campionato italiano, osservando i propri campioni impegnati nella conquista del titolo nazionale. Da un lato il lavoro sul campo, fatto di esercizi, consigli e confronto con i tecnici; dall'altro la possibilità di assistere a incontri di alto livello, cogliendo direttamente l'intensità, la preparazione e la determinazione necessarie per competere ai vertici.
La vicinanza fisica tra i due campi ha assunto così anche un forte significato simbolico: da una parte i protagonisti del presente, dall'altra quelli del futuro, riuniti nello stesso contesto sportivo e accomunati dalla medesima passione per il tennis. Un'esperienza che ha dimostrato come la crescita dei giovani non passi soltanto attraverso gli allenamenti, ma anche attraverso l'osservazione, la condivisione e il contatto diretto con atleti più esperti, capaci di diventare punti di riferimento e modelli sportivi.
Condividere le esperienze per costruire il futuro
L'esperienza di Verona lascia un messaggio che va oltre il risultato sportivo e l'assegnazione di un titolo nazionale. Unire le diverse attività, far convivere competizioni di alto livello, raduni giovanili e momenti di confronto tra atleti, tecnici e società deve diventare una scelta sempre più centrale nello sviluppo del wheelchair tennis italiano.
Creare occasioni di incontro significa offrire ai più giovani la possibilità di apprendere non soltanto la tecnica, ma anche i valori dell'impegno, del confronto e dell'appartenenza a un movimento sportivo. Allo stesso tempo, significa permettere ai circoli di conoscere più da vicino questa disciplina, scoprirne le potenzialità e sviluppare nuove opportunità di partecipazione.
È proprio attraverso queste esperienze condivise che può maturare anche un importante cambiamento culturale: imparare a riconoscere e valorizzare i giocatori prima di tutto come atleti, con le loro capacità, le loro ambizioni, il loro talento e la loro voglia di competere, senza che la disabilità diventi l'elemento che li definisce. Il wheelchair tennis non deve essere vissuto come un'attività separata, ma come parte integrante della vita sportiva dei circoli, con pari dignità, attenzione e opportunità di crescita.