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L’attività junior wheelchair sta vivendo una crescita significativa, rappresentando un vero cambio di paradigma nel segno dell’inclusione. L’impegno della FITP si sta orientando verso la ricerca e la valorizzazione di nuovi talenti, seguendo lo stesso modello adottato per gli atleti normodotati. Un ruolo centrale è svolto dalle progettualità attive sul territorio: tra queste, le più rilevanti sono “Racchette in Classe” e il circuito “Trofeo Kinder Joy of Moving”
di Gianluca Vignali | 24 marzo 2026
Da sempre, le attività sportive rivolte a giovani con disabilità si muovono in un terreno complesso, segnato da ostacoli strutturali e culturali che ne frenano la diffusione. Troppo spesso, per questi ragazzi lo sport resta confinato al ruolo di prosecuzione di un percorso riabilitativo, invece di diventare una concreta occasione di crescita agonistica, personale e sociale.
I numeri aiutano a comprendere la portata della sfida: nel nostro Paese le persone con disabilità sono circa 3 milioni e 100mila; di queste, solo il 9,1% pratica sport, il 14,4% svolge attività fisica e quasi l’80% è completamente inattivo. Un divario netto rispetto alla popolazione senza disabilità, che evidenzia quanto il percorso verso una piena inclusione sportiva sia ancora lungo.
Eppure, proprio i dati raccontano anche il potenziale trasformativo dello sport: il 31% delle persone con disabilità che lo praticano si dichiara molto soddisfatto delle proprie relazioni sociali, una percentuale che si dimezza al 16% tra chi non svolge alcuna attività. Segno evidente di come lo sport non sia soltanto movimento, ma anche relazione, autonomia e qualità della vita.
Negli ultimi anni, inoltre, si registra una crescente sensibilizzazione culturale, capace di generare un doppio effetto positivo: da un lato una società più attenta e inclusiva, dall’altro persone con disabilità sempre più motivate a mettersi in gioco e a raggiungere nuovi traguardi, anche in ambito sportivo. A sostenere questo trend contribuisce anche una maggiore capacità ricettiva delle strutture sportive, oggi più accessibili, inclusive e attrattive, che stanno progressivamente aprendo le porte a una partecipazione più ampia e consapevole.
In questo contesto, l’attività junior wheelchair sta vivendo negli ultimi anni una crescita significativa, rappresentando un vero cambio di paradigma. L’impegno della Federazione Italiana Tennis e Padel si sta orientando in maniera sempre più chiara verso la ricerca e la valorizzazione di nuovi talenti, seguendo lo stesso modello adottato per gli atleti normodotati. Un approccio che punta sull’individuazione precoce, sulla formazione e sull’inserimento progressivo nei percorsi tecnici federali. A trainare questo sviluppo contribuiscono anche i grandi risultati sportivi raggiunti negli ultimi anni e la crescente attenzione di tutto il mondo sportivo verso il tennis, un entusiasmo che ha contagiato positivamente anche il settore wheelchair, amplificandone visibilità, attrattività e prospettive di crescita.
In questa direzione, un ruolo centrale è svolto dalle progettualità attive sul territorio. Tra queste, la più rilevante è senza dubbio “Racchette in Classe”, il progetto che negli ultimi anni ha portato gli sport di racchetta direttamente nelle scuole, diffondendone la pratica in modo capillare tra tutti gli studenti. Un’iniziativa che si distingue per la sua forte vocazione inclusiva, capace di coinvolgere anche ragazzi con disabilità e di offrire loro un primo approccio strutturato e accessibile al tennis in carrozzina, creando così le basi per l’emersione di nuovi talenti.
Accanto a questo percorso, il circuito “Trofeo Kinder Joy of Moving” rappresenta un ulteriore tassello fondamentale, consentendo ai giovani di avvicinarsi alle competizioni con modalità adeguate alla loro fase di crescita. Un’esperienza che rende l’agonismo progressivo e sostenibile, trasformando la competizione in uno strumento di formazione.
Parallelamente, si registra un forte interesse dei circoli italiani nell’organizzazione di eventi internazionali giovanili. Sempre più tornei vengono integrati con competizioni ITF Junior di altissimo livello, offrendo ai giovani wheelchair l’opportunità di confrontarsi con i migliori talenti del panorama mondiale. Manifestazioni come il torneo “Città di Firenze” e il torneo “Città di Prato” rappresentano esempi concreti di questa evoluzione organizzativa.
A livello globale si contano oggi 23 tornei junior wheelchair, di cui ben 6 organizzati in Italia, con altri due in fase di approvazione. Un dato che proietta il nostro Paese al vertice internazionale, al punto da aver superato anche l’Olanda, da sempre riferimento nello sviluppo del tennis giovanile in carrozzina.
I risultati si riflettono anche sul piano sportivo: attualmente sono sette gli atleti italiani presenti nel ranking mondiale junior, con altri giovani in rampa di lancio. Solo nell’ultimo fine settimana, al torneo internazionale “Città di Forlì”, cinque di loro erano presenti in tabellone, distinguendosi anche per risultati di rilievo: Lorenzo Politanò ha raggiunto la finale, arrendendosi solo al numero 3 del mondo junior, l’inglese Matthew Knoesen, dopo aver superato in semifinale l’amico-rivale Lorenzo Valentini. I due azzurri, inoltre, in coppia hanno conquistato la finale del doppio, cedendo soltanto alla coppia formata da Knoesen e Samblas.
Un movimento in piena espansione che racconta una storia nuova: non più solo riabilitazione, ma talento, competizione e futuro.
*Gianluca Vignali è il responsabile del Settore Tecnico Nazionale Wheelchair della Federazione Italiana Tennis e Padel