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Il battesimo azzurro di Lorenzo Valentini rimarrà impresso a lungo nella memoria del giovane francavillese, che in Belgio ha bagnato l'esordio assoluto con la maglia della nazionale
di Paolo Sinibaldi | 10 giugno 2026
Si chiude con un settimo posto finale e tantissime indicazioni positive la spedizione della nazionale azzurra junior alla Coppa del Mondo di Wheelchair Tennis, andata in scena sui campi belgi di Knokke-Heist. Un'esperienza internazionale di altissimo livello che ha visto l'Italia, capitanata dal maestro Giancarlo Bonasia, misurarsi senza timori reverenziali contro le più grandi potenze mondiali della disciplina, portando a casa anche un importantissimo e prestigioso successo contro l'Argentina.
Il battesimo azzurro di Lorenzo Valentini rimarrà impresso a lungo nella memoria del giovane francavillese, che in Belgio ha bagnato l'esordio assoluto con la maglia della nazionale.
Ha giocato infatti nei singolari contro colossi del calibro di Australia e Stati Uniti, oltre a disputare il match di doppio contro il Brasile.
Nonostante il massimo impegno, il carattere e il cuore immenso messi in campo in ogni singolo scambio, il divario tecnico e d'esperienza contro avversari più blasonati si è fatto sentire, impedendo a Valentini di trovare la via della vittoria, ma regalandogli un bagaglio di esperienza inestimabile per il futuro.
A guidare l'Italia nei momenti chiave è stato il numero 1 azzurro, Lorenzo Politanò, autore di un torneo semplicemente straordinario. Politanò ha firmato vittorie pesantissime nei singolari contro Paesi Bassi, Brasile, Stati Uniti e, appunto, nel cruciale scontro con l'Argentina, confermandosi atleta di caratura internazionale e trascinando la squadra fino al 7° posto assoluto nella classifica finale.
Coach accompagnatore di Lorenzo Valentini, Alessandro Congeduti: "Questo mondiale ha dimostrato il valore dei nostri ragazzi, ma ha anche tracciato la strada per il futuro. Per quanto riguarda Lorenzo, siamo consapevoli che questo è solo un punto di partenza. Adesso è necessario proseguire il suo percorso di crescita a 360°: dobbiamo lavorare duro su ogni aspetto, tecnico, fisico e mentale, per permettergli di imparare a essere pienamente competitivo a livello internazionale. Il potenziale c'è, l'esperienza belga ci ha detto dove dobbiamo arrivare".
L'Italia del Wheelchair Tennis torna a casa consapevole di avere una base solida e giovani talenti pronti a lavorare per colmare il gap con i vertici mondiali. Il viaggio è appena iniziato.