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Battendo in finale Luca Potenza, il romano ha conquistato il terzo titolo ITF della sua carriera
di Giacomo Nicotera | 09 giugno 2026
“È stata una settimana molto bella. Sono riuscito a esprimere un livello ottimo sia dal punto di vista fisico che mentale. E tutto ciò si è visto poi in campo”. Non poteva essere più chiaro di così Massimo Giunta, che ha messo in bacheca il terzo titolo ITF, trionfando con autorità all’M25 di Caltanissetta. Un percorso al limite della perfezione, con zero set concessi in tutto il torneo e solamente cinque game persi all’ultimo atto contro Luca Potenza, arresosi sul 6-1 6-4.
Il rapporto con Caruso
Un successo nato anche dal lavoro svolto in collaborazione con Salvatore Caruso che, da inizio anno, ha affiancato il romano al suo angolo. “Salvo (Caruso, ndr) mi ha appoggiato alla grande. Più andiamo avanti e più il nostro rapporto si sta legando e sta diventando bello. Mi fido ciecamente di lui: se mi dice di fare una cosa, la faccio ad occhi chiusi, soprattutto quando sono in campo e mi consiglia di prendere determinate scelte — ha spiegato il 21enne di Roma —. Ho una tremenda fiducia in lui e ogni tanto magari lo faccio ancora arrabbiare per qualche mia negligenza, però poi riesco sempre a rimettermi in sesto con qualche battuta o comunque lavorando di nuovo in maniera corretta”.
E la nuova versione papà di Caruso sembra aver avuto effetti anche sul campo per Giunta: “L’arrivo di suo figlio Enrico, secondo me, lo sta rendendo, non dico maturo, come se prima non lo fosse, però lo vedo più responsabile. Mi piace molto come lui si atteggia nei miei confronti; anche da questo suo punto di vista mi sono sentito super accompagnato”.
La settimana a Caltanissetta
Una settimana, quella a Caltanissetta, passata tra l’affetto dei propri cari e la grande sportività e amicizia anche con i rivali nel torneo. “È stata una settimana bellissima anche dal punto di vista umano, proprio con i ragazzi fuori dal campo, a partire da Luca Potenza, con cui ho fatto la finale, e Antonio Massara — ha spiegato il numero 509 del ranking ATP —. Mi sono sentito alla grande con i miei familiari: mio fratello c'è stato dalla prima partita fino all'ultima, mia mamma è stata con me tutta la settimana e invece mio papà è arrivato per il weekend; non si è voluto perdere la semifinale e la finale. Veramente non mi è mancato nulla”.
E se l’anno prossimo la competizione dovesse elevarsi a livello Challenger, Massimo ha ammesso che tornerà a difendere il titolo: “L’organizzazione del torneo mi ha fatto sentire a casa. Sono stati super accoglienti, gentili ed entusiasti di come io stessi giocando. Ho promesso di tornare a Caltanissetta l'anno prossimo, soprattutto se il torneo diventerà un Challenger, cosa che mi hanno detto”.