Il ricordo del nipote Isidoro Spanò, direttore tecnico del Tennis Club Le Molette di Roma di cui Alberto fu artefice insieme alla sorella e campionessa Silvana
di Tommaso Vitali | 19 dicembre 2025
Il mondo del tennis piange la scomparsa di Alberto Lazzarino, che si è spento all'età di 97 anni. Fratello di Silvana, semifinalista al Roland Garros nel 1954 e due volte agli Internazionali BNL d'Italia, nel corso della sua carriera internazionale Alberto partecipò al Roland Garros nel 1954 e a Wimbledon nel 1958. Talentuosissimo campione del nostro sport, era soprannominato il 'mostro' dal suo grande amico Nicola Pietrangeli, con cui condivise diversi successi anche in doppio.
Fu numero 6 d'Italia e vestì anche la maglia della nazionale azzurra in Coppa Davis. Cresciuto tra il Circolo Canottieri Roma e il Tennis Club Parioli, tra i suoi allievi passò anche Adriano Panatta. Durante la sua vita agonistica ha vinto anche due campionati italiani Veterani Over 45 in coppia con Antonio Trincavelli oltre ad aver disputato numerosi match proprio al fianco di Pietrangeli.
Insieme alle sorelle Silvana, Anna Maria e Maria Teresa fu artefice della nascita nel 1974 del Tennis Club Le Molette a Roma.
"Zio Alberto e zia Silvana gestivano il Circolo di Via Como per i CRAL dei Ministeri finanziari - racconta Isidoro Spanò, nipote di Alberto e direttore tecnico del Tennis Club Le Molette insieme al fratello Saverio -. ma entrambi desideravano aprire un circolo tutto loro. Insieme ai fratelli Anna Maria e Maria Teresa decisero di spostarsi in questa zona, di proprietà del Duca Salviati, che si chiamava "Le Molinette", da cui poi ha preso il nome il nostro circolo. Tutto è partito con 6 campi da tennis e con una piscina fino ad arrivare a quello che siamo oggi".
"L'Alberto tennista era molto talentuoso - continua Isidoro - è stato anche riserva in Coppa Davis. Ha giocato con Sirola, con Pietrangeli. La sua idea di circolo era quella di un luogo dove si giocasse principalmente a tennis senza nessun tipo di altra distrazione. Nella prima scuola tennis de Le Molette c'erano 350 ragazzini, era il massimo periodo di espansione del nostro sport e zio Alberto ha sfruttato quello che stiamo sfruttando noi oggi con Jannik Sinner. La sua impostazione era quella del Canottieri Roma, del Parioli, essendo lui cresciuto in quegli ambienti. Noi che eravamo bambini fino ai 3 anni non potevamo entrare. Una cosa che in questo momento sarebbe impensabile. Con la nostra famiglia vivevamo sulla Nomentana, prima di spostarci al circolo dove zio Alberto aveva proprio casa. Insieme a zia Silvana hanno gestito il Tennis Club Le Molette per vent'anni. Lui aveva un approccio da gran signore con ogni socio, era ben voluto e sempre attendo a soddisfare le loro esigenze. Se il nostro circolo ha avuto questa espansione lo dobbiamo soprattutto al suo modo di fare".
"Con me porterò sempre il ricordo di Cervia - ricorda Isidoro -, dove si disputavano i Campionati federali. Io e mio fratello eravamo piccolini e a 12-13 anni con zio Alberto vedevamo giocare Pietrangeli, Sirola, Merlo, e quello ci ha dato l'input per spingerci a giocare a tennis. Io giocavo a scacchi con quelli con cui lui giocava a tennis e spesso venivano anche a trovarci al circolo o andavamo al mare insieme. Era un'istituzione". Indelebile anche un aneddoto sul rapporto con Nicola Pietrangeli: "A livello Veterani hanno giocato per tanto tempo insieme in doppio. Nicola scherzava ricordando il fatto che gli avesse fatto perdere tante partite quando veniva qui a Roma a salutarci".
La messa in ricordo sabato 20 dicembre a La Storta, alle 10:30 presso la Cattedrale Sacri Cuori di Gesù e Maria.