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Gianluca Cadenasso, un genovese doc alla conquista del Sudamerica

Il best ranking del nostro giovane atleta, che da due anni svolge la preparazione invernale per un periodo di sei settimane al Centro Tecnico Federale di Tirrenia, dovrebbe ora assestarsi attorno alla posizione 229

di | 24 marzo 2026

Gianluca Cadenasso

Gianluca Cadenasso

Il tennis ligure festeggia l’impresa di Gianluca Cadenasso, nato all’ombra della Lanterna il 29 settembre del 2004, che si è portato a ridosso della top 200 del ranking ATP vincendo il suo primo titolo Challenger 75 ad Asuncion, in virtù del successo 7-6 6-0 in finale sull’uruguayano Franco Roncadelli.

È stata una settimana stupenda quella in Paraguay - racconta Gianluca -, mi sono sentito subito a mio agio sia in campo sia fuori, ha fatto caldissimo tutta la settimana ma sono riuscito ad adattarmi e a sentirmi a mio agio. Abbiamo lavorato bene i giorni prima del torneo e ad ogni partita la fiducia aumentava, i colpi andavano sempre meglio e sono riuscito a stare calmo e fiducioso in ogni situazione. Alla fine è arrivato questo risultato stupendo e inaspettato”.

Il best ranking del nostro giovane atleta, che da due anni svolge la preparazione invernale per un periodo di sei settimane al Centro Tecnico Federale di Tirrenia, dovrebbe ora assestarsi attorno alla posizione 229 della classifica mondiale. Un traguardo che arriva a coronamento di un periodo di crescita che ha fatto registrare una svolta decisiva in occasione dell’ultimo AON Challenger Memorial Giorgio Messina.

A Valletta Cambiaso infatti, lo scorso settembre, sostenuto sempre dal tifo appassionato e affettuoso del pubblico, Gianluca è stato finalista in doppio e ha disputato un ottimo torneo anche in singolare superando le qualificazioni e perdendo solo al terzo set nel secondo turno da Travaglia, poi arrivato in semifinale. Non a caso al nostro ragazzo è stato anche assegnato il Premio Calissano , un onore nel passato toccato a giocatori del calibro di Gianluca Mager e Lorenzo Musetti.

Si assolutamente, è stato sempre un crescendo di risultati - conferma Cadenasso -, a partire dal primo punto atp conquistato nell’estate del 2023, passando alla prima finale in un 15.000 a Bergamo, poi il primo 15.000 vinto, la prima finale 25.000 e così via. Ma il momento che mi ha fatto capire davvero dove potessi arrivare è stato al Challenger di Valletta Cambiaso l ‘anno scorso, quando ho battuto Budkov Kjaer, una vittoria che mi ha dato una bella scossa, soprattutto emotiva”.

Il peraltro giovanissimo Gianluca ha un lungo percorso alle spalle, fatto di impegno e passione, favorito dall’attento lavoro dei maestri e tecnici che lo hanno finora aiutato nella scalata al tennis professionistico.

Ho iniziato a giocare da piccolissimo a 4 anni all Andrea Doria dove sono rimasto fino ai 14, si può dire che sono 'nato con la racchetta in mano' mamma seguiva il tennis  da anni e mio fratello Giorgio giocava già prima che io nascessi, quindi entrare in un campo da tennis è stato per me naturale. Ho sempre tifato fin da piccolo per Nadal, è sempre stato il mio idolo sportivo e lo sarà per sempre…  Avendo giocato molto poco a livello giovanile credo che la prima vera gioia della mia carriera sia stato il mio primo punto atp preso a Monastir”. 

Ogni maestro, ogni tecnico che lo ha seguito ha lasciato un’impronta sul Gianluca Cadenasso tennista e non solo.

“Parto con Mauro Balestra che è come un secondo papà per me, - racconta Gianluca - abbiamo iniziato a lavorare insieme quando avevo 14 anni, ed è soprattutto grazie a lui se sono qua adesso, abbiamo passato momenti difficili insieme ma non ha mai smesso di credere in me nemmeno per un istante cercando di farmi crescere e re stare positivo anche quando le cose non stavano andando bene. Insieme a lui adesso mi segue Francesco Picco, che è entrato nel team l’anno scorso, forse nel momento più difficile per ora della mia giovane carriera. Francesco ha sempre avuto un grande entusiasmo per questo lavoro e ha dato una forte scossa a tutto il nostro gruppo di lavoro. Essendo stato un giocatore fino a pochi anni fa, può comprendere benissimo ogni situazione durante la partita. Quella in Paraguay è stata la prima nostra vera trasferta insieme e direi che è andata più che bene. Con mio fratello Giorgio ho lavorato 3 anni, dai 18 anni fino all’ anno scorso, e nessuno potrà mai farmi dimenticare il percorso di crescita compiuto assieme a lui. Ricordo e ringrazio sempre poi il mio primo maestro, quello che mi ha insegnato a tenere la racchetta in mano e giocare a tennis, Antonio De Pra’. Non ho mai perso il rapporto con lui e nonostante ci siamo separati tanti anni fa, ancora oggi Antonio non manca mai di farmi sentire la sua gioia per ogni mia vittoria”.

A proposito di allenatori e tecnica, come giudica Gianluca il suo bagaglio tecnico ?
“Sicuramente il rovescio è il colpo che già è migliorato molto ma ancora ci sono grandi margini, sul servizio abbiamo fatto un grande lavoro. Il dritto è sempre stato  il mio colpo più naturale, è quello con cui cerco di fare male ed essere aggressivo durante lo scambio”. 

Programma attività per i prossimi mesi ?
“Al termine della trasferta Sudamericana, attualmente sono in Brasile, credo che giocherò i Challenger in Italia, Barletta, Monza, Roma, sempre con la speranza che si apra uno spiraglio verso Parigi e il Roland Garros”.

Le passioni extra tennis sono quelle di un normale ventenne ovviamente, nato in una città in cui il calcio è molto seguito su entrambe le sponde, rossoblu e blucerchiata. “Mi piace il calcio -conferma Gianluca- e quando sono a casa vado in Gradinata nord a seguire il mio Genoa insieme agli amici di sempre”. 

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