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Matteo Sciahbasi si racconta: ''Voglio vincere anche in singolare''

Dal padre appassionato di tennis ai campi di Monastir, passando per il Piatti Tennis Center: la storia del grottammarese che sta costruendo il suo futuro nel circuito professionistico

di | 28 febbraio 2026

Il diritto di Matteo Sciahbasi

Il diritto di Matteo Sciahbasi

Tutto comincia con una racchetta messa in mano da un padre appassionato. Non è una storia insolita nel tennis, eppure quella di Matteo Sciahbasi ha qualcosa di speciale fin dall'inizio. Cresciuto a Grottammare, sul litorale marchigiano, Matteo ha respirato tennis in casa fin da bambino, insieme al fratello Lorenzo. "Ci ha messo la racchetta in mano sia a me che a mio fratello fin dalla giovane età", racconta, "e io mi sono subito innamorato di questo sport". Un colpo di fulmine precoce, che con gli anni non si è mai spento.

Due fratelli, una sola passione

Crescere con un fratello tennista professionista potrebbe sembrare una pressione in più. Per Matteo è esattamente il contrario. Lui e Lorenzo condividono non solo la passione per il tennis, ma anche la quotidianità: "Sono ormai cinque anni che abitiamo io e lui da soli ed è bellissimo avere qualcuno con cui condividere questa passione e questo obiettivo di diventare forti." Un rapporto fatto di stima reciproca, di sfide sane e di sostegno nei momenti difficili: "Ci supportiamo a vicenda, ci sporniamo a dare il massimo e ci aiutiamo anche nei momenti difficili." La competizione, in casa Sciahbasi, non divide — alimenta.

Il salto nel professionismo

Quest'anno Matteo ha fatto il passo più importante: lasciare il circuito junior per affacciarsi su quello professionistico. Un mondo diverso, più duro, dove ogni punto va conquistato sul campo contro avversari di mestiere. L'impatto non è stato immediato in singolare, ma nel doppio il diciottenne grottammarese ha trovato quasi subito il suo ritmo. Prima il titolo a Bologna con Giulio Perego, poi il bis a Monastir con Alessandro Mondazzi, e ora un altro successo in Tunisia, stavolta in coppia con il kazako Amir Omarkhanov. Tre titoli ITF in doppio in pochi mesi, con un percorso netto sull'ultimo M15: quattro partite, quattro vittorie, nemmeno un set ceduto.

Il doppio, racconta, gli viene naturale. Ma non vuole fermarsi lì: "L'obiettivo è sicuramente quello di iniziare a fare anche questi bei risultati che ho fatto in doppio, di riportarli anche nel singolo. Ci stiamo lavorando con il mio coach e pensiamo che i risultati arriveranno a breve".

La scuola di Piatti

A fare da cornice a questa crescita c'è il Piatti Tennis Center di Bordighera, una delle accademie più prestigiose d'Italia, frequentata da atleti di livello internazionale. Sciahbasi vi si allena da circa un anno e mezzo, e l'esperienza sta lasciando il segno: "Mi seguono molto bene, sono molto soddisfatto di come stanno andando le cose." Un ambiente esigente, che richiede disciplina e applicazione quotidiana, ma che sta plasmando il giocatore che Matteo vuole diventare. Il lavoro principale in questo periodo è sul dritto, il colpo che lui stesso identifica come il margine di miglioramento più importante: "Lo sento che è un po' il mio punto debole, ma sta migliorando molto".

Il 2026 e il sogno ATP

Il 2025 era stato un anno complicato, segnato da una serie di infortuni che avevano frenato la sua progressione. Quest'anno è ripartito con basi diverse: "Ho fatto una buonissima preparazione e ora mi sento in grado di competere al massimo." L'obiettivo per il 2026 è concreto e dichiarato senza giri di parole: "Cercare di prendere sicuramente i primi punti ATP in singolo, per poi riuscire a vincere un torneo".

Monastir ha già risposto due volte. Il resto è in costruzione.

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