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Jennifer Ruggeri: ''Dal caos all'equilibrio. Ora sogno le quali Slam''

La 22enne jesina chiude il 2025 al best ranking di n.313 WTA dopo quattro titoli ITF. "Quest'anno ho ritrovato me stessa fuori dal campo. Roland Garros? Sarebbe un sogno"

di | 30 dicembre 2025

Jennifer Ruggeri al servizio

Jennifer Ruggeri al servizio

Un anno cresciuto nell'equilibrio e sbocciato nei risultati. Jennifer Ruggeri racconta il suo 2025 con la lucidità di chi ha imparato che nel tennis, come nella vita, tutto parte da dentro. "È stato un anno sicuramente molto positivo, perché si è concluso nel migliore dei modi. Tutto inaspettato".

Trovare se stessi prima della racchetta

L'inizio, però, non è stato dei più semplici. "Non è iniziato nei migliori dei modi. Ho fatto un po' fatica, difficoltà nel trovare quella continuità, sia in campo ma anche fuori dal campo. Vivevo un po' nel caos, diciamo". 

Il caos di una giovane professionista che gira l'Europa da sola con una valigia e una racchetta, che deve gestire tornei, viaggi, aspettative. Ma è proprio quando tutto sembra confuso che arriva la svolta. "Piano piano, però, con l'aiuto del mio team - di Alice (Savoretti ndr.), del mio mental coach Paolo (Ticà ndr.) e di Massi (Massimiliano Albarella ndr.) - abbiamo trovato quello che poi si è rivelato un equilibrio".

Un lavoro che non ha coinvolto solo il campo da gioco. "È un lavoro che ho fatto più fuori dal campo che dentro, diciamo. E sicuramente poi questo ha agevolato tutto il resto." Le parole di chi ha capito che la racchetta è solo lo strumento, ma la musica si crea altrove.

I risultati parlano chiaro: quattro titoli ITF conquistati, un bilancio di 41 vittorie e 21 sconfitte nel singolo, e soprattutto quel numero che vale più di tutti: 313 WTA, il suo best ranking raggiunto a fine anno.

Daniele Silvestre e il senso di una squadra allargata

Quest'anno ha portato anche un'importante novità: la presenza più costante di Daniele Silvestre, coordinatore del settore tecnico femminile FITP. "Da quest'anno Daniel ricopre un altro ruolo. È molto più presente con noi del settore femminile e sicuramente la sua presenza, una presenza importante, ci stimola molto".

La visita a Jesi è stata un momento significativo. "Era venuto giusto per vedere come stavano andando gli allenamenti, per parlare della mia programmazione, dei futuri tornei, per avere un confronto non solo con me ma con i miei allenatori e tutto il team".

Un incontro che le ha dato ulteriore fiducia. "Sicuramente è stata una visita molto positiva, mi ha vista bene, e questa cosa mi ha aiutata. Io ho molta stima nei suoi confronti, quindi è tutto molto positivo. È come se la squadra si sia  allargata".

Il lavoro con Alice Savorette: costanza e superfici

Con Alice Savoretti, l'allenatrice che ha affiancato Massimiliano Albarella, il focus è chiaro. "Stiamo lavorando proprio sull'essere costanti e continui. Non parlo di risultati o vittorie, perché credo che quelle siano una conseguenza. Parlo del continuare a fare un lavoro sempre su se stessi e a provare a trovare quella serenità che da qui alla fine dell'anno sono riuscita a trovare e ritrovare".

Jennifer si definisce una giocatrice "trasversale". "Ho un gioco aggressivo, però mi reputo una ragazza che alla fine riesce a fare un po' tutto. Sono un po' terraiòla, ecco." E proprio qui nasce la prossima sfida: il cemento.

"Una cosa sulla quale stiamo cercando di lavorare è farmi convincere che posso giocare bene anche sul veloce. Sicuramente i primi tornei dell'anno magari inizierò sulla terra, ma andando avanti, alzando il livello, devo mettermi in testa che devo giocare su quella superficie, e ci posso giocare. Quindi tutti i lavori tecnici e tattici che mi aiutano anche a giocare su quella superficie".

2026: destinazione Roland Garros

Il ranking? "In generale non sono una che guarda molto la classifica, però non ti nego che nell'ultimo periodo ci ho dato un'occhiata perché è una cosa che mi rendeva veramente felice, un po' orgogliosa del percorso fatto fino alla fine dell'anno".

Chiude l'anno tra il 313° e il 314° posto WTA, un risultato che apre scenari importanti. "Non voglio darmi o prefissarmi dei numeri per il prossimo anno, però sicuramente l'obiettivo è riuscire a giocare le quali Slam".

E qui arriva il sogno: "Magari provare a giocare Roland Garros, visto che non avrei molti punti da difendere. Sicuramente sarebbe una bellissima opportunità ed esperienza che mi arricchirebbe tantissimo, dal punto di vista sia umano che tennistico".

Poi, con la saggezza di chi ha imparato a non dare nulla per scontato, aggiunge: "Speriamo di riuscire a rientrare e poter giocare qualche quale Slam. E poi chi lo sa, da qui al prossimo anno può veramente succedere di tutto. Quest'anno mi ha aiutato un po' a ritrovare quella consapevolezza, ecco".

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