Il 26enne maceratese traccia il bilancio di una stagione "dolceamara" segnata da tre infortuni ma ricca di insegnamenti. La decisione di tornare ad allenarsi a Macerata: "Mi sento carico per il 2026"
di Gian Maria Recanatini | 30 dicembre 2025
Una stagione dai due volti quella di Tommaso Compagnucci. Luci e ombre si sono alternate per il 26enne marchigiano in un 2025 che ha regalato soddisfazioni ma anche battute d'arresto. "La giudico dolceamara," spiega senza giri di parole. "Ho avuto momenti molto positivi ma anche tre infortuni che l'hanno segnata in maniera negativa. Però è stata sicuramente una stagione in cui ho imparato tanto, sono cresciuto tanto".
Se c'è un aspetto che ha caratterizzato l'annata di Compagnucci è stata la capacità di rimontare. Più volte lo abbiamo visto perdere il primo set per poi ribaltare l'inerzia del match. "La capacità di rimontare nasce dal fatto che è la parte un pochino più facile da controllare," rivela Tommaso con lucidità. "Se ti alleni bene e ti fai trovare pronto, banalmente sei in grado di giocare tre ore, tre ore e mezza al tuo massimo livello. Per me è sempre stata la parte più facile perché basta tenersi bene fisicamente e quello lo vedi. Mentre a tennis non è detto che giochi sempre bene nonostante ti alleni bene."
Una filosofia che mette la preparazione fisica al centro: quando le gambe reggono e il fiato non manca, la testa ha gli strumenti per rimanere lucida anche nei momenti difficili.
Tra tornei ITF sparsi per l'Europa e la Serie A2 con l'ATM Macerata, Compagnucci ha dovuto fare delle scelte. E quando è arrivato il momento di decidere, il cuore ha parlato chiaro. "La Serie A per me è molto importante perché la gioco nel circolo dove sono cresciuto, quindi ci tengo particolarmente. Per me è sempre al primo posto".
Una priorità che quest'anno gli è costata cara. "Mi sono strappato al quadricipite poco prima dell'inizio della Serie A e quindi ho dovuto abbandonare un po' i tornei individuali per cercare di resistere e riuscire a giocare la Serie A, anche a costo di star fermo un pochino di più".
Una decisione sofferta ma mai pentita. "Alla fine è andata bene e le soddisfazioni che ci siamo tolti nella gara squadra sono state più che ripagate dello sforzo. Chiamarlo sacrificio mi sembra sbagliato, quindi direi sforzo." Grazie all'apporto anche di Tommaso infatti, la squadra di Macerata si è riconfermata in serie A2 per il terzo anno consecutivo, sfiorando addirittura all'ultima giornata i playoff.
Ma la novità più importante riguarda il futuro. A 26 anni, in una fase cruciale della carriera, Compagnucci ha deciso di cambiare radicalmente. "A fine anno ho deciso di tornare a casa, a Macerata, anche ad allenarmi. Ho cambiato completamente staff e adesso ho iniziato a lavorare da poco ma mi trovo benissimo".
Una scelta di vita prima ancora che sportiva. "Sono contentissimo di essere tornato a casa non solo a giocare la squadra ma anche ad allenarmi." Le radici che chiamano, il bisogno di ritrovare un ambiente familiare dopo anni passati a girare l'Europa con la racchetta in mano.
E gli obiettivi? Chiari e ambiziosi. "Per il 2026 mi sento molto carico e fiducioso. Speriamo di riuscire a scalare più posizioni possibili e avvicinarci alle qualificazioni di un grande Slam".
Un traguardo che non è più un sogno lontano ma un obiettivo concreto per un giocatore che ha dimostrato di saper soffrire, rimontare e lottare. Proprio come ha fatto per tutta questa stagione che, alla fine dei conti, gli ha insegnato più di quanto una stagione perfetta avrebbe mai potuto fare.
Tommaso Compagnucci riparte da casa. Con la consapevolezza di chi sa dove vuole arrivare e la determinazione di chi non si arrende mai.