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Realizzato con il contributo di consiglieri, delegati e segreteria, l'Open Day è stato pensato non come semplice visita agli uffici ma come occasione di confronto, relazione e costruzione di una rete più stretta fra centro e periferia del movimento
di Raffaele Viglione | 01 aprile 2026
Dal 2021 Torino è la casa del tennis mondiale grazie alle Nitto ATP Finals, in calendario anche nel 2026 dal 15 al 22 novembre, e da poco più di un anno ha anche una nuova casa istituzionale per il movimento piemontese della racchetta: la sede del Comitato regionale Fitp Piemonte in piazza della Costituzione. È da qui che il comitato ha scelto di aprirsi ai circoli del territorio con un Open Day, realizzato con il contributo di consiglieri, delegati e segreteria e pensato non come semplice visita agli uffici, ma come occasione di confronto, relazione e costruzione di una rete più stretta fra centro e periferia del movimento.
L’iniziativa, nelle intenzioni della presidente Manuela Savini, ha avuto un significato preciso: trasformare la sede in un luogo riconoscibile e accessibile per gli affiliati. “Considero questo Open day un utile precedente”, spiega Savini. “Nel corso della giornata sono passati una trentina di circoli provenienti dalle diverse province piemontesi. È stata un’occasione per fare due chiacchiere, in alcuni casi conoscerci di persona, mettere attorno a un tavolo realtà diverse e parlare di come stanno andando le cose”.
“Ai circoli ho scritto che questa è la casa degli affiliati del Piemonte”, racconta la presidente. “Deve essere il luogo dove si viene non soltanto per ritirare tessere o materiale, ma anche per affrontare i problemi, per confrontarsi, per dirci cosa funziona e cosa no”. E ancora: “Se la rifaremo, magari una volta all’anno, l’idea è proprio questa: il comitato apre le porte, venite per confrontarci, diteci quello che pensate”.
Dentro questa visione c’è anche una definizione molto netta del ruolo del comitato regionale. “Per me i comitati regionali devono avere questo compito: fare da tramite tra Roma, che è la sede centrale e fornisce le direttive, e il territorio”, dice Savini. “Noi siamo un po’ il cuscinetto: dobbiamo portare le istanze del territorio a Roma e il messaggio di Roma sul territorio, perché la federazione è una sola”.
I numeri raccontano un Piemonte ampio e ancora molto vitale. Dai dati aggiornati al 30 marzo 2026 emergono 299 affiliati complessivi in regione, sostanzialmente in linea con i 301 dello stesso periodo del 2025, mentre le scuole riconosciute sono 227. Torino resta il baricentro del sistema con 143 affiliati e 106 scuole, ma il radicamento nel resto della regione è evidente: Cuneo conta 48 affiliati, Alessandria 31, Novara 27. Sul fronte del tesseramento il dato più significativo è quello della crescita: le tessere complessive sono 54.895 contro le 34.059 del 30 marzo 2025, mentre le tessere atleta sono salite a 33.646 dalle 27.444 dell’anno precedente. Segno che la base di pratica continua ad allargarsi, anche al di là delle oscillazioni fisiologiche nelle affiliazioni.
Savini legge questi numeri all’interno di un progetto più largo. “Stiamo lavorando a 360 gradi su tutte le discipline della federazione”, sottolinea. “Il tennis vive abbastanza di suo, ma noi non vogliamo limitarci alla disciplina trainante, per far crescere l’intero ecosistema della racchetta”.
Anche l’attività a squadre e quella giovanile confermano questa estensione del movimento. Le squadre iscritte ai campionati 2026 sono 1.077, praticamente stabili rispetto alle 1.084 del 2025. Le formazioni under crescono leggermente, passando da 352 a 356, mentre la Serie C sale da 33 a 37 squadre e la Serie B da 10 a 11. Il grosso della massa resta nella Serie D, con 407 squadre, e nei campionati provinciali, che pur in lieve flessione continuano a coinvolgere 205 formazioni. Per Savini, però, il dato più interessante è soprattutto geografico: l’obiettivo è portare occasioni di gioco vicino ai ragazzi, senza costringerli a concentrare tutto su Torino.
È la stessa logica che sta dietro al circuito giovanile regionale evocato dalla presidente. “Abbiamo avuto tantissime richieste e abbiamo scelto di assegnare più sedi anche nella stessa data, purché in province diverse”, spiega. “Così un bambino che vuole giocare a Novara non deve arrivare fino a Torino”. Una linea che trova riscontro anche nell’attività ufficiale raccontata dal sito Fitp: a metà marzo la tappa di macroarea nord-ovest dello Junior Next Gen alla Vehementia Tennis Team di Lagnasco ha portato in provincia di Cuneo 620 partecipanti da cinque regioni; poche settimane prima, allo Sporting di Torino, il Trofeo Lina De Chiara Under 14 aveva messo in campo 23 squadre maschili e 7 femminili.
C’è infine un altro aspetto che l’Open Day ha reso evidente: la volontà di dare un volto più riconoscibile alla federazione sul territorio. “È stato bello associare un nome a una persona, un ruolo a un referente”, osserva Savini. “Queste cose aiutano a ricreare il legame tra noi e il territorio”. E l’Open Day, al di là dei numeri della prima edizione, sembra poter andare proprio nella direzione di un comitato sempre più presente, disposto ad aprire la porta e a mettersi attorno a un tavolo con i suoi circoli.