ll 24enne messinese, numero 379 Atp, ha già messo a referto sei finali Itf in stagione. “Entro fine anno vorrei la top 250 del ranking ed alzare sempre più il livello”
di Fitp Sicilia | 02 luglio 2025
Proprio questa settimana il messinese Fabrizio Andaloro, classe 2001, tocca il suo personale best ranking, ovvero la posizione numero 379 delle classiche mondiali.
Fino a questo momento, la prima metà di stagione per l’allievo di Francesco Està, è risultata a dir poco spumeggiante se consideriamo che, a inizio gennaio, Andaloro era numero 620 delle classifiche mondiali.
Tantissime le cose da sottolineare: dal 2° titolo della carriera a livello Itf giunto al 25.000 dollari spagnolo di Les Franqueses del Valès (sconfitto in finale l’iberico Bernabè Zapata Miralles, numero 37 nel 2023) fino alle altre cinque finali disputate (2 a Monastir, le altre a Torellò, Nottingham e Heraklion) senza però ripetere quanto fatto a Les Franqueses.
Risultati tutti ottenuti sul cemento outdoor che rappresenta certamente la superficie a lui più congeniale.
Non solo il forte spagnolo Zapata tra gli scalpi di rilievo in questa prima parte di 2025, ma anche il francese Escoffier, l’australiano Polmans, il belga Geerts e il canadese Diez.
Questa settimana Andaloro non sarà impegnato in alcun torneo, riprenderà dal 14 luglio con il Challenger 75 di Pozoblanco in territorio spagnolo seguito da un Itf da 25.000 dollari in Portogallo per poi disputare per due settimane la Bundesliga.
Queste le sue parole a commento di questa sua progressiva escalation nel ranking che poteva essere ancora più impetuosa se, qualcuna delle finali perse per pochi dettagli, fosse andata diversamente.
“Fino a oggi non posso certo dire che non sia stata una stagione positiva - spiega Andaloro -. Certo, rimane un pizzico di rammarico in particolare per due delle cinque finali perse in cui, con tutta sincerità, ero superiore al mio avversario. Purtroppo però me le sono fatte sfuggire di mano. Detto ciò, sono molto felice e confidente per il prosieguo dell’anno”.
I miglioramenti rispetto al 2024 sono evidenti, d’altronde il campo è quasi sempre il giudice supremo.
“Rispetto all’anno scorso, mi sento innanzitutto più continuo nel giocare ad alto livello senza troppi alti e bassi – prosegue il tennista messinese – e nello specifico, di grande aiuto, sono stati gli step in avanti nei fondamentali del servizio e del dritto. Da qui a fine anno - conclude Andaloro - l’obiettivo è quello di entrare tra i primi 250 del mondo e alzare ancora di più il mio livello di gioco match dopo match”.
Le premesse ci sono tutte.