-

Coppa Belardinelli e Coppa delle Province: ecco dove nascono i migliori talenti italiani

Si sono concluse le edizioni 2026 dei due tornei, che rappresentano due fondamentali laboratori formativi, un vero e proprio serbatoio dell’attività giovanile promossa dalla FITP. Il punto del Direttore dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi” Michelangelo Dell’Edera e di Germano Di Mauro e Luca Sbrascini, rispettivamente coordinatore del settore tecnico FITP Under 16 femminile e maschile

18 giugno 2026

Un momento della cerimonia di apertura della 27ª edizione della Coppa Mario Belardinelli a Castel Di Sangro in Abruzzo

Un momento della cerimonia di apertura della 27ª edizione della Coppa Mario Belardinelli a Castel Di Sangro in Abruzzo

Sono il vero e proprio serbatoio della nostra attività giovanile, due dei laboratori formativi più importanti per i migliori talenti italiani: stiamo ovviamente parlando della Coppa Mario Belardinelli, dedicata agli under 11 e 12, un tempo nota come "Coppa delle Regioni” e che pochi giorni fa ha visto concludersi la sua 27ª edizione, e la Coppa delle Province, manifestazione nazionale a squadre per rappresentative provinciali che invece coinvolge i ragazzini di 8, 9 e 10 anni e che quest’anno ha spento 21 candeline.

Al termine di una delle settimane più calde per il nostro settore under è giusto fermarsi a tracciare un bilancio di quello che è successo nel Centro Federale Estivo di Castel di Sangro in Abruzzo (dove si è disputata la Coppa Mario Belardinelli) e nel Centro Federale Estivo di Brallo di Pregola in Lombardia (teatro della Coppa delle Province).

“Queste due competizioni - a parlare è il Direttore dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi” Michelangelo Dell’Edera - coinvolgono bambini dagli 8 ai 12 anni. In questa edizione abbiamo voluto strategicamente dare importanza alla preparazione fisica. Infatti, dopo diversi anni - e stiamo parlando dei primi anni Duemila quando le stesse prove fisiche venivano fatte nella PIA Cup - ci eravamo molto concentrati sull'area mentale. Una scelta indispensabile viste le caratteristiche del nostro sport, in considerazione anche del fatto che in un'ora di partita, 50 minuti la palla è ferma e 10’ è in gioco. Avevamo però un po’ trascurato l’area fisica ed è per questo che abbiamo voluto dare un messaggio fortissimo a tutti questi progetti di bimbi talentuosi, inseriti all'interno della nostra rete, enfatizzando il concetto di quanto sia importante la preparazione fisica, fondamentale a 360°, sia nel pre-match che nel post match ma anche per la prevenzione degli infortuni. E mi piace raccontare un piccolo aneddoto: a farmi tornare alla memoria queste prove, sono stati proprio i nostri campioni di Davis e Billie Jean King Cup che, negli spogliatoi prima di un evento internazionale, sono soliti ricordare le loro sfide nelle prove atletiche di tanti anni fa”.

Tutti i ragazzi che hanno partecipato alle giornate finali della 27ª edizione della Coppa Mario Belardinelli

Tutti i ragazzi che hanno partecipato alle giornate finali della 27ª edizione della Coppa Mario Belardinelli

“Il nostro modello di prestazione - riprende Dell’Edera che è anche team manager delle nazionali italiane maschile e femminile - sta evidenziando come la stessa metà campo di qualsiasi allievo, se negli anni ’80 era di 100 m² perché con le racchette in legno si giocava in prossimità della riga di fondocampo, oggi è invece di 300 m², come ci insegnano in modo chiaro i top player che, quando rispondono al servizio, sono spesso attaccati ai teloni di recinzione. In futuro - mi riferisco ai prossimi 10 anni, visto che i ragazzi che hanno partecipato quest’anno alla Coppa delle Province o alla ‘Belardinelli’ si andranno ad esprimere nel 2037, 2038 e 2039 - avremo una metà campo ‘di comando’ di 350 m². Quindi, qualsiasi bimbo, prima di essere un tennista, al di là che diventi un campione di sé stesso e una grande persona (ma questo lo stiamo già enfatizzando con il lavoro sull’area mentale) deve riuscire ad essere un grande atleta”. 

“Ecco perché - continua il tecnico pugliese che guida l’ISF dal 2010, anno della sua fondazione - il settore tecnico giovanile ha voluto dare un messaggio forte alle 3.017 scuole federali partecipanti ai vari progetti non solo del tennis ma anche delle altre discipline di racchetta. Così come abbiamo voluto continuare ad investire sulla match-analysis di tutti gli incontri disputati in queste manifestazioni, aspetto fondamentale, non per andare a definire il modello di prestazione di vertice ma per evidenziare le carenze che l'Istituto e il settore tecnico giovanile devono cercare di colmare attraverso degli obiettivi nei raduni provinciali regionali di macro-aree nazionali. La match-analysis di queste partite ci dà indicazioni importanti, non solo sulle azioni di inizio gioco (servizio e risposta), ma anche su che tipo di pro-attività i ragazzini tendono a sviluppare durante la partita, indicazioni fondamentali che ci aiutano a tracciare strategie per l'anno didattico 2026-2027”. 

Michelangelo Dell’Edera (Foto Fitp)

Michelangelo Dell’Edera (Foto Fitp)

“Un ulteriore contenuto che stiamo attivando ormai da cinque anni - continua il Direttore dell’ISF - riguarda la disciplina di coppia. Due giocatori del valore di Simone Bolelli e Andrea Vavassori e una giocatrice come Sara Errani ci dicono in modo forte che il tennis italiano, proiettato solo sull’individualità - cioè sull’avere successo nel singolare - può essere ottemperato anche giocando benissimo nel doppio. Quindi, non solo il doppio aiuta ad esprimersi in modo ottimale nel singolo, ma potrebbe essere anche un domani utilizzato per avere una carriera sportiva importante. Nella fascia giovanile, tramite il doppio, ci preoccupiamo di costruire quell’universalità psico-fisica e tattico-tecnica in quanto gli spazi sono più ridotti. In più mettiamo delle regole didattiche importanti per consentire il comando del territorio, ma soprattutto creiamo, da un punto di vista mentale, la capacità di costruire connessioni con l'ambiente, con il proprio compagno o la propria compagna, con gli avversari, con i capitani, con gli arbitri, con praticamente tutto quello che circonda il nostro movimento. L’idea di strutturare, all'interno della Coppa Belardinelli o della Coppa delle Province, un torneo di doppio non è altro che un'ulteriore opportunità di crescita sportiva ma soprattutto formativa e didattica”.

“Insomma - chiarisce il Direttore dell’Istituto di Formazione - stiamo lavorando su tutte e quattro le aree. Quella mentale, in primis. Con i nostri preparatori, sia a Castel di Sangro che al Brallo, abbiamo lavorato con interventi sistematici sui genitori e i tecnici, parte integrante di qualsiasi progetto di crescita. Sono loro il vero canale di formazione perché devono cercare di costruire a casa un ambiente virtuoso. I bambini, quando entrano in campo, si divertono comunque, sia che vincano o che perdano anche perché il tennis regala sempre nuove opportunità ma spesso è proprio l'ambiente esterno a creare pressioni sbagliate. Poi l’area fisica perché, come detto, è importante capire oggi che nel tennis di domani devono diventare dei grandissimi atleti o atlete. E infine l'area tattico-tecnica creando presupposti ed enfatizzando confronti non solo in singolo ma soprattutto in doppio”. 

Come detto, la grande novità di questa edizione 2026 era rappresentata dalle prove fisiche: “Le prove fisiche - conclude Dell’Edera - hanno dato ai ragazzi un entusiasmo pazzesco, anche perché chi aveva avuto una sconfitta precedentemente sul campo da tennis poteva rifarsi immediatamente. È apparso chiaro come le prove atletiche siano diventate una vera e propria prova di squadra che hanno spesso capovolto la situazione, con squadre in vantaggio sul campo da tennis che poi venivano riprese con le prove atletiche o viceversa. C'è stato, in questo senso, un equilibrio che però è stato accettato con fair play, anche perché le regole erano chiare e l'errore veniva accettato con serenità”.

"È apparso chiaro come le prove atletiche siano diventate una vera e propria prova di squadra"

“Per quanto riguarda la Coppa delle Province - prende la parola il direttore del torneo Germano Di Mauro - i bambini hanno sì avuto quella reazione sulla competizione che era prevedibile, visto che si tratta di una manifestazione dove comunque si assegna un titolo importante, ma soprattutto durante le prove motorie, l’aspetto ludico è comunque emerso chiaramente, sempre inserito però in un contesto di ambiente virtuoso che rendeva chiaro ai ragazzini come lo spirito della Coppa li doveva portare a un sano divertimento oltre che ad aspetti di crescita e formativi”.

“Mi piace sottolineare anche il coinvolgimento dei genitori - continua Di Mauro che è coordinatore del settore tecnico FITP Under 16 femminile - che, prima dell’inizio della manifestazione, hanno partecipato alla riunione col preparatore mentale che ha richiamato tutti i principi appena citati dal Direttore Dell’Edera e ha cercato di garantire quelle situazioni che dovrebbero portare i ragazzini ad essere sereni, in campo e fuori”.

Coppa Belardinelli e Coppa delle Province: ecco dove nascono i migliori talenti italiani

Germano Di Mauro (Foto Fitp)

Germano Di Mauro (Foto Fitp)

“La manifestazione - prosegue il tecnico siciliano - ha subìto un piccolo stravolgimento perché l’inserimento delle prove atletiche ha portato a risultati inaspettati: come il secondo posto della provincia di Bolzano, risultato di per sé abbastanza clamoroso. Nessuna sorpresa però sulla provincia vincitrice che, per il terzo anno consecutivo, è stata quella capitolina, un successo che chiaramente è anche figlio di un bacino d’utenza decisamente ampio che può contare su ben 120 scuole federali. Roma B ha dimostrato di essere la squadra che ha avuto il miglior equilibrio tra le prove tecniche (o tennistiche) e le prove fisiche”. 

“Importante - conclude Di Mauro - citare i tecnici del centro-sud e i fiduciari che hanno fatto davvero un grande lavoro: per quanto riguarda la Sicilia e la Calabria Pierpaolo Vidiri; in Campania/Abruzzo/Molise Antonio Rubino, Puglia/Basilicata/Sardegna Nicola Fantone; Lazio Massimo Valeri. I tecnici responsabili del settore under 10 sono, per il settore femminile, Maurizio Calcagno e, per il settore maschile, Massimo Valeri e Massimo Nicolini.

21ª edizione della Coppa delle Province: la squadra di Roma B

21ª edizione della Coppa delle Province: la squadra di Roma B

“Nel Centro Federale di Castel di Sangro - esordisce Luca Sbrascini, direttore della Coppa Mario Belardinelli - abbiamo vissuto una settimana straordinaria. Assistiti da un clima ideale, i 220 ragazzini coinvolti, così come i 40 capitani, hanno potuto usufruire di un’organizzazione ormai collaudata che ci ha permesso, anche grazie a tutte le strutture a nostra disposizione, di poter sviluppare al meglio la nostra proposta formativa. A partire dal lavoro sul doppio, curato dai tecnici Andrea Dalla Giovanna e Alberto Tirelli, e continuando poi con la dottoressa Francesca Marino, per quanto riguarda l'aria mentale, con esercitazione che hanno coinvolto bambini e capitani per esaltare il principio del gruppo e della squadra”.

“Il trofeo di doppio a squadre - riprende il tecnico marchigiano - disputato con regole ad hoc per essere più proattivi e giocare più colpi a rete, ha visto il successo della Lombardia. Il successo finale della competizione è invece andato, con grande sorpresa, alla Sicilia visto che la formazione isolana non era alla vigilia annoverata tra le teste di serie. Un team completo, quello siciliano, che ha saputo esaltare il concetto di squadra. In finale è arrivata l'Emilia-Romagna e, per il terzo e quarto posto, il Lazio ha battuto la Puglia”.

“Vorrei aggiungere - racconta Sbrascini, coordinatore del settore tecnico maschile under 16 della FITP - che abbiamo voluto assegnare un premio fair play all'atleta siciliano Giovanni Fazio che ha manifestato rispetto e lealtà nei confronti degli avversari pur sostenendo con vigore la propria squadra”.

Correttezza e lealtà che oggi è espressa chiaramente ogni settimana sui campi del circuito professionistico nelle gesta dei nostri campioni. Un processo che è nato il 5 giugno del 2010, da quando cioè l’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi” si occupa di settore giovanile. “Un concetto fondamentale - come ama ripetere Dell’Edera - trasferito proprio dallo storico maestro Mario Belardinelli, a cui la Coppa è dedicata, che era solito ripetere ai suoi allievi: “Ricordatevi che su 100 uomini o 100 donne, 10 diventano grandi persone e di queste 10 grandi persone forse 1 diventa un giocatore o una giocatrice di tennis”, proprio enfatizzando che al di là di un buon diritto o un buon rovescio, se non ci sono valori importanti, difficilmente si ottengono grandi risultati”. 

Lo staff del Settore Tecnico ha deciso di assegnare il premio Fair Play al siciliano Giovanni Fazio

Lo staff del Settore Tecnico ha deciso di assegnare il premio Fair Play al siciliano Giovanni Fazio

Correttezza e lealtà che oggi è espressa chiaramente ogni settimana sui campi del circuito professionistico nelle gesta dei nostri campioni. Un processo che è nato il 5 giugno del 2010, da quando cioè l’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi” si occupa di settore giovanile. “Un concetto fondamentale - come ama ripetere Dell’Edera - trasferito proprio dallo storico maestro Mario Belardinelli, a cui la Coppa è dedicata, che era solito ripetere ai suoi allievi:

Ricordatevi che su 100 uomini o 100 donne, 10 diventano grandi persone e di queste 10 grandi persone forse 1 diventa un giocatore o una giocatrice di tennis”, proprio enfatizzando che al di là di un buon diritto o un buon rovescio, se non ci sono valori importanti, difficilmente si ottengono grandi risultati.

Luca Sbrascini (Foto Fitp)

Luca Sbrascini (Foto Fitp)

“Anche per quanto riguarda il Nord - conclude Luca Sbrascini - è importante citare i direttori tecnici e i fiduciari che si sono distinto per impegno e dedizione: per quanto riguarda la toscana Thomas Tenconi; per l’Emilia Romagna Massimo Nicolini; per il Veneto Christian Vinco; per Trento/Bolzano/Friuli Venezia Giulia Alberto Tirelli; per la Lombardia Luca Ronzoni; per il Piemonte Luigi Bertino e Maurizio Calcagno; per la Liguria Andrea Dalla Giovanna mentre, per quanto riguarda Marche e Umbria c’è il sottoscritto. Mentre i tecnici responsabili di categoria sono, per l’under 12 maschile Andrea Dalla Giovanna e, per il settore femminile, Alberto Tirelli e Pierpaolo Vidiri.

Tutti i link correlati

QUI l’articolo introduttivo sul Sistema Italia, serbatoio dell’attività giovanile.

QUI l’articolo conclusivo della 27ª Coppa Mario Belardinelli.

QUI l’articolo conclusivo della 21ª Coppa delle Provincie.

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti