"La crescita dei ricavi è il frutto della visione di Angelo Binaghi che è riuscito a coniugare l'aspetto sportivo e quello manageriale" ha detto. Il giornalista del Sole 24 Ore ha analizzato i fattori che spiegano il boom del tennis in Italia come risultato di un percorso di lungo periodo. Ha parlato degli investimenti nella formazione, dell'organizzazione di grandi eventi e tornei minori, e del ruolo di SuperTennis
27 gennaio 2026
"La Federazione Italiana Tennis e Padel ha saputo creare un modello aziendale, coniugare l'aspetto sportivo con quello manageriale. La crescita di ricavi è frutto della visione di Angelo Binaghi" ha detto Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore, ospite nella puntata di Tennis Talk, su SuperTennis, dedicata al sorpasso della FITP sulla Federazione Italiana Giuoco Calcio in termini di ricavi. In studio anche l'ex presidente della Lega Pro e vice-presidente della Federcalcio Francesco Ghirelli e Paolo Rossi, che ha seguito per oltre 35 anni firma di Repubblica e oggi apprezzato opinionista per SuperTennis.
"Nel 2025 la Federazione Italiana Tennis e Padel è per la prima volta la federazione con più ricavi in Italia, più di 230 milioni. Il calcio, che da sempre ha avuto questo primato, si è fermato nel 2025 a 200 milioni, complice, va detto l'assenza di una grande competizione internazionale. Eppure il giro d'affari della FITP era di qualche decina di milioni di euro fino a un paio di decenni fa. La crescita, iniziata prima che esplodesse il fenomeno Sinner, dimostra non parliamo di un qualcosa di estemporaneo legato a un momento particolare, ma è il risultato di un progetto che negli anni ha portato allo sviluppo. Ovviamente, come sempre avviene negli sport, è necessaria la benzina dei risultati sportivi o dal grande campione, ma devi preparare la struttura a generare quei ricavi e quelle entrate che ti permettano di sfruttare al massimo il momento importante. Perché i momenti più complicati arriveranno, ma se hai preparato quella struttura dal punto di vista economico la crescita continuerà. Nel 2026 il bilancio della Federazione Italiana Tennis e Padel probabilmente supererà i 250 milioni e questo ci dà la dimensione di quanto accaduto in questo percorso ventennale. La grande trasformazione che ha avuto il tennis italiano, questo successo non estemporaneo, deriva dalla programmazione che è stata fatta, da tutto un percorso basato in particolare sui grandi eventi, sulla capacità di ospitare grandi manifestazioni internazionali e soprattutto di saperle valorizzare".

Bellinazzo prende in considerazione gli Internazionali BNL d'Italia, un torneo praticamente fallito quando Binaghi è diventato presidente della Federazione. "In questi vent'anni intorno agli Internazionali è stato costruito un progetto sulle strutture e sulla comunicazione in particolare dei risultati importanti ottenuti negli ultimi anni dai tennisti italiani. Questo ha creato attenzione, ha fatto sì che questo torneo diventasse un luogo frequentatissimo e quindi capace di generare reddito. Aggiungiamo le Nitto ATP Finals a Torino e la Coppa Davis a Bologna: questi grandi eventi hanno fatto da motore di questo sviluppo economico del giro d'affari della Federazione, tanto che oggi quasi due terzi di questi ricavi derivano appunto dal fatturato di queste manifestazioni".
Ma non è l'unico fattore che spiega il boom del tennis italiano, prosegue. "C'è stata una crescita nel numero di iscritti, quindi sono aumentate le quote, anche se con la crescita economica e grazie agli introiti dei grandi eventi la Federazione ha esentato dal pagamento di tutta una serie di quote che progressivamente hanno permesso di lasciare nei circoli una piccola parte di ricchezza del movimento". Una decisione che, sottolinea, ha avuto effetti anche dal punto di vista sportivo. In questo modo, infatti, "i circoli hanno cercato di valorizzare i propri tennisti nei campionati nazionali, nei quali c'è l'obbligo di utilizzare ragazzi prodotti nel vivaio".
La valorizzazione dei talenti passa anche per la formazione dei maestri, un altro pilastro della crescita, spiega Bellinazzo. "Tanti circoli hanno iniziato a scommettere sulla propria formazione, questo ha comportato anche un lavoro diciamo di ricerca di bravi maestri. La federazione ha messo in piedi un sistema di formazione per ottenere il patentino e imposto obblighi di formazione continua e questo quindi ha incentivato i maestri a formarsi a loro volta".
Bellinazzo mette l'accento anche sugli investimenti "di oltre 10 milioni per finanziare i tornei minori, i Challenger, che permettono ai giovani italiani di confrontarsi con giocatori forti, riducendo le spese e accelerando il loro percorso di crescita". Un aspetto sottolineato anche da un articolo del New York Times dello scorso maggio che spiegava come oggi "gli Stati Uniti nel tennis vogliono essere l'Italia". Uno dei motivi del successo italiano, ammirato e preso come esempio anche da una potenza del tennis come gli USA, è proprio l'intuizione di "organizzare diversi tornei professionistici nei circuiti minori [Challenger e ITF]. In questo modo si dà la possibilità ai suoi giocatori senza sprecar soldi o tempi per i viaggi".
L'attenzione alla formazione e alla cura del talento, sottolinea Bellinazzo, è un tratto distintivo del cambio di passo. "Non credo che prima di quest'era non avessimo giocatori forti o con del potenziale, però si parlava perfino in un film di Nanni Moretti del braccino dei tennisti italiani che, arrivati al momento di fare il salto di qualità, per una ragione o per l'altra non lo completavano. Gli investimenti hanno seguito una visione e oggi abbiamo Sinner, Musetti e un talento come Cobolli, numero 22 del mondo, che vent'anni fa sarebbe stato il tennista italiano di riferimento e oggi ne ha due davanti".
Tutti i primi tre azzurri nel ranking ATP, e si può allargare il discorso anche al nostro numero 4, Luciano Darderi, hanno meno di 25 anni. E' il segno di un movimento "sempre più basato sui giovani", spiega il giornalista del Sole 24 Ore, tanto al vertice quanto alla base. "In questo devo dire che l'investimento di Super Tennis TV è stato importante perché ha permesso di aprire una finestra di visibilità su uno sport che aveva perso appeal, vuoi perché non c'erano grandi campioni italiani, vuoi perché era pagamento con lo svantaggio della mancata visibilità dei grandi campioni".
Tanto si è fatto, e tanto resta ancora da fare sul piano delle strutture, "per creare più campi e rispondere alla domanda di tennis che oggi è nettamente superiore rispetto all'offerta. Il lavoro sulle strutture, che si è affiancato a quello sui grandi eventi e sul capitale umano in questo processo, secondo me è quello che va ulteriormente rafforzato perché in tantissime realtà mancano campi da tennis. Servono queste strutture perché altrimenti questa passione che oggi i grandi campioni italiani stanno spingendo, non potrebbe sfogarsi". Passione talmente forte che i praticanti di tennis e di padel, secondo una ricerca Nielsen presentata in occasione della conferenza stampa finale delle Nitto ATP Finals 2025, hanno ormai quasi raggiunto il totale degli italiani che giocano a calcio.
Al tema delle strutture si abbina un altro aspetto centrale nella visione di lungo periodo della Federazione Italiana Tennis e Padel, l'accesso allo sport. "Oggi il calcio sta diventando sempre più elitario, per frequentare una scuola calcio servono da 500-600 euro all'anno in su. La FITP ha garantito a 800 mila bambini e ragazzi delle scuole quanto meno di provare tennis e padel. Ed è più facile che uno di questi 800 mila diventi un tennista tra i primi 200 del mondo che tra gli 800 mila ragazzini iscritti alla FIGC si formino talenti buoni per la nostra nazionale" ha analizzato Bellinazzo.
L'interazione di questi elementi, all'interno di un percorso iniziato, dal punto di vista dell'organizzazione dei grandi eventi, con le Next Gen ATP Finals a Milano, porta a un successo duraturo e di lungo periodo. "E' il motivo per cui serve una visione, se ce l'hai, allora sai mettere insieme i tasselli. Se non hai una visione, puoi fare un'iniziativa di successo, intraprendere una strada, ma non costruisci un movimento".
Eppure, nonostante i grandi successi del tennis italiano, su un totale di 344,4 milioni di euro erogati da Sport e Salute agli organismi sportivi nel 2026, poco più di 35 andranno alla Federcalcio, che resta al primo posto in questa classifica. Alla FITP, quarta, andranno oltre 16 milioni (due in più rispetto al 2025), arrivando al massimale previsto.
"Ci sono dei cap, dei tetti massimi, per cui non puoi aumentare il tuo contributo anno su anno oltre certi limiti, e il tennis raggiunge la cifra top a cui può arrivare in base alle regole attuali - ha spiegato Bellinazzo -. Al totale di contributi per ciascuna federazione si arriva, in maniera molto semplice, attraverso un algoritmo che mette insieme tanti fattori come il numero di praticanti e i risultati sportivi, ogni anno in base a questi elementi viene stilata questa graduatoria e vengono ripartiti i contributi pubblici alle varie federazioni".

Secondo Bellinazzo, "ci dovrebbe essere un sistema che vada a premiare chi ottiene dei risultati e chi fa crescere la propria fan base; chi, come la FITP, mostra la capacità di utilizzare i suoi proventi per il funzionamento dello sport e non della macchina federale. In questo senso i numeri della FITP sono molto importanti e questo insieme di fattori dovrebbe portare il tennis ad avere un contributo maggiore rispetto al calcio".