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Il fondatore di "Tennis and Friends - Salute e Sport" spiega a LaPresse perché studi scientifici abbiano dimostrato come il tennis sia lo sport associato al maggior incremento dell'aspettativa di vita. E dà appuntamento alla prossima edizione della manifestazione in occasione degli Internazionali BNL d'Italia 2026
11 marzo 2026
Chi gioca a tennis vive quasi dieci anni di più. Lo sottolinea con orgoglio a LaPresse Giorgio Meneschincheri, specialista in medicina preventiva presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, docente all’Università Cattolica di Roma, fondatore e presidente di Tennis and Friends.
"Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato ad analizzare non solo gli effetti dell’attività fisica in generale, ma anche le differenze tra le diverse discipline sportive - spiega - Uno degli studi più interessanti è stato pubblicato su ‘Mayo Clinic Proceedings’: analizzando i dati del Copenhagen City Heart Study, una delle più importanti coorti epidemiologiche europee, i ricercatori hanno evidenziato che alcune discipline sono associate a un incremento significativo dell’aspettativa di vita rispetto alla popolazione sedentaria". Il tennis, ricorda, "è risultato associato un incremento di 9,7 anni dell'aspettativa di vita. Il badminton a +6,2 anni, il calcio a +4,7 anni, il ciclismo a +3,7 anni, il nuoto a +3,4 anni e il jogging a +3,2 anni. Il tennis è quindi lo sport collegato al maggiore incremento di longevità tra quelli analizzati”.
Si tratta, spiega il dottor Meneschincheri, dell'effetto combinato di effetti benefici non solo fisici. Perché il benessere coinvolge l'intera persona, non soltanto il suo corpo. E' in fondo questo il messaggio che arriva da Tennis and Friends, la manifestazione che promuove proprio l'attività fisica e i sani stili di vita come essenziale strumento di prevenzione.
Il tennis, dice, "combina esercizio aerobico e anaerobico, attività intermittente ad alta intensità, coordinazione neuromuscolare, stimolazione cognitiva, una forte componente sociale. Pensiamo soltanto alle chiacchiere nello spogliatoio, alle battute pre e post partita: è dimostrato che gli sport praticati in contesti sociali possono avere benefici aggiuntivi sulla salute rispetto alle attività individuali, probabilmente grazie agli effetti positivi sulla motivazione, sulla continuità della pratica sportiva e sul benessere psicologico. In più ti auto-limita; quando sei stanco smetti, e così si evita lo stress eccessivo".
Tennis & Friends - Salute e Sport agli Internazionali BNL d'Italia (Foto FITP)
Gli studi e le ricerche come quella realizzata da The Copenhagen City Heart Study, finanziata dalla Danish Earth Foundation, organizzazione per la prevenzione delle malattie cardiovascolari in Danimarca, confermano una verità solo apparentemente scontata: lo sport fa bene alla salute che, secondo la definizione dell'Organizzazione mondiale della sanità, "è uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale" e non semplicemente "assenza di malattie o infermità".
Eppure, sottolinea Meneschincheri, "i dati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istituto Nazionale di Statistica ci dicono che circa un adulto su quattro è completamente sedentario e una quota significativa della popolazione non raggiunge i livelli minimi raccomandati di esercizio”.
Per favorire l'attività fisica, dal 2011 il progetto "Tennis and Friends – Salute e Sport" si pone l'obiettivo “di promuovere la cultura della prevenzione attraverso lo sport”. La formula, ormai conosciuta, rappresenta un modello innovativo che mette insieme medicina, sport, informazione, prevenzione e intrattenimento, grazie al coinvolgimento di star dello sport e dello spettacolo.
"Attraverso eventi organizzati in diverse città italiane offriamo screening gratuiti, visite mediche e attività di educazione sanitaria, coinvolgendo medici, istituzioni, università e professionisti dello sport” spiega Meneschincheri. Già fissati i prossimi appuntamenti: gli Internazionali BNL d'Italia a Roma, al Foro Italico, a maggio, poi Napoli, Torino e di nuovo Roma. "Siamo convinti - conclude - che la prevenzione attraverso l’attività fisica rappresenti uno dei pilastri della salute pubblica”.