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Il primo successo dell'Italia femminile nella Summer Cup è un successo di squadra, frutto di sinergie preziose tra le giocatrici, i loro coach e la Federazione
19 agosto 2026
"Quando si crea una bella sinergia tra le atlete, i loro coach e lo staff della Federazione si possono raggiungere grandi traguardi". In queste parole di Cristian Vinco, che ha guidato da capitano l'Italia al primo titolo mondiale della nostra storia nella categoria Under 14 femminile, c'è il senso di un percorso partito da lontano e fatto di più componenti.
Se oggi il tennis italiano sta vivendo il momento più importante della sua storia ed è diventato un patrimonio capace di coinvolgere milioni di persone, il merito va anche al "Sistema Italia", capace di sviluppare talenti nel segno della multidisciplinarietà e del rapporto fruttuoso con chi segue i giovani sul territorio. E' successo così anche con le protagoniste del titolo mondiale, Olivia Conticello, Giulia Luchetti e Giorgia Lanza, rispettivamente numero 4, numero 6 e numero 20 nel ranking femminile Under 14 di Tennis Europe. Insieme hanno condiviso sia il percorso in Winter Cup sia l'esperienza alla Summer Cup, che rappresenta anche la fase di qualificazione europea per i Mondiali.
Le campionesse del mondo Under 14. Da sinistra Giulia Luchetti, Olivia Conticello e Giorgia Lanza. Con loro il capitano Christian Vinco (Foto World Tennis/Srdjan Stevanovic)
I ricordi della vittoria sono vivi. Le ansie, la gioia, la genuinità di sorrisi e abbracci. Un gruppo di giovani talenti che si riscopre squadra, talenti individuali che si mettono a servizio degli altri, ascoltando e seguendo i consigli di capitano e staff. Difficilmente i ricordi costruiti in Repubblica Ceca saranno dimenticati nella testa e nel cuore di chi c'era, di chi ha vissuto l'emozione di un titolo mondiale. Del trionfo, il capitano sottolinea tre fotogrammi sopra ogni altro.
"Il primo è la vittoria nella prima partita del girone finale della Summer Cup, che ci ha dato la certezza della qualificazione per i Mondiali. Il secondo è il successo contro l'India nella seconda giornata dei Mondiali, concluso al doppio decisivo, vinto 6-4 6-3 recuperando quattro game da 15-40 e vincendo 8 game al punto secco su nove - ha detto - Quella partita ci ha permesso di qualificarci per i quarti. Qui è stato fondamentale il lavoro del preparatore fisico, Bogdan-Alexandru Bolovaneanu e della mental coach Manuela Galiazzo. Hanno fatto un lavoro straordinario. Senza di loro noi non avremmo mai potuto vincere i Mondiali. L'ultimo è la gioia negli occhi e sui volti delle ragazze: è stata veramente la cosa più bella che abbia mai provato in vita mia".
Prima di partire per tornare in Italia, nel tunnel dell'aereo, il pilota ha riconosciuto Olivia, che aveva conosciuto l'anno scorso in un villaggio turistico in Calabria. Quando la squadra è salita sull'aereo ha annunciato a tutti i passeggeri la presenza delle campionesse del mondo Under 14. Un momento particolare, che ha contribuito a intensificare la gioia di tutti.
Le tre protagoniste, che abbiamo intervistato, hanno portato ciascuna tratti differenti, e il totale è stato superiore alla somma della parti. "Giulia è stata combattiva. Credo che questa esperienza l'ha maturata tantissimo. Olivia è partita probabilmente insicura, però match dopo match ha trovato sempre più coraggio e in certi momenti è stata veramente decisiva. Giorgia ha giocato meno ma è stata l'anima della squadra, ha dato equilibrio al gruppo e dimostrato una maturità che non ho mai visto in nessuno".
La loro crescita conferma il valore della sinergia, uno dei segreti che ha reso il Sistema Italia un modello di riferimento ammirato in tutto il mondo, da ultima anche da Judy Murray.
Le campionesse dell'Italia e le finaliste del Giappone ai Mondiali Under 14 (Foto World Tennis/Srdjan Stevanovic)
Il successo della rappresentativa azzurra parte da lontano, come tempi e distanze. "L'elemento vincente della Federazione, del settore tecnico nazionale è stata l'istituzione dei Centri Periferici di Allenamento (CPA), da 11 a 14 anni - spiega il consigliere federale Emiliano Guzzo -. Nelle Marche, ad esempio, i migliori Under 14 si allenavano periodicamente nel centro tecnico di Jesi insieme a un tecnico dedicato, a un preparatore atletico dedicato, a un mental coach. Così facendo riuscivamo innanzitutto a dare un servizio di altissima qualità a livello tecnico ai migliori Under 14 e a integrare l'attività del circolo, mettendo a disposizione professionalità di altissimo livello supportando i circoli più piccoli che magari avevano meno possibilità".
L'elemento vincente della Federazione, del Settore Tecnico nazionale, è stata l'istituzione dei Centri Perifici di Allenamento (CPA)
EMILIANO GUZZO, Consigliere Federale
L'evoluzione dei CPA è rappresentata dall'attivazione di Progetti Speciali. Un modello già adottato con successo negli ultimi 10 anni con gli over 16 e ora esteso anche all'under 16. "Abbiamo iniziato anche nell'under 16 a gestire i Progetti Speciali - racconta Graziano Risi, consigliere federale da anni impegnato nello sviluppo del Settore Tecnico della FITP -. I progetti si integrano alla programmazione fatta di osservazioni, raduni provinciali e regionali, in modo da coinvolgere tutto il movimento. Questi progetti vengono seguiti da tecnici che seguono al massimo tre giocatori e andiamo a intervenire laddove c'è bisogno. Se qualcuno nel suo circolo ha difficoltà perché ha poche ore destinate alla preparazione fisica, ad esempio, noi interveniamo economicamente aiutando il circolo a dare più assistenza dal punto di vista della preparazione fisica. In altre circostanze coaduviamo i maestri che seguono i ragazzi nei tornei, laddove non riescano a esserci li accompagniamo con i nostri tecnici. Stiamo facendo degli interventi mirati proprio per mettere nelle condizioni migliori di esprimersi già i ragazzini di 13, 14, 15 anni. Il fatto che arrivino già dei buoni risultati a livello giovanile ci fa sperare per il futuro".
Abbiamo iniziato a gestire i Progetti Speciali anche nell'under 16. Ogni tecnico segue al massimo tre giocatori e interveniamo laddove c'è bisogno.
GRAZIANO RISI, Consigliere Federale
La strada è segnata e il Settore Tecnico Giovanile della FITP ha chiari i prossimi passi e gli obiettivi da raggiungere. "Siamo orgogliosi di questa vittoria in Summer Cup Under 14 femminile - sottolinea Michelangelo Dell'Edera, direttore dell'Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi e responsabile del Settore Tecnico under16 -, al tempo stesso siamo consapevoli che i risultati del settore giovanile sono sicuramente il mezzo e non il fine. Da 16 anni l'Istituto Superiore di Formazione propone la costruzione di giocatori e giocatrici universali che possano esprimersi nella sua completezza su tutte le superfici di gioco. Non è un caso che oltre a questa vittoria possiamo citare la vittoria dell'Under 12 maschile in Winter Cup sul duro, che sono vittorie nuove per il nostro sistema".
Squadre giovanili che vengono curate con la stessa attenzione dedicata alle nazionali maggiori di Davis Cup e Billie Jean King Cup, perché il percorso di formazione di un'atleta passa anche dalle esperienze e ogni dettaglio può fare la differenza. "Una delle peculiarità delle nostre squadre giovanili - continua Dell'Edera - è quella che a livello mondiale c'è il tecnico federale, in questo caso Cristian Vinco, a cui faccio i complimenti, che è affiancato da un preparatore mentale, da un preparatore fisico. In questo modo l'universalità viene portata non solo in campo, ma anche fuori dal campo, non trascurando aspetti psicofisici e naturalmente tattico-tecnici. C'è sempre un lavoro di team e devo ringraziare anche Germano Di Mauro che coordina le attività del Settore Tecnico Giovanile".
La prossima sfida è ambiziosa e abbraccia anche i più piccoli, con progetti mirati per gli under 10. "Stiamo ritornando a lavorare alla base degli Under 10 - conclude Emiliano Guzzo -, addirittura convocando alcune annate Under 7. Vogliamo continuare a lavorare da un punto di vista qualitativo e allargare la base dei ragazzini Under 10, migliorando sia il lavoro tecnico sia il lavoro di preparazione, sia a livello mentale sia a livello nutrizionale. Abbiamo soprattutto lavorato sulla struttura tecnica, stiamo aumentando il numero di tecnici per garantire una copertura adeguata su tutto il territorio nazionale".