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Judy Murray è stata per dieci anni responsabile nazionale per la Federazione scozzese e per cinque capitano di Billie Jean King Cup. Madre degli ex numero 1 Andy e Jamie, alla Gazzetta dello Sport spiega cosa l'ha colpita di più del Sistema Italia
08 agosto 2026
La Federazione Italiana Tennis e Padel "ha investito sulle persone e i risultati si vedono: da Sinner a Musetti, Cobolli e Paolini, le vostre vetrine sono piene di campioni". L'apprezzamento arriva, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, da Judy Murray, ex capitano di Billie Jean King Cup dal 2011 al 2016, madre di Andy e Jamie, ex numeri 1 del mondo rispettivamente in singolare e doppio.
Arrivata da giocatrice alla posizione di numero 1 di Scozia con 64 titoli nazionali all'attivo, Judy Murray nel 1995 è diventata la prima donna a conseguire la qualifica di Performance Coach della LTA (Lawn Tennis Association, la Federtennis britannica) e, per i successivi dieci anni, è stata National Coach in Scozia, ovvero responsabile tecnico nazionale. Ha creato anche un programma di scuole nazionali di sviluppo, che ha formato giocatori e allenatori, come Leon Smith, dal 2010 capitano di Coppa Davis della Gran Bretagna.
Del modello italiano Judy Murray mette in evidenza un aspetto che l'ha particolarmente colpita, nel confronto con lo scenario britannico. La FITP, sottolinea, ha "abbandonato il sistema centralizzato, nel quale i bambini venivano portati nei centri nazionali o regionali, per investire in maniera molto più forte nei programmi interni ai club e nell’aggiornamento degli allenatori. In questo modo i ragazzi potevano restare più a lungo nel loro ambiente, ma con programmi migliori. Ho compreso immediatamente il messaggio, perché per me i club e gli allenatori sono le fondamenta. Sono la base di qualsiasi sport".
C'è anche un'altra ragione, prosegue, per cui apprezza il modello italiano. "La Federazione lavora fianco a fianco con i tecnici e cerca di sostenerli negli ambiti in cui possono aver bisogno di maggiore aiuto, formazione o informazione" ha detto.
Il Settore Tecnico Nazionale, spiegava a SuperTennis il direttore dell'Istituto Superiore di Formazione Michelangelo Dell'Edera lo scorso gennaio, dopo aver raccontato il modello italiano ai coach australiani, "ha utilizzato la strategia del decentramento, per creare presupposti affinché in tutti i club italiani si possano creare le opportunità per costruire un ambiente virtuoso per i ragazzini talentuosi. Tutto questo di fatto ci ha portato oggi a consolidare ancora di più il rapporto che c'è tra il tennis di vertice e la base".
Il tennis di vertice cresce anche attraverso l'organizzazione di tanti tornei, a tutti i livelli. "Ricordo quando l’Italia investì moltissimo nell’organizzazione di tornei Futures, i 10 mila e i 15 mila dollari dell’epoca. Un anno credo ne aveste circa 41. Ricordo di aver pensato: 'Quarantuno?'. I ragazzi non avevano bisogno di lasciare il Paese. Potevano costruire lì il proprio percorso. E avevate un grande numero di giocatori perché avevate investito nei club. Credo che la strategia italiana abbia prodotto risultati meravigliosi" ha spiegato Judy Murray.
Judy Murray inaugura il Newlands Park Community Tennis Centre nel 2023 (Getty Images)
La Federazione italiana ha abbandonato il sistema centralizzato per investire nei programmi interni ai club e nell’aggiornamento degli allenatori. In questo modo i ragazzi potevano restare più a lungo nel loro ambiente, ma con programmi migliori
Judy Murray alla Gazzetta dello Sport
I grandi giocatori, prosegue Judy Murray, "sono modelli e costituiscono la vetrina del movimento. E la vostra vetrina è piena. Avete tantissimi campioni ed è fantastico". Per avvicinare sempre più bambini e ragazzi al tennis, per individuare e formare i Sinner, i Musetti, i Cobolli, le Paolini di domani, sono centrali nel Sistema Italia la presenza di un canale gratuito come SuperTennis e lo stimolo alla pratica di base nelle scuole attraverso il progetto Racchette in Classe. Per questo, in occasione degli Internazionali BNL d'Italia 2026 il Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi e il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, hanno sottoscritto per la prima volta un protocollo d’intesa per rinforzare ancora di più il progetto e renderlo strutturale.
Judy, che ha alle spalle anche una serie di progetti inclusivi per la pratica di base, si augura che la Tennis Scotland possa prendere tutto questo come esempio.
Oggi, ammette, "se una famiglia non è ricca, per un ragazzo scozzese arrivare in alto è quasi impossibile. Ed è un’altra ragione per cui ciò che state facendo in Italia è tanto importante".